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Gli ?SPILLONI ILLUMINATI? del Pallio Vaticano

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Capitolo 1

< Gli spilloni ?ILLUMINATI? del Pallio Vaticano>

< significati exoterici ed esoterici >

Nel precedente capitolo abbiamo cercato di spiegare il significato simbolico attribuito da Papa Ratzinger al nuovo

"Pallio Pale"

da lui ideato e indossato per la prima volta in occasione della Messa del 29 giugno 2008 (solennità dei Santi Pietro e Paolo)

Il Pontefice è tornato ad indossare un Pallio a

"Y"

simile a quello indossato comunemente dai Vescovi metropoliti e dai Papi precedenti con

"6 croci nere"

ma con foggia più larga e più lunga e con nuovamente

"6 croci rosse"

contro le precedenti > 5 < del "Pallio arcaico" scelto per il giorno dell'insediamento sul soglio pontificio.


Il pallio  pietrino

Il simbolo scelto in un primo tempo da Benedetto XVI doveva ricordarlo ben oltre la vita, avendo espressamente richiesto che venisse rappresentato nell'effigie posta nel Mausoleo dei Papi a ricordo del 265° Pontefice, in modo da sottolineare la qualifica di

Pastore della Prima Chiesa >

Ratzinger si era voluto riconoscere come diretto successore dell' apostolo Pietro il Pescatore pronto a ri-prendere il largo come il Predecessore, nel mare della storia e di gettare le reti, per conquistare gli uomini al Vangelo – a Dio, a Cristo, alla "Vera Vita" dal punto di vista terreno e celeste

«perché San Pietro era pescatore e Gesù lo ha fatto diventare pescatore di uomini»

File written by Adobe Photoshop® 5.2

come aveva tenuto a ribadire a più riprese all'atto dell'insediamento e successivamente confermato anche da parte dei suoi più stretti collaboratori e consulenti liturgici, come Mons. Valenziano e Mons. Piero Marini, che nei commenti a questa cerimonia, apparsa sostanzialmente

> diversa <

da tutte le precedenti, con un alto contenuto

"misterico escatologico"

che ha confermato la precisa volontà del Papa di assumere a tutti gli effetti le vesti del

< 1° Papa della Cristianità >

"Il nuovo pallio scelto da Benedetto XVI è  fatto - come il precedente - di lana di pecora, ma anche di agnello per ricordare il Vangelo di Giovanni 21” .
"Pende sul lato sinistro fino ai piedi e la parte finale è fatta in seta nera, come la pecora nera, Sono ricamate cinque croci in seta rossa, e non sei nere, come nel pallio indossato dai Papi precedenti, perché ognuna delle cinque croci simboleggia una delle cinque piaghe del Pastore che si è fatto crocifiggere per le sue pecore

"Il pallio è guarnito con tre spille d'oro e gioielli (aciculae) che ricordano i Tre chiodi infissi nelle carni del Signore (due alla mani, una ai piedi).

Le altre due simboleggiano la corona di spine postagli sulla testa e la lancia, con cui il milite romano ha inferto il colpo mortale nel costato." ha chiarito Mons.Piero Marini in una delle conferenze successive all'elevazione al soglio pontificio di Papa Raztinger.



Mons. Valenziano, in un'intervista concessa il 23 aprile 2005 nella sala stampa di Radio Vaticana ai giornalisti accreditati, ha tenuto ad evidenziare che Benedetto XVI con la solenne cerimonia, con cui avrebbe dato inizio ufficialmente al Suo Ministero, aveva deciso di porre l'accento sulla

> dimensione pietrina <

del ruolo che si accingeva ad assumere di Pastore della Chiesa cattolica, evocando i compiti affidati da Cristo Risorto a Simone di Betsaida, che credette nella parola di Gesù e trasse la rete della pesca miracolosa, compiti particolarmente evidenziati dai luoghi individuati espressamente, in cui si svolgeranno i riti di insediamento, ma soprattutto scegliendo appositamente due simboli

> l'anello < e > il pallio <

scelti da Papa Ratzinger quale diretto successore di Pietro.


