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LA MASSONERIA OCCULTA l'eterna lotta tra cavalieri neri e cavalieri della luce

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Capitolo 1

L'eterna lotta tra Cavalieri neri e Cavalieri Bianchi

1789: E' l'anno della rivoluzione francese

1889: E' l'anno della nascita di Adolf Hitler

1889: E’ l’anno dell’approvazione della 1° Costituzione giapponese

1989: E' l'anno della morte dell'imperatore Giappone Hirohito

1989: E' l'anno della caduta del muro di Berlino

1989: E' l'anno dell'eccidio di Piazza Tianammen

Coincidenze magiche, ad alto contenuto simbolico, che toccano i grandi destini della Germania e del Giappone. 100 anni di storia che hanno spinto la Germania a due guerre mondiali con centinaia di milioni di morti, di cui un uomo

< HITLER >

fu il maggior artefice di questo olocausto, appoggiato in Oriente dall'imperatore del Giappone,


che non seppe opporsi alle mire espansioniste del suo apparato militare, causando oltre 30 milioni di morti, di cui 3.000.000 di soldati e cittadini giapponesi. Guerra terminata con l'olocausto di Hirochima e Nagasaki.

Il motivo dello sgancio di due bombe atomiche sul Giappone aveva in realtà scopi esoterici ben diversi, legati allo stretto legame creatosi tra

< l'energia negativa nazista e quella nipponica >

che nell'intenzione del primo ministro inglese Churchill (Gran Maestro dell’Hermetic Order of the Golden Dawn)


e del Presidente americano Roosevelt (33° grado del Rito Scozzese) 

andava spezzata e distrutta con il fuoco, l'unico modo per disperdere la loro potentissima energia e annullare la  tremenda influenza  negativa della fenice risorta dalle ceneri.


Se ne ha un'indiretta conferma, seguendo una visione misterico-escatologico conosciuta da pochi

"Iniziati all'Arte Reale"

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Esattamente come Omraam Mikhaël Aïvanhov, che nel suo

"percorso iniziatico"

raggiunse le vette più alte della spiritualità, penetrando nei

"mondi invisibili"

e imparando a gestire i poteri che, volta per volta, acquisiva, come il più famoso

< Simon Mago >

E' interessante ascoltare cosa Mikhaël Aïvanhov diceva in proposito:

" Da dove proviene il potere di un mago?"

"Dalla sua capacità di fornire alle "entità" del mondo invisibile la materia prima grazie alla quale queste "entità" entrano in contatto con il piano fisico e agiscono su di esso. A seconda delle sue preoccupazioni e delle sue attività, il "Mago nero" emana fluidi di una determinata natura e sono questi fluidi che permettono alle entità di prendere forma e di agire. Un essere animato da intenzioni criminali attira con le sue emanazioni una moltitudine di spiriti tenebrosi: questi accorrono per nutrirsi di tutti i miasmi che da lui si sprigionano e poter così compiere il male. Non è l'uomo stesso l'autore del male, ma ne fornisce i mezzi, la materia di cui altri si serviranno."

Ed è vero anche l'inverso: la presenza di un "Mago bianco"fornisce agli spiriti luminosi la materia di cui questi si serviranno per portare ovunque benedizioni. Lavorate per la luce? Fate del bene? In tal caso, da voi si sprigiona una materia purissima che le entità celesti vengono a raccogliere, esattamente come le api raccolgono il nettare dei fiori per preparare il miele."

Ebbene la figura più controversa del XX secolo è sicuramente

"Rudolf Hess"


ritenuto dal Fhùrer un

"Mago Bianco"

un essere con particolari poteri spirituali, che gli era stato sempre vicino e che poteva essere usato a fin di bene, tanto da  inviarlo in inghilterra come messagero di pace.

Opinione non condivisa dal primo ministro inglese Churchill che si rifiutò di incontrarlo e che, in pieno accordo con il Presidente Truman, ambedue massoni, lo fece condannare a Norimberga.


Un essere considerato talmente pericoloso, che venne tenuto bloccato ed isolato in un villa in Scozia  per tutta la guerra 

per poi coinvolgerlo nel processo di Norimberga, farlo condannare all'ergastolo e rinchiuderlo per tutta la vita nel carcere di Spandau quale unico detenuto.

non potendolo ardere sul rogo, come era prassi dell'epoca mediovale, pur ritenendolo un "controiniziato", un "Mago Nero", la cui natura doveva essere considerata di provenienza esoterico-diabolica della controiniziazione della "Massoneria Occulta"e in particolare degli

"Illuminati di Baviera"

Prigione demolita dopo la sua morte e i resti trasportati con numerosi camions fino al mare del NORD e imbarcati su una nave, che li disperse in una località segreta.

