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LA MASSONERIA OCCULTA l'eterna lotta tra cavalieri neri e cavalieri della luce

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Capitolo 1

L'eterna lotta tra Cavalieri neri e Cavalieri Bianchi

1789: E' l'anno della rivoluzione francese

1889: E' l'anno della nascita di Adolf Hitler

1889: E’ l’anno dell’approvazione della 1° Costituzione giapponese

1989: E' l'anno della morte dell'imperatore Giappone Hirohito

1989: E' l'anno della caduta del muro di Berlino

1989: E' l'anno dell'eccidio di Piazza Tianammen

Coincidenze magiche, ad alto contenuto simbolico, che toccano i grandi destini della Germania e del Giappone. 100 anni di storia che hanno spinto la Germania a due guerre mondiali con centinaia di milioni di morti, di cui un uomo

< HITLER >

fu il maggior artefice di questo olocausto, appoggiato in Oriente dall'imperatore del Giappone,


che non seppe opporsi alle mire espansioniste del suo apparato militare, causando oltre 30 milioni di morti, di cui 3.000.000 di soldati e cittadini giapponesi. Guerra terminata con l'olocausto di Hirochima e Nagasaki.

Il motivo dello sgancio di due bombe atomiche sul Giappone aveva in realtà scopi esoterici ben diversi, legati allo stretto legame creatosi tra

< l'energia negativa nazista e quella nipponica >

che nell'intenzione del primo ministro inglese Churchill (Gran Maestro dell’Hermetic Order of the Golden Dawn)


e del Presidente americano Roosevelt (33° grado del Rito Scozzese) 

andava spezzata e distrutta con il fuoco, l'unico modo per disperdere la loro potentissima energia e annullare la  tremenda influenza  negativa della fenice risorta dalle ceneri.


Se ne ha un'indiretta conferma, seguendo una visione misterico-escatologico conosciuta da pochi

"Iniziati all'Arte Reale"

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Esattamente come Omraam Mikhaël Aïvanhov, che nel suo

"percorso iniziatico"

raggiunse le vette più alte della spiritualità, penetrando nei

"mondi invisibili"

e imparando a gestire i poteri che, volta per volta, acquisiva, come il più famoso

< Simon Mago >

E' interessante ascoltare cosa Mikhaël Aïvanhov diceva in proposito:

" Da dove proviene il potere di un mago?"

"Dalla sua capacità di fornire alle "entità" del mondo invisibile la materia prima grazie alla quale queste "entità" entrano in contatto con il piano fisico e agiscono su di esso. A seconda delle sue preoccupazioni e delle sue attività, il "Mago nero" emana fluidi di una determinata natura e sono questi fluidi che permettono alle entità di prendere forma e di agire. Un essere animato da intenzioni criminali attira con le sue emanazioni una moltitudine di spiriti tenebrosi: questi accorrono per nutrirsi di tutti i miasmi che da lui si sprigionano e poter così compiere il male. Non è l'uomo stesso l'autore del male, ma ne fornisce i mezzi, la materia di cui altri si serviranno."

Ed è vero anche l'inverso: la presenza di un "Mago bianco"fornisce agli spiriti luminosi la materia di cui questi si serviranno per portare ovunque benedizioni. Lavorate per la luce? Fate del bene? In tal caso, da voi si sprigiona una materia purissima che le entità celesti vengono a raccogliere, esattamente come le api raccolgono il nettare dei fiori per preparare il miele."

Ebbene la figura più controversa del XX secolo è sicuramente

"Rudolf Hess"


ritenuto dal Fhùrer un

"Mago Bianco"

un essere con particolari poteri spirituali, che gli era stato sempre vicino e che poteva essere usato a fin di bene, tanto da  inviarlo in inghilterra come messagero di pace.

Opinione non condivisa dal primo ministro inglese Churchill che si rifiutò di incontrarlo e che, in pieno accordo con il Presidente Truman, ambedue nassoni, lo fece condannare a Norimberga.


Un essere considerato talmente pericoloso, che venne tenuto bloccato ed isolato in un villa in Scozia  per tutta la guerra 

per poi coinvolgerlo nel processo di Norimberga, farlo condannare all'ergastolo e rinchiuderlo per tutta la vita nel carcere di Spandau quale unico detenuto.

non potendolo ardere sul rogo, come era prassi dell'epoca mediovale, pur ritenendolo un "controiniziato", un "Mago Nero", la cui natura doveva essere considerata di provenienza esoterico-diabolica della controiniziazione della "Massoneria Occulta"e in particolare degli

"Illuminati di Baviera"

Prigione demolita dopo la sua morte e i resti trasportati con numerosi camions fino al mare del NORD e imbarcati su una nave, che li disperse in una località segreta.

Dal 1947 fino alla sua morte, Hess fu tenuto nella prigione di Spandau a Berlino Ovest, che era gestita dalle quattro potenze Alleate.Le norme stabilivano che “la prigionia dovesse essere in forma di segregazione cellulare” vietando persino ai responsabili della prigione di chiamare Hess con il suo nome.

Veniva identificato soltanto con il “prigioniero N° 7”

Le condizioni erano brutte e inaccettabili. Le norme secondo le quali venivano tenuti i sette prigionieri erano così severe che persino il cappellano francese della prigione, Casalis, protestò (nel 1948) contro il loro scandaloso trattamento. Descrisse Spandau come un luogo di tortura mentale.


Per 20 anni Hess ebbe almeno la compagnia limitata di alcuni altri accusati di Norimberga.


Ma, dopo il rilascio il 1°Ottobre 1966 dell'arch Albert Speer, tornato alla libera professione, e di Baldur von Schirach, capo della gioventù nazista, morto libero e senza vincoli.

Rudolf Hess rimase l’unico detenuto.

Per oltre venti anni fu l’unico prigioniero in una prigione prevista per circa 600 detenuti. Per dirla con le parole del direttore americano di Spandau, Ten. Col. Eugene Bird, Hess fu

l’uomo più solo al mondo

Mantenere questo unico uomo a Spandau costò al governo tedesco-occidentale circa 850.000 Marchi all’anno. Inoltre, ognuna delle quattro potenze Alleate, doveva mettere a disposizione un ufficiale e 37 soldati durante i loro rispettivi turni, nonché un direttore ed una squadra di guardiani per tutto l’anno. Il personale permanente per la manutenzione era composto da 22 persone inclusi cuochi, camerieri e addetti alle pulizie.

Negli ultimi anni della sua vita, Hess era un vecchio debole e fragile, cieco da un occhio, che camminava ricurvo con un bastone. Viveva in un isolamento totale secondo una routine giornaliera severamente predisposta. Gli fu impedito per 20 anni di ricevere visite della moglie e del figlio. Durante i rari incontri con sua moglie e suo figlio, non gli era permesso di abbracciarli e nemmeno di toccarli. Ben prima della sua morte, la prigionia di Hess era diventata uno spettacolo grottesco e assurdo.

Il 17 agosto del 1987 Hess, a 93 anni, si impiccò all’interno del carcere di Spandau. L’evento ebbe dell’incredibile, considerato che, cinquantaquattro carcerieri controllavano un solo individuo di 93 anni e che non era in condizione di suicidarsi!

Sorgono inevitabili alcune domande sul perché un uomo, che non aveva partecipato ai crimini più orrendi del nazismo, sia stato tenuto prigioniero per quasi 50 anni e a 93 anni fosse ancora prigioniero ad un’età in cui chiunque altro sarebbe stato graziato e perché qualcuno decise di “suicidarlo” così decrepito, novantatre anni, sorvegliato sempre, da cinquantaquattro controllori: impossibile crederlo.

Sembrerebbe una vittima di una crudele ingiustizia del vincitore. ma non nel senso che appare a prima vista.

Di un accanimento assolutamente incomprensibile dal punto di vista exoterico, di giustizia umana, ma non certo dal punto di vista esoterico mistico spirituale. In realtà Rudolf Hess era ritenuto un vero

"Iniziato all'Arte Reale"

appartenente all'antica setta teutonica dei

"cavalieri neri"

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Hess era infatti un membro effettivo della Vril Gesellschaft (Loggia Illuminata) e del Die Herren vom Schwarzen Stein (DHvSS – I Signori della Pietra Nera), adoratori della Dea ISAIS

"Dea della Montagna e della Resurrezione"

in lotta perenne con i cavalieri della luce


di cui Roosevelt (33° grado del Rito Scozzese) Churchill (Gran Maestro dell’Hermetic Order of the Golden Dawn),

erano i più alti rappresentanti della

Massoneria iniziatica anglosassone

durante tutta la 2°guerra mondiale

e che Hess intendeva incontrare quando in quell’anno parti dalla Germania e si paracadutò in Scozia per trattare la pace

ma che Churchill si guardò bene di non solo di prendere in considerazione, ma ordinando, già da allora, un internamento in un luogo segreto e tenendolo segregato, convinto della micidiale

"potenza"


emanata da quest’uomo, che si mostrava ignorante e al limite della demenza. Un personaggio considerato in particolare da Churchill del livello di Jacques De Molayn, Giordano Bruno, Giovanna d’Arco, Fra Dolcino, Savonarola, Tommaso Moro.


Esseri di un livello superiore destinati al "rogo", l’unico modo per disperdere la loro potentissima energia e annullare la loro influenza positiva o negativa. Hess ne era ben conscio, come del resto  lo stesso Churchill.


Non era affatto pazzo, come dimostra

"la dichiarazione finale"

rilasciata al processo di Norimberga il 31 Agosto 1946, in cui dichiarò:

“Ebbi il privilegio di lavorare per molti anni della mia vita agli ordini del più grande figlio che la mia nazione abbia mai dato alla luce nella sua storia millenaria. Anche se potessi, non vorrei mai cancellare questo periodo dalla mia vita. Sono felice di sapere di aver fatto il mio dovere verso il mio popolo, il mio dovere come Tedesco, come Nazionalsocialista, come servitore fedele al mio Fuehrer. Non mi pento di niente. Sr dovessi ricominciare agirei nello stesso modo Non mi importa cosa mi faranno gli uomini anche se sapessi che alla fine della vita mi aspetta il rogo. Quel giorno sarò davanti al giudizio del Dio Eterno. Io risponderò a Lui e so che Lui mi assolverà“

Come ne erano convinti Stalin, Roosevelt e Churchill

che decisero di non "bruciarlo vivo", ma di tenerlo rinchiuso da solo per tutta la vita.

mantenendo in vita l'energia VRIL, simboleggiata dalla "Svastica" che ruota in senso antiorario.

Due anni dopo la sua morte non a caso il 9-11-1989, di cui ricorre il trentennale, cadde

< il muro di Berlino >


e le due Germanie tornarono ad unirsi ed ad essere l’epicentro dell’Unione Europea e del Mondo e l'energia della svastica tornò a ruotare in senso orario.

Capitolo 3

Alfiere di pace <> Messaggero di morte


la figura di Rudolf Hess è decisamente difficile da comprendere da ogni punto di vista, essendo stata volutamente stravolta nonostante i tentivi del figlio Wolf Rudiger Hess di riabilitarlo, pubblicando libri, di cui il più significativo

" Mio Padre, Rudolf Hess"


A tal proposito val la pena riprendere alcuni  stralci dell discorso rilasciato da Wolf Rudiger Hess i n videoregistrazione alla Undicesima Conferenza dell’IHR, Ottobre 1992, a Irvine, California.


http://www.ihr.org/jhr/v13/v13n1p24_Hess.html


http://www.isses.it/hess.htm

"Quando mio padre volò in Scozia il 10 Maggio 1941, io avevo tre anni e mezzo. Ho pochissimi ricordi di lui quando era ancora in libertà. Uno di questi era quando mi tirò fuori dal laghetto del giardino. Un altro fu quando stavo urlando perché un pipistrello era riuscito ad entrare in casa. Ricordo ancora la sua voce rassicurante mentre portava il pipistrello alla finestra e rilasciarlo nella notte"

"Negli anni successivi imparai un po’ alla volta chi era mio padre ed il suo ruolo nella storia".