Capitolo 2

> la riforma della riforma è già cominciata <

In un'intervista apparsa sul giornale Repubblica - Espresso dal titolo emblematico

> la riforma della riforma è già cominciata <

lo stesso Benedetto XVI ha spiegato simboli e letture:

>"il pallio come giogo di Cristo, come "pecorella perduta" e salvata dai deserti esteriori e interiori, come Dio fatto agnello, per un mondo “salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori".

> l'anello del pescatore, la rete del Vangelo che tira fuori gli uominidal mare salato di tutte le alienazioni verso la terra della vita, la luce di Dio”, e il “non abbiate paura della fine", perchéciascuno di noi è il frutto di un pensiero di Dio, ciascuno di noi è voluto, amato, necessario”, non il prodotto “casuale e senza senso dell’evoluzione”.



Con la sua straordinaria passione per la liturgia - ci tiene a precisare Sandro Magister l'autore dell'articolo - Benedetto XVI è indiscutibilmente

"Papa della Grande Tradizione"

fatta di testi, di riti, di arte, di musica.

Anche il Concilio Vaticano II è partito da lì: l’impronta più memorabile che ha lasciato è quella della

"riforma liturgica"

che fin da subito Ratzinger ne vide e ne denunciò gli stravolgimenti.

Arrivò infatti scrivere: Sono morti che seppelliscono altri morti e definiscono ciò riforma”

E il  primo Pallio Pale, con i suoi profondi significati simbolici è stato "il primo" a farne le spese.


Il pallio della Tradizione è stato infatti  indossato durante i primi tre anni di pontificato per poi essere sostituito con un Pallio apparentemente simile a quello usato in precedenza dagli altri Pontefici, le cui differenze- ad un'analisi attenta della simbologia scelta - restano sostanziali dal punto di vista misterico escatologico.


Capitolo 3

la riforma della riforma si è fermata
> il ritorno
all'antico pallio <

Dal 29 giugno 2008 è infatti cambiata la foggia del Pallio, indossato da Benedetto XVI per le solenni celebrazioni liturgiche. Papa Ratzinger ha infatti improvvisamente rinunciato al Pallio antico. Si è sostenuto da parte della Curia pontificia, per ragioni di pura convenienza.

< Pallio poi offerto a Papa Celestino V >

Quello che il Papa ha adoperato per la messa dei Santi Pietro e Paolo è infatti a forma circolare chiusa, con i due capi che pendono nel mezzo del petto e del dorso.

il Pallio è passato dalla foggia lineare a quella anulare.

Il primo si indossava avvolgendoselo addosso mentre quello che lo ha sostituito si infila dalla testa, come quelli destinati agli Arcivescovi metropoliti, ma non è assolutamente identico. Modello stranamente già riprodotto alla base del suo

Stemma >


> un criptico segnale di preveggenza <

come se Ratzinger avesse già  "intuito" la sua sostituzione allo scadere del terzo anno dalla sua elevazione al soglio pontificio.

Sarebbe veramente semplicistico e decisamente fuorviante considerare siffatta

> scelta <

un normale avvicendamento di paramenti liturgici e farla passare per un semplice

> ritorno all'antico <

come hanno tenuto a ribadire i consiglieri liturgici del Papa, che testimonierebbe uno sviluppo nella continuità, un radicamento nella tradizione, che consente di procedere ordinatamente nel cammino della storia.

Argomentazione sinceramente debole e poco convincente, perché non ci si è limitati a mettere da parte >un paramento scomodo< e riprendere il Pallio usato dai precedenti pontefici.

Si è cambiata la foggia, ma soprattutto il colore, la forma e la conseguente simbologia numerica e arcana delle croci, formata ognuna da

> 4 triangoli equilateri rossi <

che danno luogo ad una serie di numeri legati ad una precisa

< simbologia esoterica e misterica >

> 3 lati di ogni triangolo x 4 = 12 x 6 = 72 <> come i 72 Angeli della Tradizione <

Senz'altro più significativa resta la scelta e la forma delle "Croci" e il continuo e diverso posizionamento dei

"Tre  Spilloni"

secondo una simbologia e una ritualità mistica escatologica.