Dal 1947 fino alla sua morte, Hess fu tenuto nella prigione di Spandau a Berlino Ovest, che era gestita dalle quattro potenze Alleate.Le norme stabilivano che “la prigionia dovesse essere in forma di segregazione cellulare” vietando persino ai responsabili della prigione di chiamare Hess con il suo nome.

Veniva identificato soltanto con il “prigioniero N° 7”

Le condizioni erano brutte e inaccettabili. Le norme secondo le quali venivano tenuti i sette prigionieri erano così severe che persino il cappellano francese della prigione, Casalis, protestò (nel 1948) contro il loro scandaloso trattamento. Descrisse Spandau come un luogo di tortura mentale.


Per 20 anni Hess ebbe almeno la compagnia limitata di alcuni altri accusati di Norimberga.


Ma, dopo il rilascio il 1°Ottobre 1966 dell'arch Albert Speer, tornato alla libera professione, e di Baldur von Schirach, capo della gioventù nazista, morto libero e senza vincoli.

Rudolf Hess rimase l’unico detenuto.

Per oltre venti anni fu l’unico prigioniero in una prigione prevista per circa 600 detenuti. Per dirla con le parole del direttore americano di Spandau, Ten. Col. Eugene Bird, Hess fu

l’uomo più solo al mondo

Mantenere questo unico uomo a Spandau costò al governo tedesco-occidentale circa 850.000 Marchi all’anno. Inoltre, ognuna delle quattro potenze Alleate, doveva mettere a disposizione un ufficiale e 37 soldati durante i loro rispettivi turni, nonché un direttore ed una squadra di guardiani per tutto l’anno. Il personale permanente per la manutenzione era composto da 22 persone inclusi cuochi, camerieri e addetti alle pulizie.

Negli ultimi anni della sua vita, Hess era un vecchio debole e fragile, cieco da un occhio, che camminava ricurvo con un bastone. Viveva in un isolamento totale secondo una routine giornaliera severamente predisposta. Gli fu impedito per 20 anni di ricevere visite della moglie e del figlio. Durante i rari incontri con sua moglie e suo figlio, non gli era permesso di abbracciarli e nemmeno di toccarli. Ben prima della sua morte, la prigionia di Hess era diventata uno spettacolo grottesco e assurdo.

Il 17 agosto del 1987 Hess, a 93 anni, si impiccò all’interno del carcere di Spandau. L’evento ebbe dell’incredibile, considerato che, cinquantaquattro carcerieri controllavano un solo individuo di 93 anni e che non era in condizione di suicidarsi!

Sorgono inevitabili alcune domande sul perché un uomo, che non aveva partecipato ai crimini più orrendi del nazismo, sia stato tenuto prigioniero per quasi 50 anni e a 93 anni fosse ancora prigioniero ad un’età in cui chiunque altro sarebbe stato graziato e perché qualcuno decise di “suicidarlo” così decrepito, novantatre anni, sorvegliato sempre, da cinquantaquattro controllori: impossibile crederlo.

Sembrerebbe una vittima di una crudele ingiustizia del vincitore. ma non nel senso che appare a prima vista.

Di un accanimento assolutamente incomprensibile dal punto di vista exoterico, di giustizia umana, ma non certo dal punto di vista esoterico mistico spirituale. In realtà Rudolf Hess era ritenuto un vero

"Iniziato all'Arte Reale"

appartenente all'antica setta teutonica dei

"cavalieri neri"

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Hess era infatti un membro effettivo della Vril Gesellschaft (Loggia Illuminata) e del Die Herren vom Schwarzen Stein (DHvSS – I Signori della Pietra Nera), adoratori della Dea ISAIS

"Dea della Montagna e della Resurrezione"

in lotta perenne con i cavalieri della luce


di cui Roosevelt (33° grado del Rito Scozzese) Churchill (Gran Maestro dell’Hermetic Order of the Golden Dawn),

erano i più alti rappresentanti della

Massoneria iniziatica anglosassone

durante tutta la 2°guerra mondiale

e che Hess intendeva incontrare quando in quell’anno parti dalla Germania e si paracadutò in Scozia per trattare la pace

ma che Churchill si guardò bene di non solo di prendere in considerazione, ma ordinando, già da allora, un internamento in un luogo segreto e tenendolo segregato, convinto della micidiale

"potenza"


emanata da quest’uomo, che si mostrava ignorante e al limite della demenza. Un personaggio considerato in particolare da Churchill del livello di Jacques De Molayn, Giordano Bruno, Giovanna d’Arco, Fra Dolcino, Savonarola, Tommaso Moro.


Esseri di un livello superiore destinati al "rogo", l’unico modo per disperdere la loro potentissima energia e annullare la loro influenza positiva o negativa. Hess ne era ben conscio, come del resto  lo stesso Churchill.


Non era affatto pazzo, come dimostra

"la dichiarazione finale"

rilasciata al processo di Norimberga il 31 Agosto 1946, in cui dichiarò:

“Ebbi il privilegio di lavorare per molti anni della mia vita agli ordini del più grande figlio che la mia nazione abbia mai dato alla luce nella sua storia millenaria. Anche se potessi, non vorrei mai cancellare questo periodo dalla mia vita. Sono felice di sapere di aver fatto il mio dovere verso il mio popolo, il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come servitore fedele al mio Fuehrer. Non mi pento di niente. Sr dovessi ricominciare agirei nello stesso modo Non mi importa cosa mi faranno gli uomini anche se sapessi che alla fine della vita mi aspetta il rogo. Quel giorno sarò davanti al giudizio del Dio Eterno. Io risponderò a Lui e so che Lui mi assolverà“

Come ne erano convinti Stalin, Roosevelt e Churchill

che decisero di non "bruciarlo vivo", ma di tenerlo rinchiuso da solo per tutta la vita.

mantenendo in vita l'energia VRIL, simboleggiata dalla "Svastica" che ruota in senso antiorario.

Due anni dopo la sua morte non a caso il 9-11-1989, di cui ricorre il trentennale, cadde

< il muro di Berlino >


e le due Germanie tornarono ad unirsi ed ad essere l’epicentro dell’Unione Europea e del Mondo e l'energia della svastica tornò a ruotare in senso orario.

Capitolo 3

Alfiere di pace <> Messaggero di morte


la figura di Rudolf Hess è decisamente difficile da comprendere da ogni punto di vista, essendo stata volutamente stravolta nonostante i tentivi del figlio Wolf Rudiger Hess di riabilitarlo, pubblicando libri, di cui il più significativo

" Mio Padre, Rudolf Hess"


A tal proposito val la pena riprendere alcuni  stralci dell discorso rilasciato da Wolf Rudiger Hess i n videoregistrazione alla Undicesima Conferenza dell’IHR, Ottobre 1992, a Irvine, California.


http://www.ihr.org/jhr/v13/v13n1p24_Hess.html


http://www.isses.it/hess.htm

"Quando mio padre volò in Scozia il 10 Maggio 1941, io avevo tre anni e mezzo. Ho pochissimi ricordi di lui quando era ancora in libertà. Uno di questi era quando mi tirò fuori dal laghetto del giardino. Un altro fu quando stavo urlando perché un pipistrello era riuscito ad entrare in casa. Ricordo ancora la sua voce rassicurante mentre portava il pipistrello alla finestra e rilasciarlo nella notte"

"Negli anni successivi imparai un po’ alla volta chi era mio padre ed il suo ruolo nella storia".

"Lentamente arrivai a capire il martirio al quale era stato sottoposto come prigioniero nella prigione militare alleata di Berlino-Spandau per 40 lunghi anni"

"Dopo il Settembre del 1941, mio padre venne completamente isolato. Il 25 Giugno 1942 fu trasferito a Abergavenny nel Galles del Sud, dove fu tenuto prigioniero fino al suo ritorno a Norimberga l’8 Ottobre 1945 per affrontare un processo come “importante criminale di guerra” presso il cosi detto “Tribunale Militare Internazionale”.

LA PRIGIONE DI SPANDAU

Dopo un ulteriore revisione delle norme agli inizi degli anni 70, ad un membro della famiglia era consentito fare visita al prigioniero per un’ora una volta al mese.  Non era permesso nessun contatto fisico.  Era proibito darsi la mano o abbracciarsi. Anche i regali erano proibiti, sia per il compleanno che a Natale.

All’avvocato di Hess, ministro dello stato bavarese in pensione Dr. Alfred Seidl, fu permesso di incontrarlo soltanto sei volte durante i quaranta anni di detenzione, dal Luglio 1947 all’Agosto 1987. Anche il Dr. Seidl era soggetto alle severe norme di censura, cioè veniva preavvisato prima di ogni visita che non gli era permesso di discutere col suo cliente il processo, le ragioni della sua incarcerazione. Nessuna menzione della sentenza del Tribunale o fatti ad essa collegati. Non era permesso alcun riferimento agli eventi del periodo 1933-1945.