"Lentamente arrivai a capire il martirio al quale era stato sottoposto come prigioniero nella prigione militare alleata di Berlino-Spandau per 40 lunghi anni"

"Dopo il Settembre del 1941, mio padre venne completamente isolato. Il 25 Giugno 1942 fu trasferito a Abergavenny nel Galles del Sud, dove fu tenuto prigioniero fino al suo ritorno a Norimberga l’8 Ottobre 1945 per affrontare un processo come “importante criminale di guerra” presso il cosi detto “Tribunale Militare Internazionale”.

LA PRIGIONE DI SPANDAU

Dopo un ulteriore revisione delle norme agli inizi degli anni 70, ad un membro della famiglia era consentito fare visita al prigioniero per un’ora una volta al mese.  Non era permesso nessun contatto fisico.  Era proibito darsi la mano o abbracciarsi. Anche i regali erano proibiti, sia per il compleanno che a Natale.

All’avvocato di Hess, ministro dello stato bavarese in pensione Dr. Alfred Seidl, fu permesso di incontrarlo soltanto sei volte durante i quaranta anni di detenzione, dal Luglio 1947 all’Agosto 1987. Anche il Dr. Seidl era soggetto alle severe norme di censura, cioè veniva preavvisato prima di ogni visita che non gli era permesso di discutere col suo cliente il processo, le ragioni della sua incarcerazione. Nessuna menzione della sentenza del Tribunale o fatti ad essa collegati. Non era permesso alcun riferimento agli eventi del periodo 1933-1945.

Nel 1989, due anni dopo la morte di suo padre, Wolf Rudinger Hess, suo figlio, pubblicava (Druffel Verlag) un'opera appassionante su suo padre nella quale esprimeva la certezza che si trattasse di un omicidio e non di suicidio.

La traduzione francese, pubblicata nel 1995 dalle Edizioni del Camelot e della Joyeuse Garde, traduzione Ilse Meenen e prefazione dell'Avvocato Eric Delcroix, ha per titolo

"La morte di Rudolf Hess...un omicidio esemplare!"

Wolf Rudiger Hess vi pubblica i dettagli dell'autopsia del padre che prova senza controversie, che viste le tracce della corda elettrica con la quale si ipotizzava si fosse impiccato, essendo orizzontali e avvolgendo tutto il collo

erano la "prova" che doveva essere stato assassinato da killers professionisti, inviati appositamente quando fu chiaro che erano caduti tutti i veti, sopratutto da parte dei sovietici ed in particolare da Gorbaciov, come venne evidenziato dalla stampa inglese e da un documentario molto dettagliato e preciso appositamente preparato per confutare la tesi ufficiale.


http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/archivi/video/8168-video-il-segreto-rudolf-hess

Del resto il colonnello americano Eugene K. Bird, ex direttore della prigione tedesca di Spandau, autore nel 1972 della

Storia di quarantacinque anni di prigionia’

svelò i veri retroscena sulla prigionia dell’ex gerarca nazista

Rudolf Hess


Bird scioccò l’opinione pubblica occidentale avanzando, in piena guerra fredda, la tesi che Hess non si suicidò nel 1987 nella stanza che occupava, secondo una delle tesi ufficiali.

Secondo Bird, Hess fu ucciso in una baracca del giardino del carcere, distrutta due ore dopo il fatto, da un guardiano americano di colore, Anthony Jordan, tuttora vivente al tempo della pubblicazione del libro

Secondo le memorie del figlio, in piedi accanto al cadavere, c'erano appunto due soldati americani. che fumavano tranquillamente una sigaretta.

Di fronte alla richiesta di intervenire nel tentativo disperato di rianimarlo Jordan, da vero killer, in modo professionale e con calma, si è piegato sul corpo, comprimendo la gabbia toracica di Hess rompendogli  derci costole, come accertato dall'autopsia.

Un paio di giorni più tardi (su ordine delle autorità penitenziarie britanniche) gli effetti personali e i diari Hess sono stati distrutti.


L’assassinio dell’ex delfino di Hitler - nella ricostruzione di Bird - sarebbe stato commissionato dai servizi segreti britannici i quali temevano che Gorbaciov, invertendo la linea seguita da Mosca fino a quel momento, decidesse di liberare il prigioniero.

L'ex colonnello americano - che assicurava di aver scritto il libro sulla base delle confessioni rese dallo stesso Hess in carcere - sostenne che con la morte di Hess sono stati cancellati i segreti di cui era in possesso ed alcune verità sull’inizio della seconda Guerra Mondiale, come la mancata pace del 1941, questione che avrebbe potuto nuocere all’immagine di Churchill e della Gran Bretagna.


Sorgono inevitabili alcune domande sul perché un uomo, che non aveva partecipato ai crimini più orrendi del nazismo, sia stato tenuto prigioniero per quasi 50 anni e a 93 anni e  fosse ancora prigioniero ad un’età in cui chiunque altro sarebbe stato graziato e perché qualcuno abbia atteso oltre mezzo secolo per “suicidarlo” così decrepito, a  novantatre anni, sorvegliato sempre da cinquantaquattro controllori solo per impedirgli di chiarire i veri motivi che lo avevano indotto 40 anni prima a volare in Scozia per tentare di bloccare la guerra e avanzare proposte di pace: impossibile crederlo.
Val la pena riprendere il commento del figlio.

I RAPPORTI TRA HITLER ED HESS

"Nessuno sa con certezza se mio padre intraprese il suo volo con la consapevolezza e la benedizione di Adolf Hitler. Entrambi non ci sono più. Tutte le prove disponibili, tuttavia, suggeriscono che Hitler fosse a conoscenza in anticipo del volo:
per prima cosa, appena alcuni giorni prima del volo, mio padre ebbe un colloquio privato con Hitler che durò quattro ore. E’ risaputo che i due alzarono la voce durante alcune fasi del loro incontro e che quando terminarono, Hitler accompagnò il suo Vice nell’anticamera, mise il suo braccio sulla spalla per confortarlo e disse: “Hess, siete veramente testardo “.
Per secondo, il rapporto fra Hitler e Hess era così stretto e confidenziale  che si può logicamente presumere che Hess non avrebbe fatto un passo così importante nel bel mezzo della guerra senza prima informare Hitler.
Come terza cosa, sebbene gli assistenti e i segretari di Hess furono imprigionati dopo il volo, Hitler intervenne per aiutare la famiglia di Hess. Si interessò affinché venisse pagata una pensione alla moglie di Hess e mandò un telegramma personale di condoglianze alla madre di Hess quando il marito morì nell’Ottobre del 1941.
Come quarta cosa, fra le carte rese pubbliche nel Giugno 1992 dalle autorità inglesi ci sono due lettere di addio che mio padre scrisse il 14 Giugno 1941, il giorno prima in cui tentò di suicidarsi a Mytchett Place, in Inghilterra. Le lettere furono scritte dopo essersi reso conto che la sua missione di pace era definitivamente fallita. Una era indirizzata a Hitler e l’altra alla sua famiglia. Entrambe confermano in modo chiaro che il suo stretto rapporto con Hitler esisteva ancora. Se avesse intraprese la ormai ovvia fallita missione senza che Hitler ne fosse a conoscenza, il suo rapporto con Hitler non poteva più essere di fiducia.
Infine, come quinta cosa, il Gauleiter (governatore) Ernst Bohle, intimo amico di Hess e funzionario di alto rango che aveva aiutato mio padre a tradurre alcuni documenti in inglese, restò convinto fino alla sua morte che tutto questo fu fatto con l’approvazione di Hitler."

"Le proposte, i piani o le offerte portate da Hess sono rimaste segrete negli archivi fino ai giorni nostri. Fintanto che questa documentazione rimarrà segreta, il mondo non saprà la natura precisa delle proposte di pace che Hess portò con se da presentare al governo britannico nel Maggio del 1941. E questo, ovviamente, va preso in considerazione in qualsiasi seria valutazione sullo storico volo di mio padre".

PROPOSTA DI PACE

In merito alla "proposta di pace" avanzata al governo brittanico da Rudolf Hess in pieno accordo con Hitler si può contare soprattutto su quanto narrato dal figlio.

Un’indicazione che Hess diede, più di quanto essa sia nota, è contenuta in un commento preparato il 3 Giugno 1941 da Ralph Murray dell “Esecutivo Bellico Politico”, un’agenzia segretissima del governo britannico, per Sir Reginald Leeper, capo del dipartimento del servizio segreto del Ministero degli Esteri. Questo documento indica che anche il Segretario di Stato Cardogan aveva avuto una conversazione con Rudolf Hess.

Lo scopo e il contesto di questo colloquio non può essere ancora accertato. Le informazioni disponibili non sono ancora complete. Tuttavia, pare che durante lo svolgersi di questa conversazione,


il Vice Fuehrer fu persino più preciso e dettagliato circa le sue proposte di quanto lo fosse stato in alcune successive conversazioni.

Queste furono le proposte di Hess, tratte dal libro pubblicato dal figlio:

"UNO: Germania e Inghilterra raggiungono un compromesso sulla politica mondiale basata sullo status quo. Cioè la Germania non attaccherà la Russia per assicurarsi il suo spazio vitale.
DUE: la Germania farà cadere le sue richieste sulle sue ex colonie e riconoscerà l’egemonia britannica sui mari. In cambio, l’Inghilterra riconoscerà l’Europa continentale come sfera di interessi tedesca.
TRE: L’attuale rapporto di forza militare fra Germania e Gran Bretagna nell’aria e sui mari verrà mantenuto. Cioè la Gran Bretagna non riceverà rifornimenti di sostegno dagli Stati Uniti. (NOTA: siccome non c’è alcun riferimento alle forze terrestri, si presume che l’equilibrio di forze andava mantenuto anche in questo caso).
QUATTRO: la Germania si ritirerà dalla “Francia Metropolitana” (Francia Europea) dopo il totale disarmo dell’esercito e della marina francese. Commissari tedeschi rimarranno nel Nord Africa francese e le truppe tedesche rimarranno in Libia per cinque anni dopo la conclusione della pace.
CINQUE: entro due anni dalla conclusione della pace, la Germania creerà stati satelliti in Polonia, Danimarca, Paesi Bassi, Belgio e Serbia. La Germania, tuttavia, si ritirerà dalla Norvegia, Romania, Bulgaria e Grecia (ad eccezione di Creta che i paracadutisti tedeschi presero nel Maggio del 1941). Dopo alcuni arrotondamenti all’Est, al Nord, all’Ovest e al Sud (l’Austria e la Boemia-Moravia dovevano evidentemente restare nell’ambito del Reich), la Germania riconoscerà posizioni britanniche nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente.
SEI: la Germania riconoscerà l’Etiopia ed il Mar Rosso come sfera di influenza britannica.
SETTE: la persona alla quale il Vice Fuehrer stava parlando era un po’ sconcertata circa il fatto se l’Italia avesse approvato le proposte di pace di Hess. Hess non disse nulla al riguardo, sebbene i punti QUATTRO e SEI avrebbero fortemente intaccato gli interessi italiani.
OTTO: Rudolf Hess ammise che Hitler era d’accordo fin dall’inizio nel sostenere la “storia di copertura” divulgata in Germania che egli fosse “fuori di testa”.

Questa proposta di pace avrebbe infatti portato la pace nel mondo già nel 1941. Se la Gran Bretagna avesse negoziato con la Germania su queste basi, l’attacco tedesco alla Russia, che iniziò meno di tre settimane dopo, il 22 Giugno 1941, non ci sarebbe stato perché Hitler avrebbe ottenuto ciò di cui aveva bisogno per la sopravvivenza: il controllo sul continente. La guerra si sarebbe sgonfiata su tutti i fronti.
Invece, come sappiamo, la guerra continuò, portando distruzione, sofferenza e morte ad un livello quasi inimmaginabile perché la mano tesa per la pace fu rifiutata da Churchill e Rossevelt.

La pace che cercavano era una

"pace cartaginese"

Il loro solo obiettivo era la distruzione della Germania.

Dopo alcuni interrogatori iniziali con Rudolf  Hess condotti dal Duca di Hamilton e Sir Ivone Kirkpatrick a Glasgow, mio padre fu interrogato il 9 Giugno 1941 da Lord Simon, Il Lord Cancelliere, e il 9 Settembre 1941 da Lord Beaverbrook, Ministro della Produzione Aeronautica. Pochi giorni dopo Beaverbrook volò a Mosca per concordare gli aiuti militari all’Unione Sovietica.


Questi due interrogatori non furono motivati dal desiderio di pace, ma da quello di carpire da Hess ogni possibile segreto militare, come del resto i successivi tenuti dagli americani durante il processo di Norimberga.

Capitolo 2

La massoneria esoterica occulta


Si parla tanto di massoneria esoterica occulta da parte del nazismo.

Uno dei personaggi che più ha influenzato il lato occulto del nazismo è sicuramente Rudolf von Sebottendorff.

Rudolf, dopo aver girovagato per il mondo andò in Egitto. Al Cairo entrò in contatto con Hussein Pasha, un influente proprietario terriero turco al servizio del Khedivé.


Al seguito di Hussein, Rudolf partì nel luglio 1900 alla volta di Costantinopoli, dove rimase conquistato dal paese, dai suoi costumi e dall'amabilità del suo ospite, imparando quindi il turco dall'imam della moschea di Beykoz.


Il giovane Rudolf cominciò ad occuparsi di esoterismo. Già in Egitto aveva conosciuto membri della setta Mevlevi dei dervishi ed il suo stesso ospite, Hussein Pasha, praticava una forma di sufismo di cui svelò i segreti al giovane tedesco.


Fu a Bursa, in Anatolia, che Rudolf iniziò a frequentare la famiglia Termudi: degli Ebrei greci provenienti da Salonicco, ricchi ed influenti, ma soprattutto studiosi della Qabbala nonché proprietari di una vasta biblioteca di testi alchemici e rosacrociani, per accedere alla quale Rudolf si fece - come i Termudi - massoni, in una loggia del Rito di Memphis che era diffuso nel Levante e in Medio Oriente.

Dalla esoterica biblioteca dei Termudi, nonché dalle pratiche rituali apprese nella Loggia, ebbe precise indicazioni sulle misteriose pratiche operative in uso presso la setta Baktàshì dei dervishi, che egli descriverà molti anni più tardi nell'unica sua opera che abbia conosciuto una cospicua fortuna:

"La pratica operativa della antica massoneria turca” ( Die Praxis der alten Turkischen Freimaurerei)

Libro che molti massoni dovrebbero leggere, dando una spiegazione precisa di gesti e rituali esoterici praticati durante i lavori Loggia.

Rudolf, nel periodo trascorso in Turchia, iniziò un cammino spirituale, che lo portò, tornato in Germania, ad essere l’ispiratore del nazismo esoterico tedesco.

Nel libro di "Rudolf von Sebottendorff ” è pubblicato l’elenco delle 29 formule, che secondo la tradizione mussulmana il Profeta Maometto, allora trentenne, avrebbe ricevuto da Ben Chasi, un vecchio eremita senza età, venerato come un Santo, che viveva in una grotta non lontano dalla Mecca.


Poco dopo, l’eremita morì e Maometto assicurò a sua volta l’insegnamento del segreto di queste formule in un circolo composto dai suoi intimi.

Abou Bekr, primo Califfo, ereditò sia la tavoletta che la conoscenza, che, dopo la morte del Profeta , continuò a diffondersi in un gruppo sempre molto limitato.

Allo scopo di difendersi da ogni tipo di perdita di queste formule, il Profeta le distribuì nel Corano secondo una chiave ben precisa.

Questa chiave è conosciuta e le formule sono contenute nel Corano in 29 sûre, cosa che permette, in ogni momento, di ricostruire il metodo.

Le formule inserite nelle 29 sûre sono quattordici combinazioni della vocale “A” con una o più consonanti.

Ogni formula va "cantata"per un certo numero di giorni per un periodo di 25 mesi lunari, meno tre giorni, durante i quali, quelli che si consacrano agli esercizi , non si occupano di altro.

Conoscere la precisa localizzazione delle 29 sùre non consente in alcun modo di comprendere il segreto significato esoterico, essendo indispensabile apprendere la giusta tonalità e il corretto timbro con cui vanno "cantate", apprendimento che solo i veri adepti ( vedi i Califfi) sono in grado di trasmettere ed insegnare.

Francesco d'Assisi nel suo viaggio in Egitto ottenne dal Califfo Al Malik, nei dieci giorni di permanenza nella sua tenda.

Capitolo 3
Società del Sole Nero

Questo era esattamente il credo della società Vril, così come quello della società "Ahnenerbe" di Himmler.

La nostalgia per l'Epoca dell'Oro è sopravvissuta per migliaia di anni.


Mel 1934, sotto la spinta dell'SS-Brigadeführer Karl Maria Wiligut, il Rasputin di Himmler, che sentiva presente in qual luogo un'enorme forza spirituale, Heinrich Himmler firmò un contratto di affitto del castello per 100 anni per la cifra simbolica di 100 marchi con il distretto di Paderborn. Entrambi erano convinti che si trattasse del mitico castello della Westfalia che secondo una leggenda sarebbe stato l'unico a resistere allo assalto degli Slavi dell'Est e che da lì i Tedeschi sarebbero partiti per la vittoriosa riscossa finale.


Wewelsburg è un nodo energetico particolarmente potente anche a causa della vicinanza al complesso megalitico di Externsteine nella Foresta di Teutoburgo.

Ad Externsteine sorgeva l'Irminsul, pilastro sacro che regge l'Universo e collega il Cielo con la Terra.


Simbolo pagano identico all'albero cosmico della mitologia norrena:

< l'Yggdrasil >

poiché entrambi sono la raffigurazione della realtà che sta dietro l'apparente ed effimero mondo materiale.


Externsteine venne profanata con la distruzione dell'Irminsul da Carlo Magno, quando, nel 772 sconfisse i Sassoni e li costrinse a convertirsi al Cristianesimo.

I nazisti ne rimasero conquistati. Tanto che Himmler fondò la segretissima Società del Sole Nero (Schwarze Sonne), una setta esoterica con credenze mistico-alchemiche facenti riferimento, appunto al Sole Nero.

"SS Schwarze Sonne"

Il cui simbolo è il Sole Nero riprodotto nella Sala delle Riunione degli Obergruppenführer nel Castello di Wewelsburg

Taluno attribuisce la creazione del simbolo ad Himmler stesso, che sarebbe partito da un vecchio simbolo ariano.

Due sarebbero stati i riferimenti che avrebbe avuto in mente: la Tavola Rotonda, simbolo anch'esso esoterico e la Svastica, i cui bracci (che rappresentano la runa

< Sieg - Vittoria >

mentre la doppia Sieg è l'emblema delle SS le SchutzStaffel (i Corpi di Protezione)


vengono moltiplicati per 3, numero magico ed esoterico par excellence, dando luogo al 12, il numero della Rinascita Iniziatica.


La società fondata da Himmler utilizzava tecniche sapienziali massonico-sataniche (o rettiliane) poiché cercava di recuperare il potere occulto dei serpenti lemuriani, cioè la possibilità di trasmutare la materia in una forza occulta superiore, ma inerente il quarto livello dimensionale, il più infimo.


Peter Moon, nel suo libro "Schwarze Sonne" afferma l'unicità tra il simbolo della svastica ed il simbolo del Sole Nero, espressioni della mitica Thule e di un’arcaica conoscenza.


Ovviamente, Himmler non poteva desiderare l'elevazione spirituale dei suoi adepti. Ciò che voleva era solo un potere conoscitivo che desse la Supremazia Mondiale al Terzo Reich.


Pertanto indirizzò le sue pulsioni esoteriche verso le Forze di Puro Male.

Nel Castello di Wewelsburg acquistato da Himmler per forgiare gli arconti del Terzo Reich, nella sala degli Obergruppenführer è raffigurato il sole centrale, lo Schwarze Sonne.


Le pratiche iniziatiche erano, ovviamente, maligne. Dall'uso di acqua distillata, opprtunamente "potentizzata" da gocce di sangue di Adolf Hitler (secondo una tecnica di Rudolf Steiner), al fine di raggiungere una "mistica unione con la natura", alla "cerimonia dell'aria soffocante", dove gli iniziati venivano avvolti dalle spire del fumo provocato dal fuoco di una bandiera di quelle battezzate da Hitler stesso (cioè toccate dalla bandiera intrisa di sangue dei martiri del fallito putsch di Monaco del 1923).


E' ovvio che tali tecniche erano utili a schiavizzare e obnubilare la coscienza degli iniziati (cfr. su tali cerimonie, M. Dolcetta, Nazionalsocialismo Esoterico, Castelvecchi Ed.).


In un libro di Walther Blachetta, "Das Buch der deutschen Sinnzeichen", ripubblicato nel 1941, si evidenziava come il numero 12 rappresentasse il raggiungimento della perfezione, la completezza.


Himmler era letteralmente ossessionato dal numero 12, dalla sua importanza esoterica, mistica e numerologica, come è dimostrato dal fatto che impose la formazione di 12 divisioni Waffen SS, le SS combattenti, e che 12 fossero gli Obergruppenführer, gli Apostoli neri di un Profeta nero, lui stesso, ai diretti ordini del Messia del Male

Adolf Hitler


12 sono le costellazioni, 12 i segni zodiacali, 12 i capitoli dell'epopea di Gilgamesh, 12 i mesi dell'anno, 12 gli Dei dell'Olimpo, 12 i Cavalieri della Tavola Rotonda... è l'infinita  simbologia legata al numero 12.

Tra le tante ossessioni mistiche del Reichsführer va ricordato, altresì, il mito arturiano, al punto che fece porre, proprio nella famosa Sala degli Oberguppenführer, un'enorme Tavola Rotonda con 12 sedie ove riuniva i suoi Nuovi Cavalieri Teutonici.

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All'interno del complesso di Wewelsburg furono allestite 12 stanze sempre a disposizione per i dodici cavalieri di Himmler.


L'idea della nuova ricerca del Sacro Graal venne ripresa in questi luoghi, facendo però riferimento alle ricerche di Jörg Lanz von Liebenfels che, sulla rivista Ostara, tanto amata dal Führer, riavvicinò il significato del Sacro Calice a quello di sang real, il sangue reale che scorrerebbe nella razza ariana, la cui purezza sarebbe stata ritrovata eliminando le contaminazioni e la commistione con razza inferiori, ridonando agli adepti l'energia del Vril. Ovviamente la razza ariana, per Von Liebenfels, era il popolo germanico.


E' da notare che il simbolo dell'Ordo Novi Templi, fondato da Von Liebenfels nel 1907, fosse il Sole Nero.

Ma la società fondata da Himmler utilizzò tecniche sapienziali massonico-sataniche (o rettiliane) poiché cercava di recuperare il potere occulto dei serpenti lemuriani, cioè la possibilità di trasmutare la materia in una forza occulta superiore, ma inerente il quarto livello dimensionale, il più infimo.


E’ anche risaputo che Aleister Crowley e Gurdjieff presero contatto con Hitler.


Gli inusuali poteri di suggestione di Adolf Hitler diventano più comprensibili se si considera che egli aveva accesso alle “segrete” tecniche psicologiche di Gurdjieff

che, a sua volta, erano basate sulle tecniche dei Sufi e dei lama Tibetani ed era vicino agli insegnamenti Zen della Società Giapponese del Dragone Verde


Insegnamento di cui Rudolf von Sebottendorff fu uno dei massimi ispiratori ed insegnanti, avendo trascorso 9 mesi in cella insieme a Hitler ed Hess, arrestati per il tentato pusch di Monaco del 1923.

ritenuto dal Fhùrer un

"Mago Bianco"

La forza senza un fondamento spirituale è destinata a fallire” (A. Hitler)

Opinione non condivisa dal primo ministro inglese Churchill che si rifiutò di incontrarlo e che, in pieno accordo con il Presidente Roosevelt e con il suo successore Truman


lo fece condannare a Norimberga, ritenendolo un "controiniziato", un "Mago Nero", alla stessa stregua di Hitler, la cui natura doveva essere considerata di provenienza "esoterico-diabolica" della controiniziazione, nonostante la Thule fose stata messa in sonno dal 1925 e di fosse sciolta formalmente nel 1930, l'anno del primo grande successo elettorale del partito nazista .

Hitler infatti ritenne opportuno mettere la sordina ai dati storici reali del suo processo di formazione.

Nel 1934 fece tacere Von Sebottendorff e, nel 1938, occupata l'Austria, anche Lanz von Liebenfels.


Von Sebottendorff con il suo libro rivendicò i titoli "storici" di precursore del nazionalsocialismo, ma ciò gli valse un arresto e poi l'esilio in Turchia, sua terra d'elezione,dove, durante la seconda guerra mondiale, lavorerà per il servizio segreto tedesco.

Il 9 maggio 1945, un anno dopo l'abbandono della Turchia da parte dei tedeschi, Glauer Von Sebottendorff, vecchio, solo ed in miseria,si suiciderà gettandosi nel Bosforo.

Capitolo 4

il rapporto segreto tra Hitler e Rudolf Hess


https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13390892/adolf-hitler-cia-rapporto-sesso-bisessuale-tendenze-sadomaso.html

la Cia nell'ottobre del 2018 ha reso pubblico il rapporto tenuto secretato  per 75 anni negli archivi dell'Office of Strategic Services prima, e poi della CIA, che ora l' ha reso pubblico.

Il rapporto segreto rivela che Hitler era  bisex con tendenze sadomaso.


Il rapporto era stato redatto dall' antropologo americano Henry Field, membro di una commissione speciale voluta dal presidente Roosevelt per tracciare i profili psicologici dei maggiori capi nazisti e, in primo luogo, del Führer.


Settanta pagine di sesso - Nelle 70 pagine sono soprattutto le informazioni sulla vita sessuale di Hitler che imporranno un clamoroso aggiornamento della sua biografia.


Tali informazioni vengono da un testimone attendibile: l'imprenditore Ernst Sedgwick Hanfstaengl, amico e sostenitore di Hitler fin dal fallito colpo di Stato di Monaco nel 1923.


In quell'occasione Hanfstaengl ospitò Hitler nella sua casa e lo dissuase dall' uccidersi. Caduto in disgrazia presso il regime, Hanfstaengl riparò prima in Gran Bretagna e poi, sfruttando la sua amicizia con Roosevelt, negli Stati Uniti, dove collaborò con i servizi segreti.


Secondo il documento, il giovane Hitler, quand' era ancora un artista di belle speranze e viveva a Vienna, soggiornò tre anni, dal 1910 al 1913, in un ostello solo maschile a Meldemannstrasse nella zona residenziale di Brigittenau. Questo fatto era noto ma il rapporto precisa che l'ostello «aveva fama di luogo di incontri sessuali tra uomini anziani in cerca di ragazzi».


Hitler, che allora era ventenne, avrebbe dunque eventualmente assecondato la sua omosessualità con uomini maturi. Nel rapporto si aggiunge che Hitler ebbe una relazione non solo amicale, ma anche omosessuale, con il suo più stretto collaboratore della prima ora e, dopo la presa del potere, suo vice, Rudolf Hess.


"La signorina Anna" - Si sa che Hess aiutò Hitler a scrivere in carcere il Mein Kampf, il libro dove il futuro Führer dichiarò apertamente il suo progetto politico, e nel rapporto si legge che fu proprio durante la comune prigionia che

«l'attrazione sessuale di Hitler per Hess si cristallizzò»


D' altronde Hess, continua il documento, all'interno della cerchia degli omosessuali del partito nazionalsocialista veniva chiamato col nomignolo di "Fräulein Anna", cioè Signorina Anna, e non era passato inosservato il suo travestirsi da donna in occasione di balli o feste.


Nel rapporto è anche citato il nome del famoso piscoanalista svizzero Carl Gustav Jung


Hanfstaengl racconta che, dopo l'assassinio nel 1934 del capo delle SA Ernst Röhm, la brutalità di quell' epurazione nei confronti di un uomo che era stato per Hitler oltre che un amico, un servitore fedelissimo

gli fece sospettare per la prima volta che il Führer nascondesse aspetti psicopatologici, cui collegò le voci e le impressioni raccolte circa i suoi rapporti intimi con Hess e di Hess con Baldur von Schirach, capo della Hitler-Jugend, la Gioventù hitleriana.

Per approfondire leggi anche: Adolf Hitler, i gerarchi naziste e la metanfetamina

Capitolo 4

I cavalieri del Sole Nero

Identico insegnamento, che Rudolf von Sebottendorff, apprese nel suo soggiorno in Turchia e, una volta tornato in Germania, trasmise a sua volta agli adepti della sua Loggia, la famosa e famigerata

"Thule"



che includeva Hitler, Alfred Rosenberg, Rudolf Hess, Himmler,

Goring e il medico personale di Hitler Dr. Morell

Hess era un membro effettivo della Vril Gesellschaft (Loggia Illuminata)


e del Die Herren vom Schwarzen Stein (DHvSS – I Signori della Pietra Nera), adoratori della Dea ISAIS


"Dea della Montagna e della Resurrezione"

Nel settembre del 1917, Sebottendorff si sarebbe incontrato con i membri del Die Herren vom Schwarzen Stein (DHvSS – I Signori della Pietra Nera), adoratori della Dea della Montagna e della Resurrezione, Isais, che avrebbero introdotto il barone ai segreti della Pietra Nera (il Sacro Graal?).

Il Sole Nero (Schwarze Sonne) esoterico ha notevole importanza nel misticismo nazista. Parrebbe che questo simbolo fosse già conosciuto nell'Era delle Grandi Migrazioni, essendo stati rinvenuti alcuni fermagli femminili con tali caratteristiche.

Goodrick-Clarke afferma, invece, che esso avrebbe origine medioevale e sarebbe la rappresentazione del movimento solare, con la ruota solare a dodici raggi, che, a sua volta, deriverebbe dai

< Dischi dei Merovingi>

visualizzazione simbolica delle dodici stagioni e dei dodici segni zodiacali.

Questo "simbolo" è presente nel mosaico posto al pianterreno della Torre Nord del Castello di Wewelsburg, la cui costruzione fu niziata nel 1603 in Nord Reno-Westfalia dal vescovo-principe di Paderborn Dietrich von Fürstenberg ed il cui nome deriva dal Cavaliere brigante Wewel von Büren.


Tutti insieme, questi elementi avrebbero dato la spinta propulsiva alla creazione della Loggia Vril o Vril Gesellschaft e della società "Thule“, una setta esoterica con credenze mistico-alchemiche facenti riferimento, appunto al Sole Nero.

Come la Terra ruota attorno al Sole, così il Sole ruota attorno al Centro della Galassia ove risiede il Sole Nero.


L'anno cosmico, il periodo di tempo per una completa rotazione del Sole attorno al Sole Nero, si compie in 25.860 anni, il mese cosmico dura 2.155 anni (un dodicesimo dell'anno cosmico) e, per la precessione degli equinozi, varia la costellazione in cui sorge il Sole nell'equinozio di primavera. Oggi sorge in corrispondenza dell'Acquario (Era dell'Acquario).


Circa 13.000 anni fa, epoca in cui furono costruite le Piramidi di Giza secondo la datazione reale di Bauval ed Hancock, terminò l'Età dell'Oro, quando la Luce Vera del Sole Nero, Schwarze Sonne, Sole Centrale, Sole Galattico, cessò di illuminare le coscienze superiori.


La dottrina del Sole Nero proviene dall'Impero Accadico di Sargon il Grande, lo stesso Sargon che sarebbe divenuto poi il Re Scorpione egiziano, l'apportatore della scrittura e della civiltà, associato alla divinità Thot.

Questa dottrina crede nei due soli, quello bianco, al centro del sistema solare, e quello mistico, dell'illuminazione spirituale, il Sole Nero posto al centro della Galassia.

In una visione successiva, il Sole Nero viene accomunato alla Thule, l'origine celeste della Razza Ariana, la vera, che non coincide con quella germanica e che non è ovviamente una diversa stirpe o razza perché esiste solo nel cuore dei puri.


Il politologo Giorgio Galli, grande esperto di occultismo e società segrete, nel suo saggio Hitler e il nazismo magico. Le componenti esoteriche del Reich Millenario(Rizzoli, 2001), fa riferimento al fatto che quando Bulwer-Lytton ipotizzava il Vril, egli sperimentava la Magia sessuale, “cioè di poteri ‘speciali’ derivanti da pratiche sessuali (rituali) ed il potere che da essa scaturiva.”

In una intervista recente Galli riguardo alle "società segrete" che si tramandano la conoscenza della storia umana aggiunge che:

“(Questa era) una concezione secondo cui la storia che conosciamo è solo una parte della storia dell’umanità. Solo alcune élites di iniziati conoscono “tutta” la storia. La storia antichissima di civiltà pure e incorrotte. Questo sapere e queste conoscenze, a cui è possibile attingere con pratiche e riti occultistici, trasmettono un particolare potere agli iniziati i quali devono svolgere anche un ruolo politico per gestire il futuro di una umanità decaduta cui occorre restituire le doti e le caratteristiche andate perdute nel tempo. I componenti di queste società si ritengono, insomma, depositari di un’antica sapienza primordiale che si manifesta spesso in riti particolari”.

Capitolo 4

Vril Gesellschaft <> Loggia Luminosa


Nel 1921 nacque la  una comunità segreta di medium ed occultisti

tedeschi, in stretto contatto con

> l’Hermetic Order of the Golden Dawn <

l'Hermetic Order of the Golden Dawn fu fondato nel 1888 da William Robert Woodman (frater Vincit Omnia Veritas), William Wynn Westcott (frater Non Omnis Moriar) e Samuel Liddell Mc Gregor Mathers (frater Deo Duce Comite Ferro) - tutti massoni ed affiliati alla Societas Rosicruciana in Anglia, denominata più semplicemente "Golden Dawn", di cui membri eminenti furono Aleister Crowley, William Yeats, Arthur Machen, Bram Stoker e Bulwer-Lytton.

Bulwer-Lytton, nobile inglese che praticava con grande successo sia la politica che l'occultismo: nel 1831, a soli ventotto anni, è deputato liberale. Nel 1834 pubblica un romanzo di grande successo

"Gli ultimi giorni di Pompei"


L'anno dopo scrive "Rienzi "


personaggio, questo, che affascinerà Hitler attraverso l'omonima opera di Wagner.

Si dimette dal parlamento nel 1841, per tornarvi nel 1852 come deputato conservatore. Nel 1866 diviene Lord Lytton di Knebworth e quindi Pari d'Inghilterra.


Nel frattempo ha scritto le opere ispirate dalla tradizione occulta: 'Zanoni' (1849),

'Una strana storia' (1862), 'Maghi e Magia' (1865), cui

seguirà appunto

Vril: The Power of the Coming Race ('La Razza Ventura')

Nell'opera "The Coming Race" di Lytton, il popolo sotterraneo usa la Forza Vril per operare e governare il mondo (pochi bambini armati di bacchette potenziate dal vril, sono in grado di sterminare una razza di oltre 22 milioni di barbari minacciosi).

Serviti da robot e in grado di volare su ali alimentate dalla forza vril, i vegetariani Vril-ya sono, secondo la loro stessa opinione, razzialmente e culturalmente superiori a tutti gli altri sulla Terra, sia sopra che sotto il suolo.


Ad un certo punto il narratore conclude (in base a prove linguistiche) che i Vril-ya

"discendono dagli stessi antenati della grande famiglia Ariana, dalla quale, in vari canali, scorre la civiltà dominante del mondo"

L'autore sostiene che la Forza o Energia Vril derivava dal Sole Nero, una grande palla di "Prima Materia" che presumibilmente esiste nel centro della Terra, dando luce ai Vril-ya ed emettendo delle radiazioni sottoforma di Vril.



Questa forza era conosciuta agli antichi con molti nomi: veniva chiamata Chi, Ojas, Vril, Luce Astrale, Forza Odica e Orgone.

Nel libro, Bulwer-Lytton narra di un'avanzata civiltà fiorita all'interno della Terra Cava, nella quale è ipotizzata la forma di energia < Vril > che darà il nome alla società

"THULE"

che contribuirà all'elaborazione dell'ideologia nazista

Questa è la "forza" con cui Nazisti e il loro circolo occulto, la Vril Society, cercarono di svilluppare un gruppo di "Eletti", altamente selezionati, dotati di poteri sovra umani.


Nel 1921 nacque la Vril Gesellschaft (Società Vril) o Loggia Luminosa

una comunità segreta di medium ed occultisti tedeschi

in stretto contatto con

> l’Hermetic Order of the Golden Dawn <


Tale società segreta fu fondata, letteralmente, sulla novella di Bulver Lytton scritta nel 1871 "The Coming Race”


"Il libro descrive una razza di uomini psichicamente molto più avanzata della nostra. Essi avrebbero raggiunto un tale potere su sé stessi e sulla materia, da essere quasi simili a Dei. Per il momento sarebbero nascosti e vivrebbero in caverne, tunnel e grandi cavità al centro della Terra. Presto emergeranno per regnare su di noi.”


La Società Vril riteneva che gli Ariani fossero gli effettivi antenati biologici del Sole Nero e che vivessero ancora nascosti nelle viscere della terra.

I membri della Loggia Illuminata credevano infatti, che la riattivazione del Vril avrebbe riportato in superficie

< i popoli della Terra Cava >

e coloro che fossero diventati padroni di un simile potere, sarebbero diventati anch'essi simili a delle "divinità", mentre gli altri, i “non risvegliati sarebbero rimasti schiavi.

Essi credevano in un cambiamento della Terra e del mondo così come era conosciuto. Tale cambiamento avrebbe coinciso con il momento in cui i “Signori” sarebbero emersi dal centro della Terra.

Chi avrebbe quindi stabilito un’alleanza con loro e sarà divenuto egli stesso un “signore”, non si sarebbe ritrovato fra gli schiavi.

I membri della società Vril erano quindi convinti che la forza Vril era davvero in grado di cambiare l’esistenza di colui che sarebbe stato in grado di “maneggiarla”.

Così, diventare un maestro Vril, equivaleva a diventare Maestro di se stesso e del mondo circostante.

Capitolo 5

La Storia Impossibile


Secondo quanto riportato da Jan Van Helsing, pseudonimo di Jan Hudo Holey, ne “Secret Societies and their power in the 20th Century” (“Geheimgesellschaften und ihre Macht im 20. Jahrhundert”), nel 1917 il Barone Von Sebonttendorf, Karl Hausofer, l’asso dell’aviazione Lothar Waiz, il Prelato Gernot della Segreta “Societas Templi Marcioni” (gli eredi dei Cavalieri Templari) e la bella Maria Orsic, si incontrarono per la prima volta a Vienna.

La bionda medium Maria Orsic di Zagabria della “Thule Gesellschaft divenne la leader delle “Vrilerinnen”, le bellissime giovani donne dai capelli lunghissimi della Vril Gesellschaft.

L’intento primario di questa società era lo studio dell’origine della Razza Ariana, la ricerca dei progenitori Ariani, che ritenevano essere gli antichi superstiti di Atlantide ed il recupero dell’energia libera del Vril per gli

“Eletti”

che hanno attraversato il velo, che nasconde il mondo fisico da quello multidimensionale, altrettanto vivo e palpitante, ma assolutamente invisibile e soprattutto del tutto impercettibile agli altri.

Il loro motto era: “Non tutto il Bene viene da lassù”, e il loro simbolo era una giovane donna dai lunghi capelli raccolti a coda di cavallo che diventò anche il segno di riconoscimento del gruppo che si definiva

“Alldeutsche Gesellschaft für Metaphysik”

Nel 1941, Adolf Hitler per impedire che altri potessero acquisire conoscenze esoteriche superiori alle proprie, sciolse le società segrete, tra cui la Thule, che però continuò la sua attività sotto l'unità segreta SS E-IV (Entwicklungsstelle 4), Nucleo di Ricerca Tecnica E-IV delle SS.

Ma gli adepti della Vril restarono sempre uniti tra di loro, pur essendo loro vietato, continuando ad agire a livello esoterico, attribuendosi il nome occulto di Die Kette (La Catena), che si riferisce al collegamento mentale tra i suoi membri.

indicando con questo termine l'anello, l'uroburo, che univa medianicamente le loro menti e, per riconoscersi tra loro, utilizzavano un piccolo "disco" raffigurante l'unione delle menti di Maria Orsic e Sigrun.

Nella Germania pre-WWII, le sorelle Vril (luce) condussero molte ricerche sul fenomeno psichico, la tecnologia avanzata di propulsione e gli antichi aviogetti perduti dalla forma discoidale.

Sembra quindi che la Vril abbia continunato ad esistere autonomamente, grazie ad un'attività pubblica di sperimentazione di nuovi tipi di motore come Antriebstechnischen Werkstätten Vril, che avrebbero permesso la messa in opera dei Vril e delle Haunebu, gli UFO di Hitler.

Proprio grazie ai messaggi ed ai disegni trasmessi da Aldebaran e ricevuti dalla Orsic e tradotti dall' Antico Sumero dalla Sigrun (un altra degli elementi di spicco del gruppo il cui pseudonimo derivava dalla valchiria Sigrune) venne costruita una macchina volante interdimensionale a forma di disco

< la Jenseitsflugmaschine (JFM) >

Questa macchina era composta da tre dischi con un'unità centrale che fungeva da generatore. I due dischi superiore ed inferiore, ruotando in direzioni contrapposte, generavano un campo magnetico sempre più forte. Al culmine si creava un "buco bianco" che avrebbe permesso il passaggio dimensionale del mezzo fino a raggiungere la Flotta Sumera ad Aldebaran.

Verso la fine della Guerra, essendo ormai chiara la sconfitta, la Vril progettò il trasferimento di tutta la tecnologia avanzata ottenuta dai contatti con gli Alieni Ariani nella Base segreta nazista in Antartide, la Base 211, mentre tutti i membri della Vril, in particolare le preziose "medium", si sarebbero recati ad Aldebaran tramite l'Andromeda Gerät, ennesimo mezzo costruito tramite le informazioni degli Aldebarani.

In una (presunta) comunicazione del marzo 1945 la Vril Gesellschaft annunciava la decisione di utilizzare tale mezzo per abbandonare la Germania ormai assediata dalle orde nemiche e raggiungere Aldebaran.


Sembrerebbe che, fin dal 1943 l'unità speciale SS E-IV, con la collaborazione delle medium, lavorasse alla costruzione dell' Andromeda Geräte. L'astronave avrebbe avuto una lunghezza di 140 metri e 30 metri di diametro, potendo contenere al suo interno una Haunebu IV e due Vril.


Il prototipo venne chiamato Freya ed esisterebbero delle testimonianze che affermano il successo del progetto. Quindi la comunicazione del marzo '45 sarebbe veritiera.


Il mezzo avrebbe avuto una velocità prossima a quella della luce, sfruttando la spinta dovuta al controllo di campi magnetici, una tecnologia che non poteva ovviamente essere terrestre, ma frutto delle comunicazioni degli Aldebarani. Il volo non poteva che avere un'unica destinazione:

< Aldebaran >


Il fatto sarebbe confermato da Jan Van Helsing (op. cit.)

"Sembra che almeno un VRIL-7 da caccia ed un VRIL-7 da trasporto siano partiti da Brandenburgo - dopo la distruzione dell'area dei test - verso Aldebaran con alcuni degli scienziati della Vril e membri della Loggia".

Comunque sia andata, sulla Terra, delle medium, della Vril Gesellschaft non si è più avuta notizia alcuna.

Capitolo 6

Loggia della Luce


Il Dottor Willy Ley, uno dei massimi esperti della scienza missilistica di sempre, dichiarò che i membri della Società Vril ritenevano di essere in possesso di conoscenze segrete, che avrebbe permesso loro di mutare, rendendoli simili ai Superuomini che risiedono all’interno della Terra Cava. (Pensatore, “La Svastica sull’Antartide. Una ‘contaminatio’ Aliena-Nazista-Americana”), in cui viene riportato questo suo pensiero

Il dottor Ley, uno dei pionieri della moderna scienza missilistica: studioso tedesco fuggito negli USA nel 1933, scrive (1947) su una rivista americana della nascita nel 1925 della Loggia della Luce (detta anche Societa’ della Verita’) in contatto con i super uomini Vril, e, congiuntamente a questi ultimi, rivolta alla conquista globale.

Ley venne sbeffeggiato dalla comunita’ dei suoi colleghi scienziati e la data della presunta costituzione si prestò a critiche feroci; e’ altresì vero che nel 1925 venne sciolta la Thule, che confluì nel gruppo dirigente del partito nazista, così come e’ vero che in quel periodo Hitler si distaccò definitivamente dall’insurrezionalismo dei Frei Korps per avvicinarsi alla classe colta degli industriali ed ai Junkers della vecchia germania: è così, l’ideologia dei picchiatori in camicia bruna non era quella dei cosiddetti eletti nel cuore del partito.

Ricercatori successivi a Ley si divisero sull’identificazione dei Vril: per alcuni, essi erano una super razza originaria del nostro Pianeta nascostasi probabilmente alla fine dell’Eta’ dell’oro nel sottosuolo, ove aveva costruito enormi cunicoli entro cui si spostavano a velocita’ vertiginosi su dischi volanti; per altri essi erano degli extraterretri veri e propri provenienti dallo spazio.

Quest’ultima ottica prendeva le mosse proprio da un mito interno alla Thule, cioe’ che i leggendari Iperborei (qui nostro articolo) fossero i discendenti dell’equipaggio di un’astronave schiantatasi sulla Terra, fuggita da un remoto pianeta in preda ad una guerra catastrofica.


Dalle migrazioni degli Iperborei, sarebbero nate alcune etnie particolari: Celti, Norreni, Bretoni , Baschi ed Ariani

Molte persone al giorno d’oggi sono a conoscenza delle storie leggendarie riguardo al fatto che i Nazisti negli anni ’30 esplorarono le regioni polari del nostro pianeta.

Queste voci, ritenute da alcuni soltanto delle semplici leggende metropolitane, in realtà sembrano trovare ampio riscontro storico, poiché è ampiamente dimostrato (e come vedremo in seguito anche da alcuni documenti recentemente declassificati del KGB) che quando la Germania nazional socialista inviò una spedizione in Antartide nel 1938, rivendicò il territorio della Nuova Svevia (Neuschwabenland), e vi installò nel sottosuolo diverse basi militari segrete, tra le quali figurerebbe la leggendaria “base 211“, nota anche come Nuova Berlino (Neu Berlin in tedesco).


Dönitz è passato alla storia come il comandante delle impressionanti U-boat tedesche. Era ferocemente fedele al partito nazista e ha continuato a riconoscere Hitler come suo Führer anche dopo la presunta morte avvenuta il 30 aprile 1945 con un finto suicidio di uno dei tanti “sosia”, che facevano da controfigura. Hitler pochi giorni prima della sua fuga in Argentina – secondo una teoria che sembra avere fondamento - Hitler nominò il suo comandante supremo della Marina, Karl Dönitz come suo successore.

A tal proposito, Il Grand’ammiraglio tedesco Karl Dönitz dichiarò nel 1943: “La flotta sottomarina tedesca è orgogliosa di aver costruito per il Führer in un’altra parte del mondo una Shangri-La in terra, una fortezza impenetrabile”.


È noto che i Nazisti spedirono continuamente uomini e materiali al Polo Sud durante gli anni precedenti alla guerra.

Capitolo 7

Gli U-Boot nazisti e la Neuschwabenland


la Kriegsmarine, la marina tedesca, mise in servizio nel 1944 sottomarini classe Type XXI, che rappresentano una delle meraviglie della tecnica tedesca nonché i progenitori di tutti i sottomarini attuali.

Veri capolavori d’ingegneria, i Type XXI (che furono consegnati in 119 unità) furono testati alla profondità di 270 metri, ben oltre le capacità degli attuali sommergibili nucleari.

Veloci e capaci di sfuggire ai sonar, avrebbero potuto cambiare le sorti della guerra… Se solo fossero stati costruiti in un numero congruo di unità. Ma la Germania, nel 1945, non aveva né manodopera, né carburante, né equipaggi. Un paese allo stremo, distrutto dalla follia dei suoi dittatori…

Secondo molte voci una base nazista in Antartide sarebbe sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale e ospiterebbe, forse ancor oggi, i discendenti dei gerarchi e dei criminali di guerra tedeschi: ma è davvero esistita la “Neuschwabenland”?

E ancora i misteri della fine del regime nazista, dalle "armi segrete" che avrebbero potuto cambiare le sorti della guerra fino alla presunta morte dello stesso Fürher, sono alla base di congetture assai variegate, da quelle di tipo politico a quelle più prettamente fantascientifiche.



Sono molti infatti gli ufologi che parlano apertamente dei dischi volanti nazisti: velivoli a propulsione magnetica denominati Haunebu, o anche chiamati Vril o V-7, in grado di volare a migliaia di km orari e capaci perfino di volo spaziale.


Gli studi scientifici effettuati all’epoca dagli scienziati nazisti erano concentrati puntavano sgli studi sul motore a reazione, i missili e l’ala a freccia. E a queste scoperte i nazisti diedero la massima importanza, come testimoniano i progetti reali scoperti dagli Alleati a guerra finita, nel 1945. Anzi, fu proprio il saccheggio di aerei, sommergibili, missili e relativi scienziati progettatori da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica (con i nomi in codice di Operazione Paperclip per gli americani e Ovaskim per i russi) a porre le basi tanto per il Programma Spaziale tanto per la Guerra Fredda e le invenzioni ad essa connesse, prima fra tutte Internet.


Quindi, l’ipotesi che i Nazisti avessero avuto contatti con gli abitanti della Terra Cava oppure con extraterrestri, i mitici Foo-Fighters, sembravano all'epoca non attendibili.


E’ il caso della Bomba Atomica tedesca, che secondo alcuni testimoni sarebbe stata sperimentata in due occasioni


ma senza giungere allo stadio operativo; oppure, è il caso della Base Antartica 211, chiamata a volte Neuschwabenland, a volte Neuberlin.

Ma innanzitutto, ritorniamo indietro nel 1938 quando, in un clima di tensione generalizzata per l’annessione tedesca della regione dei Sudeti, il governo nazista organizzò una spedizione scientifica in Antartide. La zona prescelta, per scopi geografici ma prima ancora militari, fu la Terra della Regina Maud, un’area scoperta nel 1931 dai norvegesi, ma mai occupata o studiata a fondo.

Una buona occasione per rivendicare politicamente quel territorio e, a nostro parere utilizzarlo per scopi militari. Comunque sia, per non acuire le tensioni internazionali i tedeschi prepararono una spedizione civile: a bordo del mercantile modificato Schwabenland, comandato dal capitano Alfred Ritscher e con la collaborazione della compagnia di bandiera Lufthansa, centinaia di uomini tra biologi, cartografi, geologi, ingegneri e idrologi della Società Tedesca per la Ricerca Polare, con l’ausilio di due idrovolanti, partirono alla volta del continente antartico.

Il via si ebbe il 17 dicembre 1938: i tedeschi toccarono la banchisa polare il 20 gennaio 1939. I due idrovolanti della missione effettuarono missioni di esplorazione, coprendo tra i 300mila e i 600mila kmq, scattando 11mila fotografie.

ci fu un generale beneficio, in quanto la missione consentì un notevole salto di qualità nella precisione delle mappe geografiche e delle misurazioni magnetiche del polo sud.


I tedeschi effettuarono poi scoperte sorprendenti: aree libere dai ghiacci per la presenza di sorgenti calde e attività idrogeologica, scoperta dei venti antartici ad alta quota, analisi degli uccelli marini che si spingevano, inspiegabilmente, per oltre cento km all’interno del continente per nidificare. Il tutto in una regione che, come abbiamo visto qui, viene considerata dagli antichi la vera sede della mitica Atlantide… insomma, c’era di che stupirsi dalle scoperte tedesche, quasi che il Polo Sud non fosse stato quell’inferno di freddo e di ghiaccio che tutti si aspettavano.

La missione della Schwabenland terminò a metà febbraio ’39, quando l’estate antartica stava finendo. Ma l’interesse nazista verso quel territorio che in onore della nave venne ribattezzato Neuschwabenland non cessò, anzi crebbe a dismisura.

Hitler ordinò nel 1940 la costruzione di installazioni di appoggio per le operazioni dei sottomarini da guerra U-Boot nella regione delle Montagne di Muhlig-Hoffman, sempre nella Neuschwabenland.


Queste installazioni di supporto forse erano dei semplici bacini di rifornimento di carburante e siluri: comunque sia, denota una crescente colonizzazione nazista dell’area.

Le testimonianze indicano che la Base 211 sarebbe stata iniziata nel 1942 mediante il trasporto di viveri e materiali ad opera di speciali U-Boot capitanati da ufficiali avvezzi alla navigazione polare, come quelli che prestarono servizio al largo della Norvegia.


Questi uomini, utilizzando come punto di appoggio l’Argentina, avrebbero costruito la base in due anni, al punto che nel 1944 era in atto un graduale invio di materiale riservato tramite finanziamenti (effettivamente stanziati) da parte delle potenti SS.

Capitolo 8

Operazione HIGH JUMP e le missioni di Hitler in Antartide


https://scienzamagia.eu/misteri-ufo/operazione-high-jump-e-le-missioni-di-hitler-in-antartide/

Prima di narrare le gesta dell’Operazione High Jump, dobbiamo menzionare il caso del centinaio di U-Boot scomparsi senza lasciare traccia e di quanto raccontano nel loro libro “Oltremare Sud gli storici Juan Salinas e Carlos De Napoli. Pubblicato lo scorso ottobre, il libro dei due argentini squarcia il velo su un convoglio di sottomarini partito il 3 maggio 1945 dalla Norvegia e diretto in Argentina con a bordo oltre cinquanta gerarchi nazisti e molto probabilmente lo stesso Hitler con Eva Braun.


Qualcosa di strano successe davvero, nelle acque dell’Atlantico meridionale, in quel maggio 1945. Se Hitler si era suicidato il 30 aprile, se il 3 maggio il convoglio con a bordo i 50 gerarchi si era imbarcato per la Norvegia e se la guerra era finita l’8 maggio con la resa dei tedeschi, perché il sottomarino U-Boot Type VII C denominato U-977,

al comando del capitano Heinz Schaeffer, si immerse l’alba del 10 maggio da Kristiansand, in Norvegia, per riemergere in Argentina il 17 agosto?


Una navigazione tanto lunga, di 104 giorni di cui 66 in immersione, per consegnarsi in pieno giorno nel porto di Buenos Aires ai militari argentini sembrva non plausibile?

Capitolo 9

Il segreto degli U-Boot fuggiti in Argentina


https://www.iltempo.it/cultura-spettacoli/2005/08/27/news/la-vicenda-degli-u-boot-fuggiti-in-argentina-303514/

Il 10 luglio 1945 (la Germania nazista si era arresa l'8 maggio), il sommergibile tedesco U.530


al comando del tenente di vascello

"Otto Wermouth"


Il 10 luglio 1945 (la Germania nazista si era arresa l'8 maggio), il sommergibile tedesco U.530 affiorò nelle acque del Rio de la Plata, facendosi catturare dagli argentini.


Il 17 agosto 1945 (più di tre mesi dopo la capitolazione del terzo Reich), nuovo colpo di scena, ancora più clamoroso.

«German Submarine»


segnalò alle sbalordite autorità argentine che l'U.977 al comando del sottotenente di vascello Heinz Schaeffer.


Il sommergibile proveniva addirittura da Bergen, in Norvegia, e in 66 giorni di effettiva navigazione aveva percorso 7.300 miglia. Penosa e altamente drammatica per l'equipaggio la discesa dell'Atlantico, avvenuta soprattutto in immersione: tuttavia, sia pure a costo di rinunce e sofferenze, quella fantastica navigazione occulta era riuscita.


Schaeffer, alla partenza, aveva sbarcato gli uomini sposati desiderosi di tornare alle loro case; agli altri, disposti a vivere l'avventura, si era limitato a dire che «aveva alcuni amici in Argentina», senza precisare quali.


I due comandanti tedeschi furono accusati di aver sbarcato, in una spiaggia deserta a Sud di Bahia Blanca, nientemeno che Adolf Hitler ed Eva Braun, oppure Martin Bormann, braccio destro del Führer, svanito nel nulla mentre i russi serravano da presso la Cancelleria a Berlino.

o anche Ernst Kaltenbrunner, capo dell'ufficio della Sicurezza Nazionale, principale collaboratore di Himmler.


Naturalmente, non era vero niente per Ernst Kaltenbrunner, processato a Norimberga e uccisosi con il cianuro.


Ma Schaeffer e Wermouth dalle indagini fattte con dal FBI e da una commisione di inchiesta americana, una squadra diretta dall’ex agente CIA Bob Baer


non solo avevano sbarcato "qualcuno", avevano però messo a terra "qualcosa" di altrettanto importante.


Alicia Dujovne Ortiz, biografa di Evita Peròn, sostiene che sulle spiagge di San Clemente del Tuyù, non lontano dal Mar del Plata, furono sbarcate pesante casse, contenenti un tesoro da capogiro.

La lista comprendeva: 187.692.400 marchi tedeschi; 17.576.500 dollari; 4.682.500 sterline; 24.976.500 franchi svizzeri; 8.379.000 fiorini olandesi; 54.963.000 franchi francesi; 17.280.000 franchi belgi; 2.511 chilogrammi d'oro e 4.638 carati di diamanti e brillanti.

«Chi sarà il responsabile — scrive sempre Alicia Dujovne Ortiz — di questi fondi negli istituti bancari Alenàn Transatlantico, Germanico, Tornquist e Strupp? Ludwig Freude, agente dello spionaggio tedesco a Buenos Aires. E a nome di chi verranno depositati?

Di Juan Domingo Peròn e della sua concubina Eva Duarte»

Hitler si salvò a bordo dell’U-977? Si diresse in Argentina?


In Giappone (due tavolette d’oro datate 21 maggio 1945 e firmate dallo stesso Füher furono rinvenute nel 1984 presso il monastero buddhista di Kyosan, nel Giappone centrale)?

Oppure nella famigerata Nuova Berlino?


Capitolo 10

Hitler non è morto a Berlino


Hitler fuggì in Patagonia su un uboot: ho visto dove si nascose»

di Stefano Lorenzetto da Il Giornale del 20 maggio 2012

Il nipote di Renzo De Felice, Alessandro, storico non accademico e appassionato di retroscena, in una lunga intervista a Stefano Lorenzetto de “Il Giornale” parla di come, a suo avviso, alcuni enigmi del XX secolo, possano essere svelati.

A cominciare dalla “non morte” di Hitler


È forse l’’unico storico al mondo ad aver visitato e filmato l’’Estancia San Ramon, una grande fattoria della Patagonia argentina, ai piedi delle Ande, dove Adolf Hitler sarebbe vissuto negli anni Cinquanta.

Alessandro De Felice ne è persuaso:

«Il Führer non si suicidò affatto il 30 aprile 1945 nel bunker della Cancelleria del Reich, a Berlino, insieme a Eva Braun. Riuscì invece a fuggire in Sudamerica. Visse con l’’amante divenuta moglie in questa località impervia, raggiungibile solo in fuoristrada, a una quarantina di chilometri da San Carlos de Bariloche, la città soprannominata “la Svizzera argentina” in cui aveva trovato rifugio anche Erich Priebke, il capitano delle Ss condannato per l’’eccidio delle Fosse Ardeatine.


Da lì si spostò dopo qualche anno a Villa La Angostura, a Inalco, 85 chilometri da Bariloche. Morì per un’’emorragia cerebrale il 13 febbraio 1962 o nel 1959, come sostiene il mio amico italo-scozzese Patrick Burnside, il maggiore esperto sulla permanenza di Hitler in Patagonia dopo il 1945».

https://www.urbexvideos.eu/urbex/argentina/inalco-por-dentro-la-mansion-de-hitler-villa-la-angostura/

Che cosa le fa credere che Hitler sia scappato in Patagonia?
http://www.storiainrete.com/7541/xx-secolo/hitler-fuggi-in-patagonia-su-un-uboot-ho-visto-dove-si-nascose/

«Io non delineo certezze. Pongo dubbi, che sono terreno fertile per coltivare il pensiero. Prima di andare a San Carlos de Bariloche, ero scettico sull’’ipotesi della fuga del dittatore e di Eva Braun, sebbene il libro di sir Hugh Trevor-Roper, Gli ultimi giorni di Hitler, non mi avesse affatto convinto.

È questo testo il piedistallo storiografico su cui è stata fondata la tesi del duplice suicidio nel bunker di Berlino. Trevor-Roper lavorava per il Military Intelligence britannico e prendeva ordini dal primo ministro Winston Churchill, che voleva dare a tutti i costi all’’opinione pubblica mondiale il cadavere del mostro. Per dire della sua attendibilità, è lo stesso storico che nel 1983 autenticò i falsi diari attribuiti al Führer e pubblicati dal settimanale Stern. Trevor-Roper all’’epoca dirigeva la casa editrice del Times di Londra».

Il cadavere non era di Hitler?

Sosia di Hitler

«Improbabile. La perizia necroscopica, effettuata dai medici sovietici tra l’8 e l’’11 maggio 1945 nella clinica di Buch, alla periferia di Berlino, è un colossale falso storico-scientifico. Nella relazione finale il tenente colonnello Faust Chkaravski e i suoi tre assistenti annotarono, di proposito, alcuni errori grossolani, forse per salvarsi la faccia davanti alla storia. Due le particolarità anatomiche del tutto fasulle attribuite alla salma del dittatore: un dente in sovrannumero e un testicolo mancante».

Soffriva di monorchidismo?

«Questo hanno voluto far credere. Ma i referti di tre medici tedeschi che avevano visitato Hitler completamente nudo negli ultimi 12 anni attestavano che i suoi organi genitali erano normali. Quanto alla presenza di un quindicesimo dente nella mascella inferiore, essa contrasta con la precisa testimonianza del dentista personale del Führer, il dottor Hugo Blaschke, arrestato dagli americani il 28 maggio 1945. E non poteva trattarsi di un errore di traduzione, perché il numero 15 figurava in caratteri latini».

Come si arrivò a quella che lei ritiene una messinscena?

il presunto Hitler fotografato in Patagonia

«Non solo io. Il 15 giugno 1945 il generale Dwight Eisenhower, nel corso di una conferenza stampa presso l’’hotel Raphael a Parigi, dichiarò: “Le ricerche sovietiche non hanno trovato tracce di resti di Hitler, né la prova positiva della sua morte”. Quando alla Conferenza di Potsdam, sempre nel 1945, il presidente americano Harry Truman chiese a Stalin se Hitler fosse morto, il dittatore sovietico rispose senza mezzi termini: “No”!


E aggiunse che i gerarchi nazisti erano fuggiti in sommergibile in Spagna o in Argentina. Il segretario di Stato, James Byrnes, per accertarsi che Truman non avesse capito male, dopo il brindisi ufficiale prese in disparte Stalin, il quale gli confermò la risposta. La circostanza venne riferita da Truman in una lettera alla moglie e da Byrnes nel suo libro di memorie Speaking Frankly. Anche il capo del collegio difensivo degli Stati Uniti al processo di Norimberga Thomas Dodd ammise: “

«Nessuno può dire che Hitler sia morto”»

https://www.lettera43.it/hitler-bunker-morte-mistero-sud-america-cianuro/

Secondo il giornalista francese Jean-Christophe Brisard una sua accurata indagine sui resti di Hitler avrebbe messo la parola fine al mistero sulle ultime ore del Führer:

« Hitler  sarebbe morto effettivamente nel bunker a Berlino.I resti conservati a Mosca sono autentici. Ma non sapremo mai se si è sparato da solo o ha chiesto ad altri di farlo»

Tutto il resto non ha alcun fondamento e sarebbe un abile messinscena  costruita da gruppi neo nazisti superstiti.

«Fra i cadaveri trovati nella Cancelleria del Reich i medici russi scelsero i due più carbonizzati, li contrassegnarono con i numeri 12 e 13 e dissero che erano quelli di Hitler e della Braun. Il primo misurava 1,65 metri e il secondo 1,50. Ma Hitler da vivo era alto 1,73 e la sua amante 1,63. Difficile ipotizzare che il fuoco li avesse accorciati in modo così considerevole. Inoltre le radiografie eseguite su Hitler nel 1944 dal dottor Erwin Giesing non collimano con le immagini ai raggi X mostrate dai sovietici. Non basta: i cadaveri, pur rinvenuti nello stesso luogo, risultavano bruciati in modo estremamente diverso e accanto a essi c’’erano le carcasse di due cani che però avevano conservato integra la loro pelliccia. Com’’è possibile?».

Tutte qui le prove del falso storico?

«I testimoni tedeschi presenti nel bunker furono trattenuti chi per 10 anni, chi per 15 anni e in questo lasso di tempo furono ripetutamente interrogati. Perché? Se la tesi di Trevor-Roper fosse stata vera, i russi non avrebbero continuato a cercare prove sulla morte di Hitler».

Che fine fecero i cadaveri dopo l’’autopsia?

«Cremati. Le ceneri furono disperse, come riportato a Mosca il 3 giugno 1945 da un rapporto del controspionaggio dell’’Armata rossa. Resta una porzione di calotta cranica attribuita a Hitler e conservata presso l’’Archivio di Stato della Federazione russa.


L’’analisi effettuata dal professor Nick Bellantoni, archeologo dell’’Università del Connecticut specializzato in ossa umane, ha dimostrato con l’’esame del Dna come il reperto appartenga in realtà a un cranio femminile, che però non c’’entra nulla neppure con Eva Braun. Rimarrebbe la dentatura, custodita nell’’archivio della Lubianka. Ma le autorità russe hanno posto il veto sull’’analisi genetica. Il mio amico Patrick Burnside, invitato a Mosca due anni orsono, chiese in diretta tv di poter confrontare il Dna mitocondriale della presunta mandibola di Hitler col Dna dei resti di Paula Hitler, sorella di Adolf, morta il 1° giugno 1960 e sepolta a Berchtesgaden, e di Klara Pölzl, la madre del dittatore, deceduta a Linz il 21 dicembre 1907. Burnside si disse pronto a pagare lui stesso il test per l’’analisi comparativa dei vari Dna. Il governo russo non gli ha mai risposto».

Capitolo 11

L’FBI ribalta

"la storia del nazismo"

Hitler non morì nel bunker ma fuggì con Eva Braun in Argentina”

Declassificati oltre settecento documenti sulle indagini segrete degli agenti americani dal 1945 al 1950 Una squadra diretta dall’ex CIA Bob Baer ha ripercorso per History Channel il tragitto che avrebbe compiuto il dittatore tedesco da Berlino a Bariloche, via Spagna di Rino Di Stefano https://www.rinodistefano.com/it/articoli/hunting-hitler.php

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La storia dovrebbe essere riscritta: nuove prove lasciano ben pochi dubbi sul fatto che Hitler non sia affatto morto nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino.


Colui che venne definito “il più grande criminale del Novecento”, sarebbe invece riuscito a fuggire insieme alla moglie Eva Braun e ad un gruppo di ufficiali del Terzo Reich (tra i quali il fedele segretario Martin Bormann), prima in Spagna e poi in Argentina.

Questo, almeno, è quanto rivela il Federal Bureau of Investigation (FBI), che nel 2014 ha declassificato oltre 700 documenti relativi alle indagini che vennero svolte dal 1945 al 1950 sulla presunta fuga di Adolf Hitler in America Latina.

La desecretazione è avvenuta grazie alla legge Freedom of Information Act (Atto per la libertà di informazione), emanata negli Stati Uniti il 4 luglio del 1966, durante il mandato del presidente Lyndon B. Johnson.

La ricostruzione di quella fuga è stata resa pubblica nell’autunno 2015 grazie al programma televisivo Hunting Hitler (A caccia di Hitler) su History Channel. In otto puntate, una squadra di professionisti ha ripercorso l’itinerario che sarebbe stato seguito dal dittatore tedesco, trovando prove e testimonianze che, apparentemente, non lasciano dubbi su quanto accadde tra l’Europa e l’America Latina nei mesi successivi alla capitolazione della Germania.

Secondo quanto si può leggere nei documenti del FBI, gli Americani non hanno mai creduto al presunto suicidio del dittatore tedesco.

Come disse Edgard Hoover, mitico direttore dell’FBI, “gli ufficiali dell’esercito americano di stanza in Germania non hanno localizzato il corpo di Hitler e non c’è alcuna fonte attendibile che possa sostenere definitivamente che Hitler sia morto”.


La convinzione di Hoover nasce anche dal fatto che il dittatore russo Stalin il 31 luglio del 1945, durante l’incontro di Postdam con il presidente americano Harry S. Truman e con il ministro statunitense James F. Byrnes, presenti il primo Ministro britannico Clement Attlee e il Ministro degli Esteri sovietico Vjaceslav Molotov, aveva dichiarato con molta fermezza

“Hitler non è nelle nostre mani”


E ha detto apertamente che, secondo lui,

il dittatore era fuggito

Subito dopo seguono le dichiarazioni di Edgard Hoover che, nel 1947, rivela senza mezze misure che non esiste alcuna certezza circa

la morte di Hitler

I resti di Hitler

A seguire, si parla della ricostruzione degli avvenimenti relativi agli ultimi giorni di Hitler, citando anche l’opinione di Stalin riguardo la sorte di Hitler.


Nel 2009 un gruppo di scienziati americani aveva chiesto ai russi qualche campione della salma del presunto Hitler, per poterlo analizzare. Ma quello che venne consegnato, sottoposto all’esame del DNA, si rivelò essere di una donna.

Sosia di Hitler

Si arriva così al 2014, quando i documenti dell’FBI vengono declassificati. Si tratta di rapporti di agenti che rivelano come la persona di Hitler sia stata vista in giro per il mondo, subito dopo la caduta di Berlino.


In una vecchia lettera di Edgar Hoover, si legge che Hitler vive in Argentina, in una grande struttura sotterranea. In un altro rapporto, risalente all’11 agosto 1945, si ripete che il dittatore tedesco era ospite in una vecchia struttura sotterranea, con centinaia di nazisti, a circa 1000 km a ovest di Florianapolis, 700 km a nord-nord ovest di Buenos Aires

Sarebbe stato dunque possibile che Hitler avesse pianificato la fuga, in modo che nessuno ne sapesse nulla?


Basandosi sulle centinaia di ore di interrogatori ai membri della ristretta cerchia di Hitler da parte di Michael Musmanno, giudice del processo di Norimberga, Keil riesce a trovare alcune dichiarazioni illuminanti.


Un tenente tedesco affermò che esisteva un piano per far fuggire il fuhrer già due anni prima della fine della guerra.

Inoltre, il 20 aprile del ’45, giorno del suo compleanno, Hitler disse chiaramente che accettava di andare a Sud. Quello fu anche l’ultimo giorno in cui gli abitanti del bunker videro Hitler vivo.


Ma la testimonianza più straordinaria fu quella dell’ammiraglio nazista Karl von Puttkamer, il quale raccontò che il 21 aprile otto o dieci aerei decollarono dagli aeroporti di Staaken e Tempelhof in direzione sud.


L’aereo dell’ammiraglio decollò da Staken, tutti gli altri da Tempelhof.

Dai registri di volo degli aerei che abbandonarono Berlino, risulta che, oltre ai piloti e ai militari, c’erano almeno 16 passeggeri.


Il primo aereo, inoltre, era stato caricato con gli effetti personali di Hitler. Che motivo c’era di portar via quel materiale, se Hitler non fosse stato su quel volo?

Un altro interrogativo era la posizione dell’aeroporto di Tempelhof?

Da un controllo, emerge che questo scalo si trovava all’interno delle linee di difesa tedesche e i russi riuscirono ad occuparlo soltanto il 28 aprile del ’45. Quattro giorni dopo i tedeschi si arresero.

Ma come avrebbe potuto Hitler raggiungere l’aeroporto, se tutto intorno al bunker infuriava la battaglia?


Studiando la Berlino sotterranea, gli investigatori americani hanno così scoperto che un tunnel della metropolitana collegava direttamente l’area del bunker con l’aeroporto di Tempelhof. Il cerchio si chiude: a quel punto ci sono le prove che il 21 aprile avvenne l’esodo di alcuni grandi gerarchi nazisti che lasciarono Berlino via aereo. Tra di loro, poteva benissimo esserci anche Hitler, i cui effetti personali viaggiavano con lui.

U-Boot, la via del mare


Secondo un rapporto FBI dell’epoca, sei alti ufficiali argentini avrebbero aiutato a nascondere Adolf Hitler, giunto in Sud America con un sottomarino.

Gli U-Boot tedeschi approdarono in Argentina, lungo la penisola di Valdes, sulla costa meridionale.

Secondo le relazioni ufficiali, il 5 maggio del ’45 a tutti i sottomarini tedeschi venne ordinato di entrare nel porto più vicino per la resa. Quasi tutti i capitani ubbidirono, ma 46 U-Boot non si fecero vedere.


Due di questi, emersero al largo delle coste argentine e si arresero tre mesi dopo.

Analizzando i rapporti FBI, viene messo in evidenza che la persona che faceva da punto di riferimento per i nazisti in fuga, era un certo Geraldo Lahusen, proprietario di un’importante azienda (la German Lahusen, molto nota nel commercio della lana) con sede a San Antonio Oeste, poco distante dalla penisola di Valdes. Lahusen e i suoi dipendenti erano nazisti convinti e avevano giurato fedeltà a Hitler.


Poco per volta emerge il piano nazista in Sud America: creare una rete di aziende floride che, all’occorrenza, avrebbero potuto finanziare e sostenere i nazisti in fuga. Per la cronaca, questo intreccio economico è giunto sino a noi ed è esteso in tutto il mondo.

Destinazione: San Carlos de Bariloche

Secondo i documenti dell’FBI, vi sono due ipotesi praticabili per trovare quella che fu la destinazione finale di Adolf Hitler. La prima dice che il dittatore tedesco e i suoi collaboratori si fossero diretti verso le Ande meridionali, dove poi si sarebbero nascosti in un ranch. La seconda, invece, afferma che Hitler viaggiasse verso la vasta tenuta di un tedesco in Patagonia.


Comunque sia, la strada da percorrere passa per San Carlos de Bariloche, la Berlino argentina. Bariloche è nota da anni per essere l’epicentro della fuga dei criminali tedeschi in Argentina.

Qui, Reinhard Koops, ufficiale dell’intelligence nazista, ricercato per crimini contro l’umanità, è morto all’età di 86 anni. Una volta era la roccaforte dei nazisti in fuga, che qui hanno ricostruito un angolo di Germania.

L’architettura è in stile bavarese e non mancano i negozi che vendono cioccolato e altri generi tipicamente germanici.


Indagando a livello istituzionale, gli americani scoprono che la linea ferroviaria che raggiunge Bariloche venne costruita dai tedeschi già nel 1934, undici anni prima della fuga di Hitler.


I treni giungono da San Antonio Oeste, altra base nazista in Argentina, a 640 km di distanza. Il maggior utilizzatore della linea ferroviaria era il tedesco Geraldo Lahusen, che trasportava animali e persone fino a Bariloche.

Insomma, un dominio tedesco in terra argentina costruito con largo anticipo, rispetto alla guerra, per poter permettere una comoda via di fuga, con protezione politica e finanziaria, qualora le cose si fossero messe male.


Sempre qui, Erich Priebke, capitano delle SS, responsabile del massacro di 325 italiani alle Fosse Ardeatine, ha vissuto liberamente, facendo l’insegnante, fino alla sua cattura nel 1995.

Tanto per dare un’idea più precisa di che cos’è questo posto, occorre sapere che Bariloche è un remoto paese al confine con il Cile, isolato, inaccessibile e protetto dal resto del mondo


Casa Inalco, la villa sul lago

Secondo i documenti FBI, Hitler avrebbe vissuto per un certo periodo di tempo in una villa protetta nei pressi di Bariloche, la Casa Inalco. Il nascondiglio era perfetto. Si tratta, infatti, di una residenza a diversi chilometri dalla città, circondata da 180 ettari di fitta foresta e accessibile solo dal lago, nei pressi del quale si trova. Due isolette ne nascondono la vista. Nessuna strada raggiunge la villa. Tutto quello che si sa è che tutto quel terreno venne acquistato nel 1940 da Jorge Antonio, capo della Mercedes Benz in Argentina, uno dei primi nazisti ad essersi trasferito qui. La residenza venne completata nel 1945 e poi non se ne sentì più parlare. Il problema è che la villa ancora oggi è proprietà privata e che gli attuali proprietari, dei quali non si sa assolutamente nulla, non rilasciano permessi di alcun tipo.

L’imponente struttura di Casa Inalco sorge a una decina di metri dalla spiaggia, circondata da una fittissima vegetazione alle sue spalle.

L’ultima segnalazione: Hitler a Bogotà


Ma c’è un altro rapporto dell’FBI che suscita l’interesse della squadra americana. Il documento, datato 22 maggio 1948, colloca Hitler a Bogotà, in Colombia.

Secondo questa nota informativa, Hitler sarebbe giunto in aereo a Bogotà insieme a due medici tedeschi e a due piloti. Secondo l’agente dell’FBI, il gruppo portava i piani segreti per la bomba B3 Skyrocket e l’intera documentazione sulle armi nucleari tedesche. Una volta atterrati, il pilota avrebbe bruciato l’aereo e sommerso i resti nella vicina palude.


Queste informazioni corrispondono a quelle storiche in possesso del FBI. Risulta, infatti, che già nell’aprile del ’39 la Germania aveva lanciato l’Uranprojekt, per sviluppare armi nucleari tedesche in segreto. Quello del ’48 era l’ultimo rapporto FBI disponibile.


Considerando tutti gli elementi trovati, risulta che la Germania ha preparato con circa dieci anni di anticipo sulla Seconda Guerra Mondiale una base in America Latina per favorire un’eventuale fuga dei propri capi nazisti. Gli aerei che hanno lasciato la Germania sono giunti in Galizia, nella Spagna franchista; da qui i fuggitivi si imbarcavano con nuovi documenti e identità sugli U-Boot tedeschi; la prima tappa era Las Palmas, alle Canarie, dove i sottomarini facevano rifornimento; successivamente ripartivano verso la costa meridionale dell’Argentina; qui trovavano una rete logistico-finanziaria in grado di smistarli in vari centri protetti.

Dalle prove ottenute dall’FBI, e verificate dalla squadra di Bob Baer, risulta che effettivamente

"Hitler sia fuggito dal bunker"

e si sia rifugiato da qualche parte in America Latina, dove sarrebbe vissuto per un decina d'anni, come mostrerebbe questa fotagrafia.

Cosa resta, dunque, di questa grande e complessa indagine internazionale?

Considerando tutti gli elementi trovati, risulta che la Germania ha preparato con circa dieci anni di anticipo sulla Seconda Guerra Mondiale una base in America Latina per favorire un’eventuale fuga dei propri capi nazisti.

Ovviamente, sarebbe molto meglio se questa parte della storia sconosciuta fosse indagata e studiata dagli storici di professione, invece che dai giornalisti. Altrimenti, come spesso succede, la realtà finisce per diventare una specie di leggenda metropolitana sulla quale ognuno dice la sua.

A meno che, e questo è più probabile, non ci sia l’interesse di qualcuno per lasciare tutto così com’è.??????

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avv. Giovanni Salvati

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