Croci che tornano ad essere > 6 < trasformate in un rosso più vivo, rispetto alle > 5 < precedenti ricamate sul pallio di foggia più antica, ma soprattutto, particolare assolutamente non insignificante

> perfettamente identiche <



a quelle che nello stemma della massoneria scozzese indica il

< 30° Grande Eletto Cavaliere Kadosch>

- Cavaliere dell’Aquila Bianca e Nera -


E’ "il soldato dell’Eterno che deve avere reciso ogni cordone ombelicale con il mondo ", ovvero "monaco -guerriero" che ha realizzato in termini assoluti l’obbiettivo di una totale liberalizzazione mentale e spirituale, ottenuta mediante una pratica rituale che "in pieno spirito d’indipendenza lo svincola da ogni sudditanza rispetto alle idee che possa avere in precedenza acquisito per fede religiosa, o per formazione culturale socio-politica" esattamente come gli antichi cavalieri templari.

Il Kadosch è il "Santo", il "Puro" che ha valicato

< la soglia dell’iniziazione suprema >

portando alle estreme conseguenze il tema del "distacco" da qualsivoglia fattore di condizionamento psicologico, spirituale, filosofico.

Capitolo 4

Simbologia occulta pseudo massonica

L'utilizzo di una "simbologia" di taglio massonico da parte di alcuni Pontefici, ha fatto ritenere a torto che in diverse occasioni hanno utilizzato questa simbologia occulta come Paolo VI, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I appartenessero a Logge Massoniche o a Sette Segrete come  gli "Illuminati".

Le stesse insinuazioni vengono mosse anche a Francesco I per lo stretto e presunto legame tra la Massoneria e la Compagnia di Gesù. Si tratta di illazioni prive di alcun fondamento, trattandosi di un tipico e antichissimo

"alfabeto simbolico in codice"

Resta da accertare quali siano stati i motivi simbolici ed esoterici che hanno convinto  Benedetto XVI, a cambiare la foggia del Pallio, facendogli assumere una forma circolare più larga (9 cm) e più lunga e con "6 croci rosse", contro le precedenti "6 nere" del Pallio usato dai Vescovi Metropoliti.

Resta invero non facilmente comprensibile la distinzione, ma soprattutto il motivo che l'ha convinto a non tornare ad indossare

> un Pallio a "Y"<


simile a quello utilizzato comunemente dagli

Arcivescovi metropoliti


e dai Papi, che l'avevano preceduto.

Il vecchio Pallio con croci nere, come quello a croci rosse indossato da Papa Giovanni Paolo II durante la vigilia di Natale del 1999,hanno  infatti entrambi una

> Y <

davanti e l'altra dietro ad indicare che ll Pastore sa sempre  quale sentiero intraprendere per ritrovare la pecorella nera, quella smarrita.

Altrettanta perplessità suscita  la decisione di sostituire il Pallio con 5  croci rosse, indossato da Benedetto XVI, al momento dell' elevazione a Pontefice.

Tutte queste variazioni  mostrano che il nuovo Pontefice ha deciso di avviarsi verso una direzione diversa, più esoterica e mistica.

in cui si invertono i poli energetici in modo che lo spirito, con un movimento spiraloide antiorario, come quello cosmico, possa progressivamente elevarsi di ottava in ottava fino al cielo infinito a diretto contatto con Dio.


Per accedere a tale livello si rende necessario posizionare

< gli spilloni >

in modo da

>< invertire il senso dell'energia><

quando la cerimonia lo richieda.

salvo quello > posteriore < che mantiene sempre lo stesso verso di quello posto sul petto.

Si segue molto probabilmente

> uno schema<

legato ad antichissime tradizioni, come quella celtica, qui rappresentato in questa croce, composta anch'essa da

> quattro triangoli equilateri <

< Pallio>

che lo avrebbe dovuto ricordarlo ai posteri non più con  il simbolo pastorale dei Primi Papi, ma con un altro, legato invece a tutt'altra simbologia e valori spirituali.


Il vero scopo del 265° Pontefice sembrava inizialmente decisamente

> diverso<

come confermerebbe il gesto di cedere a Celestino V I'antico pallio indossato per l'elevazione al Soglio Pontificio, un paramento fatto appositamente rifare, curato nei minimi particolari, a cui molto umilmente ha deciso di rinunciare a favore del suo Predecessore, il Papa del Gran Rifiuto, riconoscendo all'umile fraticello il suo mai perso ruolo di

"Pontefice massimo"

Come ormai è noto, Benedetto  XVI, fin dalla Sua elevazione al soglio pontificio, ha sempre propugnato

< il giusto culto a Dio >

che, liturgicamente parlando, passa anche attraverso la devota "gestualità", il decoroso utilizzo dei "paramenti" giusti indossati nelle giuste circostanze, "la sobria solennità" e, in particolare, " l'utilizzo di antichi paramenti", nel rispetto del loro antico significato e immutata funzione, che, nel caso del

"Pallio della Tradizione"

era quello di identificare il nuovo Papa esclusivamente con

< Pietro >

il primo fondatore della Chiesa di Cristo in Croce



Sono considerazioni curiali e liturgiche, che sembrano contraddire

"il taglio pietrino"

che Benedetto XVI aveva voluto dare all'inizio del suo Pontificato e che dalla Festa dei Santi Pietro e Paolo ha mostrato di voler decisamente modificare, come confermerebbe la volontà di "sostituire", nel Mausoleo dei Papi

> la sua effige <

Capitolo 5

'Utilizzo mistico esoterico degli spilloni'

Certamente il Pallio con la croce Kadosch e l’utilizzo mistico - esoterico degli

"spilloni"

da parte di Benedetto XVI non è stato compreso e accettato da una critica superficiale, che lo ritiene un semplice

"rituale liturgico"

e non tiene conto che la Chiesa, da secoli, sia in modo attivo che passivo, padroneggia perfettamente questa

< simbologia misterica escatologica >

essendone stata l’artefice e la propagatrice, oltre che una delle poche ancora capace di decodificare

"la simbologia occulta"

utilizzata da altri Gruppi esoterici cristiani e mussulmani o dai suoi stessi adepti, a cui insegna a utilizzarli e a difendersi.

I suoi "simboli" coincidono spesso in maniera impressionante con quanto possiamo leggere nei trattati alchemici eurasiatici e arabi "Arti" o “Scienze” in senso lato, che concorrono a formare quelle che vengono chiamate "Scienze Occulte" dal ché

> “occultare” <> “nascondere” <

L’occultismo è un qualcosa noto a pochi, trattato con linguaggio da iniziato e che usa simboli, allegorie, analogie, rituali, noti solo a coloro che sono instradati nell’arte propria o

"Arte Regia"

L'utilizzo di certe immagini e di certi simboli da parte della Chiesa cattolica e di altre comunità religiose o esoteriche, come appunto la vera

"Massoneria iniziatica"

IL CODICE SEGRETO DI LEONARDO DA VINCI

LA CHIAVE MASSONICA PER LA QUADRATURA DEL CERCHIO

Leonardo, Michelangelo e tanti altri artisti di ogni epoca ci hanno mostrato nelle loro opere che esiste da tempo immemorabile

"un linguaggio simbolico segreto"


espresso in immagini e simboli occulti e incomprensibili e che, oggi come allora, confermano che certi gesti non sono affatto casuali, grotteschi e puramente estetici, come pensano molti fedeli o massoni della prima ora, che non ci fanno più caso, ritenendoli gesti, ornamenti e oggetti privi di alcun significato, senza comprendere che si tratta di un antichissimo

"linguaggio misterico iniziatico"

Simbologia sacerdotale legata all'antico Egitto e a quella di Roma, come alcuni hanno individuato anche nei simboli scelti per lo stemma,scelto da Papa Francesco, sia nella prima, che nella seconda versione.

Simboli e segni che confermano l'esistenza di altri mondi

"non illusori e ingannevoli"

di cui si serve la Chiesa cattolica e la sua massima espressione in terra, che sono i Papi. E' una catena iniziatica che parte da lontano e  che arriva fino ai giorni nostri.

>  da Papa in Papa >

Linguaggio misterico iniziatico che Benedetto XVI padroneggiava perfettamente ,mentre

"Francesco"


sembrava aver appreso, con l'aiuto di Mons.Marini, il cerimoniere vaticano, ad usare i "Tre Spilloni" del Pallio Pale, con cui i Pontefici smuovono l'energia in senso orario o in senso antiorario

< verso il bene>< verso il male >

Benedetto XVI - anche Lui assistito da Mons. Marini - ha infatti usato e utilizzato questo

"linguaggio ermetico e mistico"

come del resto il Suo predecessore

Giovanni Paolo II

come mostrano i giardini della città del Vaticano, ornati dal sacro triskell

< Triskell in Vaticano >

da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo