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IL MESSAGGIO MISTERICO ESCATOLOGICO DI FRATE ELIA

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Messaggio misterico escatologico di Elia <

Chiunque sia l'ispiratore di questa incisione parla attraverso

" un codice simbolico escatologico"

ancora più difficile da decriptare, essendo un linguaggio persosi nel tempo, patrimonio di pochi”Iniziati all’Arte Reale” cosi segreto e incomprensibile da suscitare inevitabili perplessità da parte degli storici e degli esperti di Arte medievale, che avanzano dubbi sull'autenticità della "feretro" di Francesco e di Chiara, ritrovato dopo  800 anni da Fra Marino Bigaroni in un ripostiglio del Convento delle Clarisse ad Assisi, come del resto le stesse Autorità ecclesiastiche e  francescane, che stanno mostrando una totale indifferenza su un scoperta di questo Frate, per anni professore di Arte all'Università di Perugia,considerato uno dei massimi esperti di archeologia francescana, tanto che il suo Ordine gli aveva affidato il compito di esaminare i reperti più antichi risalenti alla nascita del movimento francescano.

Nonostante l'indubbia e conclamata esperienza questa recente scoperta, da Fra Bigaroni ritenuta autentica, non ha sortito l'effetto che ci si sarebbe aspettati, ma anzi esattamente il contrario, come del resto era già successo per Frate Elia , non essendoci alcun interesse a mostrarne il lato esoterico e mistico.

https://www.youtube.com/watch?v=sPQKlBoIGOs

Tutto è stato messo a tacere e Fra Bigaroni è stato isolato, con il tipico atteggiamento da me denunciato per Frate Elia in uno dei miei articoli sull'argomento.

“ FRATE ELIA E I FRATI TRE SCIMIETTE”

Questo strano ostracismo è ancora più incomprensibile, in quanto Fra Bigaroni, da me conosciuto personalmente, non mi è apparso un alchimista esoterico camuffato da frate, come era appunto  Elia.

Oggi, privati delle conoscenze dell’Ars Regia, la Scienza dei Savi, del tutto incapaci di raggiungere il livello esoterico e mistico di Frate Elia, come del resto quello dei Templari o dei Maestri Sufi, incontrati da Elia e molto probabilmente dallo stesso Francesco alla Corte del Califfo di Bagdad,  è pressoché impossibile decifrare tutto il loro profondo

<significato esoterico-escatologico>

e cogliere la portata storiografica del messaggio di Frate Elia,unico nel suo genere, intriso di “metafore allegoriche”, semplicemente perché è stato scritto nella "lingua simbolica", creata dagli  adepti per esprimere certe "verità occulte" dello spirito umano.




Questa misteriosa Lingua degli Uccelli (la sapienza degli Alchimisti),quella in uso tra i costruttori delle  Cattedrali gotiche, talmente segreta e indecifrabile da risultare del tutto incomprensibile ai "non adepti"
,come del resto mostra

"la serratura"



che non richiama le rozze serrature delle casse mortuarie del Santo del secolo XIII, più volte riprodotte nelle Tavole istoriate fondo-oro, ma mostrava delle sorprendenti analogie con quella della cassa mortuaria della beata Giuliana di Collalto,morta nel 1262, e ritrovata nell’isola della Giudecca.

La cassa, perduto il coperchio originale, è restata per secoli nel Protomonastero della Clarisse, avvolta da una cortina di silenzio favorita dal fatto che nessun estraneo poteva accedere nel luogo dove era custodita e

> nessuno <

anche dopo il suo inatteso ritrovamento, sembra ancora intenzionato  a mostrarla al pubblico, né tanto meno farne oggetto di un’accurata ricerca storica scientifica per attestarne l’autenticità. Ma soprattutto decriptare “il messaggio simbolico escatologico”, se – come sembra – sia stato lasciato a futura memoria da Frate Elia e dal "circolo esoterico" , che a Lui faceva capo  e che si presume abbia deciso di predisporre con molto anticipo

Siamo del resto convinti che questo raffinato lavoro di cesello non è affatto improvvisato, ma quasi sicuramente è frutto di un lungo lavoro preparatorio da parte di una ristretta cerchia di amici e fratelli di Francesco, i quali hanno deciso - come gli antichi "Sacerdoti egizi" - di predisporre già prima della Sua morte, avvenuta il 4 ottobbre 1226, non una semplice "cassa mortuaria",che avrebbe dovuto contenere in modo definitivo e perenne "le sue spoglie mortali ", Erano infatti persuasi che l'energia , emanata sal Suo immenso Spirito, non si sarebbe esaurita al momento del trapasso, ma avrebbe continuato a sgorgare dai resti mortali, che andavano preservati in "un contenitore speciale energeticamente attivo".

Capitolo 1°

> La Cassa del Mistero <

L'alzata del feretro è divisa in due rettangoli, ognuno a sua volta diviso da diagonali

Schema tavola di sinistra <


1) la tavola è divisa in quattro parti, con quattro distinti "Fiori della vita"



Ognuno dei "Fiori della vita" ha una distinta rotazione, legata molto probabilmente alle
"quattro  energie"
che compongono ogni essere vivente.



2) in ogni porzione è disegnato un “Fiore della vita” in mezzo a "due cerchi", all'interno dei quali - nell'intercapedine - sono riprodotti  > simboli < dell'acqua e della "Y" ?




3) il fiore della vita in alto è avvolto da "due cerchi”, restando però
> privo di
disegni simbolici< nell'intercapedine?


3) Nella porzione in basso e in quella a destra una “linea” unisce “tre petali” in modo assimetrico, non toccando le medesime "foglie", creando un movimento circolatorio tra le quattro energie?



che dovrebbe indicare l'aumento progressivo della  >la rotazione< dei sei petali in ognuno dei quattro
"Fiori della vita"



in modo da raggiungere
> la perfezione <





come evidenzia >il simbolo del Fiore d'oro< posto in alto al centro della

"tavola di destra" a conclusione del ciclo vitale, che segue
"il ritmo orario terrestre"
contrapposto a quello "antiorario cosmico"



> ? "Rotazione "Oraria" o "Antioraria" ? <


Quello che resta difficile comprendere è > lo schema numerico <
ma soprattutto
> la direzione  oraria o antioraria < che deve seguire
> l'energia vitale <




per raggiungere


> la rotazione perfetta e armonica dei "sei petali"




Lo schema predisposto da Frate Elia, altamente alchemico, ha una chiara



> valenza iniziatica



legata all'energia divina a
"Geova " > il nome di Dio < secondo la religione ebraica - cristiana



Gli Ebrei lo scrivono da destra a sinistra con quattro lettere
> Jod - Hé -Vau - Hé  < 



e lo pronunziano, accompagnandolo con la frase “
Benedetto Sia!”.
Ma generalmente utilizzano "Adonay" invece di Geova.



Bene, queste lettere non sono altro che > i Quattro Elementi < con i quali è formata tutta
la Natura e lo stesso Uomo.



> Fuoco-Jod - Acqua-Hé - Aria-Vau - Terra-Hé <



E sono due positivi (Fuoco e Aria +) e due negativi (Acqua e Terra -).



Acqua e FuocoAria e Terra formano > la vita < creando senza sosta altri esseri animati e inanimati.


La vita stessa s’irradia e si spande in tutto il corpo, in senso orario e antiorario, come energia vitale.


Questo  vuol dire che l’energia  divina è in ognuno di noi è quel Fuoco Sacro, quell’Acqua di Fuoco, che penetra nella Terra e si espande nell’Aria all’infinito.



“Ignis Naturae Renovatur Integra


il Fuoco della Natura non è quindi che Energia divina



che rinnova tutta
la Natura



Capitolo 2

> Schema t
avola di destra <


1) la tavola è divisa in  sei parti?



2) un "cerchio vuoto" è disegnato  nella > porzione centrale < in alto a destra


Questo "cerchio vuoto" è posto nell'angolo estremo insieme al

"Fiore della Vita"



dovrebbe rappresentare la conclusione del "ciclo vitale", con un inizio
rappresentato appunto da
> un cerchio vuoto <



Che lentamente comincia a roteare al ritmo della vita



e potrebbe voler indicare  il ciclo della morte e della rinascita
dello Ying e dello Yang ,seguendo lo schema orientale.



Ma è più probabile che Frate Elia si sia avvalso dello 

"Schema della Genesi"



La storia della creazione
raccontata nella Bibbia è  infatti la base della tradizione ermetica occidentale legata alla Geometria Sacra.


> Significati simbolici <

Nella sua forma più semplice il Fiore della Vita, chiamato anche
"Sesto giorno della Genesi"



poiché ottenuto dalla 'rotazione' di > sei cerchi o sfere <corrispondenti ognuna ad un giorno della Creazione, rappresenta la struttura interna del Creato, ed il suo completamento.



La prima sfera era attorno a Dio nel primo giorno della creazione



Il giorno seguente Dio



creò un'altra sfera



il centro di questa sfera si trova ovunque sulla superficie della prima sfera.



L'intersezione delle due sfere è detta Vesica Piscis





che la scienza moderna individua nella geometria dello stato di
> fotone della luce <



La Sacra Bibbia dice che Dio ha creato la luce il secondo giorno


Vesica Piscis



Simbolo della Cristianità




La creazione di Dio
è continuata per 7 giorni, ogni volta viene proiettato il centro di un'altra sfera sulla superficie della sfera precedente.

Contando la progressione delle sfere nello schema della Genesi
si arriva a  > 7 <



esattamente il numero di giorni servito a Dio per creare il mondo come scritto nel primo libro della Bibbia
> la Genesi <


Ecco perché è detto
> Schema della Genesi <



riprodotto nel celebre dipinto Leonardesco
> l'ulima cena <
Se continuiamo la creazione di Dio allo stesso modo,ma
arriviamo alla rappresentazione del Fiore della Vita



figura  simbolica riprodotta  in tutto il mondo, come decorazione su strutture e monumenti sacri dell'antichità.



E' stata trovata in templi in Egitto con l'aggiunta di 
> due cerchi esterni <
che indica che il Fiore di energia a livello umano non può ulteriormente espandersi. 



Questo è forse il motivo che ha indotto ad aggiungere i cerchi esterni
anche sulle chiese romaniche



Non si sono trovati > simboli < che continuano il processo di creazione oltre lo schema del
Fiore della Vita



In qualche modo nei tempi antichi, questo schema della creazione è stato limitato al Fiore della Vita.
?forse volevano nascondere qualcosa?

Frate Elia sembra invece volerlo indicare e farlo scoprire !!??


L’iniziato entra in una sfera animica (i piccoli misteri),
non essendo più condizionato dalla sfera fisica



e si prepara ad accogliere la sfera spirituale (i Grandi misteri).



L’iniziando deve creare dentro di sé  la prima madre e il primo padre (ossia i primi semi)



per generare
"un nuovo essere realmente divino”


che ha in sé le caratteristiche di maschio e femmina, solare e lunare,cioè
i due fratelli dell’Ars Regia



Zolfo e Mercurio, Sole e Luna, Spirito ed Anima.

Sicuramente un’opera del genere la realizza solamente un Alchimista che lavora nel proprio fornello, o Athanor, per trasmutare e rettificare la propria materia, il proprio
> laboratorio alchemico <

Solo intraprendendo questo cammino può riuscire a superare la soglia coscienziale tipicamente “ terrena” che lo conduca ad una forma di consapevolezza unitaria


La vita - come mostra questo emblematico disegno  - resta

"un  puzzle"

e non sempre si riesce a trovare l'ultimo pezzo
> la sesta foglia <

che manca per chiudere il fantomatico

"CERCHIO"


3) Come sembra confermare “la palma” con "cinque foglie", disegnata nella sezione  mezzana inferiore, di cui solo > le due foglie in bassorisultano formate, avendo > una linea < che taglia a metà la foglia.
Le "tre in alto" non mostrano
> alcun taglio <



Altro elemento di difficile"decodificazione", perchè legato a diverse possibili interpretazioni simboliche?



4) Una "semicirconferenza" - seguendo il disegno fatto riprodurre  manualmente da Fra Bigaroni - unisce > la foglia bianca < in alto alla terra.


Capitolo 3
> Decodificazione <
? possibili interpretazioni simboliche ?

In realtà - ad un esame più attento della " foto" pubblicata-  ci si accorge che "la circonferenza" continua, toccando anche > la terza foglia bianca < sulla destra avvolgendo tutta "la palma"e fermandosi alla stessa altezza da terra da dove è stata fatta partire?



Non è quindi facile comprendere > il motivo < che ha portato l'incisore a non completare le
"tre foglie bianche" in alto,
ma - servendosi del metodo indicato da  Alfredo Di Prinzioin un interessante articolo ritrovato su internet, fa alcune considerazioni, che condividiamo pienamente di cui ci siamo servito nel cercare di comprendere il profondo significato di  questo
" messaggio mistico escatologico"



se ne comprende facilmente il significato
simbolico ( tenendo conto appunto del significato dei simboli presenti nel disegno), quello "analogico", utilizzando le opportune  analogie, 
arrivando cosi "
anagogicamente" a scoprire 

>  il vero messaggio spirituale nascosto <




Il
ciclo continuo della "vita"





e della "morte", che segna il tempo di ogni pianta.



> Lo sviluppo della coscienza e dei 5 sensi <

Il > 5 < rappresenta infatti l'uomo, ma allo stesso tempo simboleggia l'Universo, la Volontà Divina, la quale aspira solo all'ordine ed alla perfezione. Il > 5 < è la metà del > 10 < e svolge un ruolo di mediazione tra Cielo e Terra, il punto dove le energie celesti si incontrano e dove si manifesta il elemento > l'etere< ovvero l'Energia divina.



Spetta ad ogni individuo sviluppare le "cinque parti" del suo corpo



L’uomo è un essere atomico, con > energia vitale e pensante < in tutte le parti del suo corpo e non solo, come ritengono a torto ancora tante persone, nella testa e nel cervello.


La nostra coscienza
si esprime attraverso varie

> frequenze <

influenzando ogni parte del nostro corpo.

Le scienze e le religioni orientali da tempo immemore hanno sempre considerato
>  la natura<
in tutte le sue espressioni  animate o presunte inanimate pregna di energia vitale e pensante e Frate Elia in questo suo messaggio alchemico "parla" a chi ha "orecchie per intendere" nel tipico
>  linguaggio simbolico -analogico -anagogico <




5) Nelle due porzioni sulla destra sono infatti riprodotti “due cerchi” identici a quelli  disegnati sulla tavola di sinistra senza il fiore della vita




L'energia maschile (Solare) si incontra con l'Energia femminile (Lunare)




inseminando > il cerchio vuoto < in alto a destra, facendo cosi germogliare " la palma" con 
? " due foglie vive"
e "tre in formazione"?



Il messaggio misterico-escatologico dovrebbe quindi simbolicamente indicare
> come nasca e si formi
<
" il primo seme della vita"


Questo "Elemento" è sicuramente il più difficile da comprendere!
6) Nella porzione in alto a sinistra appare  appunto  "il germe" del "Fiore della vita" all'interno di un "cerchio" senza disegni?
Potrebbe però indicare anche un necessario e indispensabile
> salto quantico <



Salto quantico espresso simbolicamente dall'unica
>sezione vuota<
posta alla sinistra del  sinistra della pianta con cinque foglie.
Infatti nella sezione successiva ricompare, all'interno di un 
> solo cerchio <"il fiore della vita", ripreso nella tavola a sinistra della serratura, questa volta con > due cerchi< senza alcun simbolo all'interno, come riprodotti delle altre tre sezioni.


Si tratta chiaramente di un > codice segreto < come quello legato al disegno leonardesco
"L'Uomo di Vitruvio"



Ne abbiamo data una lettura esoterica  nell'articolo
" la chiave massonica per la quadratura del cerchio"
e forse Elia si avvalso dello stesso approccio simbolico seguito dai cabalisti ermetici con le
"10 sephirot"


La maggior parte degli studiosi  di questo "simbolo" ideato da Leonardo da Vinci ha infatti concentrato la ricerca  su determinate proporzioni geometriche e matematiche, ormai conosciute e studiate nei minimi particolari, ma non ha tenuto in debito conto il "lato esoterico" del "Maestro da Vinci" e  di come era uso inserire nelle Sue opere, come molti artisti, "messaggi criptati" e non vi è dubbio che Leonardo - come lo stesso Frate Elia mostra nelle sue operazioni alchemiche - stabiliva > il significato esoterico < di un'intenzione e l'impiego di > un simbolo< secondo una ragione specifica, secondo "i principi" della > Scienza simbolica < da Lui  perfettamente conosciuti e con cui - come altri artisti "adepti" - indicava in modo criptico > l'unione < dell'energia attiva ( maschile e solare) con quella passiva ( femminile e lunare ), della natura umana con quella divina



Elia
sembra proprio avere seguito lo stesso

< schema analogico-anagogico >



L'Uomo Vitruviano, dal punto di vista mistico è > il simbolo < scelto da Leonardo per indicare quale sentiero debba intraprendere l'uomo per far si che la Sua "anima" possa  progressivamente purificarsi, adattandosi all'energia cosmica, che lo circonda e risalire, di ottava in ottava> 888 < verso  l'unione con

> il Principio Primo <

Capitolo 4
Una chiave di lettura <

Ma forse - come abbiamo avuto modo di sottolineare nell'articolo qui richiamato la chiave di lettura del  significato altrettanto misterico ed esoterico di quest'incomprensibile

"Codex Frate Elia"

ce lo porge un altro strano > disegno < ricevuto  da una "persona" che, come spesso capita nella vita, ho incontrato  "per caso" per poi sparire immediatamente e mai più reicontrarla.

Lo studio di questo "disegno", che rappresenta > due compassi incrociati < con apertura angolare inferiore a 90°segue schemi e simbologie massoniche, più o meno comprensibili e decifrabili per "gli addetti ai lavori" , come > il cerchio < inscritto in un < triangolo isoscele <  cosi caro a Platone
con gli angoli alla base di 72 gradi e l'angolo al vertice di 36 gradi.
Ma un esame più attento si ritrova > la risposta ermetica< al famoso irrisolvibile "quesito" legato alla

> quadratura del cerchio <



Già dall'antichità si usarono >
figure geometriche complesse < risultanti dalla composizione di più di esse,
per effetto di iscrizioni successive l'una nell'altra, per indicare,
seguendo gli schemi della
> Geometria sacra<> Geometria di Dio <

"il cammino dell'opera"



Nulla di mistico/esoterico, nulla di vago o legato a credenze particolari:
semplice osservazione e comprensione del linguaggio matematico con cui tutto del cosmo si basa.



Il grande Galileo Galilei così si espresse in merito all'Universo:



"L'Universo non potrà essere letto finché non avremo imparato il linguaggio ed avremo familiarizzato con i caratteri con cui è scritto.



E' scritto in
linguaggio matematico, e le lettere
sono
>
triangoli, cerchi, quadrati <



ed altre figure geometriche
, senza le quali è umanamente impossibile comprendere una singola parola.




La materia prima degli ermetisti è all'inizio del processo > caotica < ed è stata simboleggiata in un cerchio

> il caos elementare <

E' il "drago mercuriale" > l'Ouroborus < il serpente che si morde la coda. Esso trova corrispondenza nel "Vas electionis" umano, il cranio > il Calvario < entro cui deve avvenire tutto il processo alchemico

> il passaggio dal nero al  bianco <

che gli antichi romani identificavano con il Dio Giano .


Janus Bifrons l'antico dio italico > Padre di tutti gli Dei "solstizi" che erano considerati "porte", dal Solstizio d'Inverno entrano gli "Uomini", dal Solstizio d'Estate escono gli "Dei".
> Giano è il Dio delle soglie <



Il volto
di Leonardo - con i capelli neri e l'occhio verso l'alto a destra e i capelli chiari e l'occhio dritto a sinistra - è inscritto in un quadrato, a sua volta inscritto in un triangolo, intorno al quale si ricostituisce un cerchio come unità nuova > simbolo della nuova unità raggiunta <

Il rapporto
tra la superficie del cerchio interno e quella del cerchio esterno è  da
> 1 < a > 8
Il cerchio più grande è
> un'ottava superiore < a quello più piccolo 
il messaggio simbolico è
che :

> l'Adepto è superiore di un'ottava all'uomo normale <

E Bernardo di Chiaravalle si è servito di una delle tante Abbazie fatte costruire da maestri comacini, iniziati all'Arte Reale, per incidere sulla pietra lo stesso messaggio

Capitolo 5

Abbazia di Chiaravalle di Fiaste


la porta segreta verso l'infinito

Bernardo di Chiaravalle, il più famoso monaco cistercense, vissuto nell'undicesimo secolo, durante le prime crociate, oltre che  ispirare la creazione della più famosa cavalleria sacra, i Templari, fu uno dei massimi esperti nella costruzione di edifici sacri, essendo un iniziato, profondo conoscitore dell'Arte Reale.

Se ne ha un'indiretta dimostrazione esaminando con attenzione il due portali di ingresso dell'Abbazia di Chiaravalle di Fiaste a Tolentino-Ubisaglia nei pressi di Macerata



Lo stesso colore scelto per le colonne del refettorio

Le colonne  appaiono di color marmorio colorate


esattamente dello stesso materiale che si ritrova a Castel del Monte presso Andria

Tempio, dai contenuti altamente esoterici legati  ai poliedri platonici


e al numero

< 8 >

Se ne ha una conferma osservando le basi delle colonne della portale principale, in cui sono riprodotti cerchi e quadrati e per ultimo un

< ottagono >

L'utilizzo di queste colonne con i poliedri platonici ha un preciso significato misterico.


Nell'Abbazia i 12 Maestri iniziati all'Arte Reale, inviati da Bernardo, indicano attraverso i colori e i simboli geometrici posti alla base delle colonne, indicano agli adepti che nella Chiesa si deve lavora sulle energie terrestri e celesti



seguendo i ritmi delle quattro energie della Terra, dell'Acqua, dell'Aria e del Fuoco, seguendo lo schema del 4 (terra) + 3 (cielo) + 1 (infinito).


Lavoro essenzialmente spirituale, eseguito in un luogo alteramente energetico creato con l'energia eggregorica dei fratelli passati e presenti. Impostazione tipica circestense.



In Castel Del Monte si lavorava in gruppo, spostandosi di stanza in stanza, dopo una lunga preparazione al piano terra. Solo ai più preparati e aperti era consentito portarsi ai piani superiori.

Capitolo 6

Il cammino dell'iniziato

Se questa lettura dei mille messaggi stratificati nella pietra fosse compreso nella sua intima essenza, anche Elia ha voluto indicarci che colui che intende raggiungere livelli spirituali più elevati, purificando il proprio

"Fiore della Vita"

dalle scorie terrene, deve essere  capace - come Francesco e tutti gli iniziati che lo hanno preceduto e che seguiranno lo stesso cammino iniziatico -  di fare l'indispensabile e necessario

> il salto quantico" <

sviluppando progressivamente le cinque energie prime, rappresentate simbolicamente dalle "cinque foglie"


> Fuoco, Acqua, Aria, Terra, Etere <



in modo da raggiungere il livello massimo consentito ad ogni essere vivente, aggiungendo, come nelle antiche leggende dei Sacerdoti Druidi, la parte mancante all' Albero della vita



> il sesto petalo<

al proprio "Fiore della Vita"



rappresentato nel disegno dal "fiore esagonale" posto nella spazio centrale.




Nella > porzione centrale in alto < appare infatti un "Fiore della vita" all'interno di "due cerchi" con simboli disegnati in modo identico  a quelli della tavola  a sinistra, ma "il Fiore della vita" appare in posizione diversa, 



perché posto all'interno di un > esagono < che riproduce le posizioni della serratura.



Capitolo 6
>
La Serratura <



Sul lato di prospetto, in alto, la cassa porta  un’enorme > serratura rotonda < in lamina di ferro, traforata tutt’intorno da una corona di archetti a sesto romanico che circoscrivono 
> una rosa grande a sei foglie <
intercalate da > sei occhielli < per i chiodi che la fermano al legno.



Vi si apre "la toppa" della > chiave < attaccata al muro



e "l’asola" per il nasello del "fermaglio" che scende robusto, sagomato ad arte, a forma di > Tau < assicurato in alto al coperchio.



Questa “serratura”, come del resto “il disegno” inciso a fuoco sul lato della cassa
“parla”
nel linguaggio degli alchimisti



pressoché incomprensibile e inaccessibile se non ad "iniziati" come Leonardo, che ne ha dettato
"il Codice segreto" in tutti i Suoi dipinti.


1) C'è "un esagono" a forma di "stella di Salomone" con "due triangoli", fermati da "sei chiodi".

2) l'esagono è  avvolto in un cerchio con > 22 < finistrelle" o " porte".. come nel classico "Rosone" al centro delle facciate delle chiese medievali.



> 22 porte < che richiamano > i 22 arcani maggiori <
che segnano "le tappe" di ogni essere vivente  attraverso
> il ciclo infinito delle stelle <



3) Il perno che entra nel >  buco < della serratura mostra > " quattro linee orizzontali" < sulle quali poggia un perno più piccolo  con > “tre"< dislivelli,  con un chiaro riferimento al simbolismo dei numeri:

"3" + "4" >  " 7" <

>  "6" + "6" > "12" <

4) nella parte bassa del > perno < ci sono altre due linee orizzontali

> "4" + "2" > "6"<



"Il simbolismo arcano dei tarocchi"




si unisce e parla attraverso il
"simbolismo ermetico dei numeri"


Capitolo 7
> Simbolismo ermetico dei numeri <

Il percorso dal mondo greco verso la cultura occidentale fu segnata per primo da Agostino. Alla metà del XII secolo il cistercense Odo di Morimond sosteneva  che i numeri sono superiori alle cose, perché alcuni simboli numerici precedono le cose stesse, come ebbe modo di chiarire Fibonacci, scoprendo la famosa "spirale aurea"


Questo > rapporto armonico < è rappresentato dalla
>spirale logaritmica <
detta anche "spirale aurea", attraverso la quale lo sviluppo armonico della forma è legato alla necessità degli esseri viventi di accrescere "secondo natura" in maniera ottimale e meno dispendiosa possibile.



Che genera l'intero linguaggio della creazione



In quel secolo l'interesse per > l'allegoria del numero < si arricchì del rapporto esistente tra microcosmo e macrocosmo, che fu espresso in termini numerici, ossia
archetipi matematici <


Il numero otto nelle scritture si riferisce al giorno che segue l'ultimo della creazione e il giorno dopo la Resurrezione di Cristo



Esso non  si aggiunge al > settimo, la pienezza della perfezione, perché > ottavo < è il giorno dopo il  quale non vi sarà più inizio di nulla: è il primo e l'ultimo giorno della
>  settimana senza fine <



tempo che si compie nell'eterno, come bene evidenviato nella Basilica di Collemaggio a L'Aquila, in cui Celestino V , con l'aiuto dei Templari, ricostrui - come a Chartres - il Labirinto, che nasconde 



> Il Segreto dei Tre 888 <



Questa  > correlazione tra 7 e 8 < indica il ritorno definitivo della creazione nel seno di Dio.

Il  sei (2 x 3) è numero della creazione

Il sette il numero della storia della salvezza o dell'Antico Testamento

l'otto è quello della consumazione della salvezza o del Nuovo Testamento

Il dodici (3 x 4) è il numero della durata




Il
quadrato
di questi > numeri primi è legato, secondo una lettura ermetica, a 7 energie planetarie e precisamente:

1)      3 x  3  <>  Saturno
2)      4 x  4  <>  Giove
3)      5 x  5  <>  Marte
4)     6 x  6  <>  Sole
5)      7 x  7  <>  Venere
6)      8 x  8  <>  Mercurio
7)      9 x  9  <>  Luna

Seguendo questa tradizione >  i numeri < sono
> il principio, la fonte e la radice di tutto <


Capitolo 8
> ALEF <
> La lettera A < l’Alef > il Numero 1 <



l’Unità
da cui tutti i numeri nascono e sono formati, è



> la prima emanazione divina, la prima energia increata <



che contiene in sé le successive come > il bianco < ha in sé tutti i colori dello spettro continuo; da essa sorgono tutte le successive energie increate.

È la prima manifestazione dell’azione di Dio
>la Sfera Rossa<




la volontà-amore, la corona di Dio, il potere direttivo e ordinatore, il dominio su tutta la creazione


> il Principio di tutto ciò che è, che era e che sarà <



L’Alef <> l’Unità 
< la Potenza Suprema <> Il Murrakaba >




si manifesta e si rivela tramite
> un veicolo o corpo <



la cui figura è un’immagine sintetica formata da 3 simboli di animali nominati da Adamo per ordine di Dio



il Toro, il Leone, e l’Aquila, sopra i quali il volto dell’Uomo.
Leone
e Aquila sono due simboli che indicano regalità, dominio e potere in cielo e in terra e costituiscono con il Toro il corpo igneo dell’Alef.



Le 4 figure regali indicano il dominio sui 4 Regni della Natura vivente.



Lo sforzo continuo degli autori cristiani e anche di San Bernardo, fu di purificare la scienza dei numeri da ogni riferimento alla divinazione astrale.



Essi rinviano quasi sempre a una frase del Libro della Sapienza che è la più citata. Il versetto costituisce una specie di consacrazione di tale scienza:

“ma tu (cioè Dio)hai disposto tutto  con misura, numero e peso e definisce il carattere fondamentale del bello e dell'estetica”
.


Il numero > quattro < per esempio rappresenta i punti cardinali, le fasi della luna, i sensi, le stagioni e che nella cultura classica è l'elemento costitutivo del tetraedro di Platone, o il numero costruttivo dell'uomo di Vitruvio, significa la perfezione morale (immanenza, cioè l'espressione della perfezione divina nel creato). 




Capitolo 9
> La magia del numero «5» <

Il «5» è un numero che, nel mondo profano, ha di per sé avuto una parte di rilievo in quasi tutte le arti e le scienze dell’uomo

-          Il «numero 5» gode di particolare importanza in natura, lo ritroviamo infatti in molti esseri viventi, ad esempio

-            «5» sono le dita delle mani e dei piedi dell’uomo e sempre

-          «5» sono i sensi umani e dei mammiferi:
udito, olfatto, vista, tatto, gusto.

-          Molte specie di stelle marine hanno 5 arti.



-          Nei vegetali, il «5» è riscontrabile in molti elementi



il basilico ha dei piccoli fiori bianchi con 5 petali e 5 stami.



le viole hanno un particolare fiore a 5 petali (due posteriori, due laterali e uno anteriore) che varia dal blu-viola al giallo



Ci sono poi altri fiori a 5 petali come il giglio. 



la rosa canina, la petunia, il gelsomino, il fiore d’arancio, il fiore del melo



-           La mela, se sezionata trasversalmente, presenta 5 logge ovariche, contenenti ciascuna due semi ovoidi.


Anche le foglie di alcune piante hanno forma pentagonale, come la foglia della vite, del platano o dell’acero, tutte con 5 lobi di forma appuntita.

 





«La pianta a cinque foglie» o «il fiore con cinque petali»



presenti in tante chiese mediovali di stampo templare





sono
da sempre legate al simbolo
della

> Stella a cinque punte <



Capitolo 10
La Stella a cinque punte <

La Stella a 5 punte è > simbolo < dell'Uomo in via di rigenerazione, come ogni pianta, ogni fiore, ogni essere vivente.



per progressivamente avanzare verso l'autunno e il mortale inverno



e cosi via > di stagione in stagione < fino alla notte dei tempi.



Nelle raffigurazioni massoniche si trova spesso > l'Uomo inscritto nella Stella a cinque punte> (la testa nella punta superiore, le braccia nelle punte laterali e le gambe nelle punte inferiori).



Nella Stella a 5 punte è presente anche la «religiosità » dei massoni, che hanno il proprio “simbolo esoterico” nella «Stella Fiammeggiante» ,



in cui < nel mezzo >
campeggia una «G» , che la massoneria italiana identifica con
«Geometria» o «Generazione»
mentre quella anglosassone propende per 



«GOD» «DIO»



Il Pentagramma (o Sigillo dell'Uomo), perciò, è il simbolo dell'umanesimo iniziatico


Il Pentalfa è un simbolo ideato da Pitagora, dopo che ebbe risolto il problema del segmento aureo.
Il termine significa «cinque alfa», ossia cinque principi.



Ai > quattro < già convalidati da Empedocle, Pitagora ne aggiunse
> un quinto <
che è unitario, ovvero la natura.



Il Pentagramma era dunque il simbolo dei pitagorici, ed era tracciato con una circonlocuzione che significava > un triplice triangolo <intrecciato.



Ogni punta di questa > Stella < simbolizza una delle qualità che, secondo la religione egizia, reggono il Mondo. Questi cinque distinti principî sono:
Fuoco, Acqua, Aria, Terra ed Etere



Il modo di svilupparsi dei cinque principi è il seguente:
- La Causa, padre, principio attivo, maschio e creatore; rappresentato dal Sole (Fuoco) è Osiride, padre di Luce simbolizzato dal «ptàh» egizio, Triangolo e Piramide.





Osiride
è infatti il  dio nascosto nelle braccia del sole



E
vocato nella celebrazione dei Due Occhi di Horus,  come riferisce Plutarco:
Negli inni sacri di Osiride viene invocato – colui che sta nascosto nelle braccia del sole – e il trenta del mese di Epifisi (27 maggio - 26 giugno, quindi al solstizio) si festeggia la nascita degli Occhi di Horus: in questo giorno, infatti, anche la luna e il sole si trovano sulla stessa retta, e per gli egiziani non solo il sole, ma anche la luna sono Occhio e luce di Horus (Iside e Osiride 52).


- La Materia dominata, madre, materia, femmina, natura passiva (Acqua); è la natura adorata sotto varie forme: Luna, Cibele, Venere, Cerere e Iside.


- L'Intermediario, il seme, lo sperma, il fluido vitale; rappresentato dal mezzo della riproduzione, il fallo («fallus», «fallòs») è l'Aria, lo spirito di vita,



il fluido magnetico del Sole
identificato dagli egizi nel dio Thoth e dagli altri pagani in Eros, Bacco ed Hermes.

- L'Effetto, la fertilizzazione; è identificata nella Terra, madre di tutti i corpi in cui si sviluppano i vegetali e i minerali.

- Il Risultato, la creazione di > una nuova vita < destinata a conservare la specie; questo è il quinto elemento, l'Etere, l'Horus egizio che ha generato > la Stella Fiammeggiante < dei massoni, il Pentagramma

Capitolo 11
> l'Adepto Deificato <


Nel “De Iside et Osiride” di Plutarco. Ierofante di alto grado presso il tempio, appunto, di Iside a Delfi cita  un verso appartenente ad una tradizione misterica che era antica già allora:
“Il fuoco sbocciò con cinque rami

Ebbene, il frammento di Plutarco appena citato non contiene soltanto l’idea dei “cinque rami”



ma evoca anche  > un fiore di fuoco < alludendo così al “fuoco” attraverso cui doveva passare il neofita ai suoi primi passi.



Si comprende così come l’espressione “cinque ramidi Plutarco indichi qualcosa che va al di là del comune essere umano.



Dopo essere passato attraverso le fiamme dell’iniziazione, l’uomo diventa un  uomo purificato, perché
> il fuoco ne ha bruciato le scorie <



Nella tradizione alchemica, in cui la combustione delle scorie per rivelare l’oro interiore costituisce uno dei temi principali



l’uomo-pentagramma
è chiamato stella microcosmica



«Nei testi ermetici più tardi > l’uomo eterico a cinque rami < è espresso dall’immagine dell’
> uomo-pentagramma <




che tanto ossessionò Paracelso e che Agrippa, conoscendone le origini arcane, tentò di collegare con i pianeti.



Nell’antico Egitto l’eterico dai “cinque rami” era simboleggiato da uno dei geroglifici più importanti,
> lo sba <
a forma di stella, così strettamente associato alla morte da figurare in molte tombe.»



lo < Sba > dell’Egitto Faraonico è sì una stella, ma non una stella qualsiasi, perché è > la stella a cinque punte <, ovvero > il Sacro Pentalfa < che può essere tracciato unicamente all’interno del pentagono regolare inscritto nella circonferenza!



Nell’antichissima simbologia egiziana – madre di tutte le simbologie – la stella a cinque punte raffigurava anche Horus che, ricordiamolo, è figlio di Iside e di Osiride.



I simboli rinvenuti sull’alzata della cassa sono coevi con la costruzione della Basilica Inferiore di Assisi e quindi risalenti al 1230, data in cui venne completata e si poté  traslare  la salma di Francesco dalla Chiesa di San Giorgio nel “sarcogafo di pietra”.

Il Fiore della vita è > il simbolo di resurrezione <



ed è spesso riprodotta per adornare i monumenti sepolcrali e le colonne delle chiese.



Riproducendo le forme della natura, l'uomo se ne concilia le forze e la sua geometria frattale, atta a captare le energie sottili per poi convogliarle nelle colonne del tempio, ne spiega così l'abbondante utilizzo in tutta la storia dell'uomo, a cominciare dalle culture egizie e greche,poi trasfusasi in quella templare,che vede nella
“Rosa mistica” e nel “Fiore dell’Apocalisse
un ulteriore simbolismo legato all'Ordine templare che mettono in evidenza  l'aspetto duale del simbolo che essi rappresentano, cioè le opposte ma complementari polarità:
terra-cosmo, sole-luna, yin-yang ecc



Capitolo 12
> la Rosa
mistica <

La Rosa Mystica: un simbolo Templare. "Dat rosa mel apibus" motto che compare nel frontespizio dell'opera "Summus Bonum" dell'alchimista rosacrociano R. Fludd.


La Rosa è uno dei più remoti e universali simboli iniziatici.
Icona che rappresenta la completezza, il raggiungimento totale del fine,
> la perfezione <



Per la tradizione arabo-orientale > la rosa < è il simbolo di un percorso metafisico realizzativo pratico, che mira alla trasformazione profonda della coscienza.



Per i Sufi del XII sec. questo > sentiero mistico < era chiamato
"Sebil-el-Uard"ovvero" la Via della Rosa" 



Era inoltre in uso presso gli antichi Cristiani celebrare la Pentecoste, detta anche, "Pasqua delle Rose" scambiandosi il fiore, a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.

Essa è il simbolo dell’anima che dopo il percorso di discesa, e dopo aver abbandonato la zavorra accumulata nel mondo, si avvia alla risalita.


La Rosa è il simbolo dell’Amore, dell’Amata  e dell’Amante, desideroso della "mistica unione" come si evidenzia nella mistico e alchemicho
"rosarium  sequence"


come mostra questa sequenza di immagini tratte dal "Liber philosoforum"



L'amore infatti, è unione, annullamento del dualismo, della separazione e ritorno all'androginia primordiale, quindi un modo di pervenire al centro.



L'Ordine dei Templari entrato in contatto con l'esoterismo arabo fece suo ed utilizzò anche questo simbologia.


Questo linguaggio simbolico ha perenne validità, proviene dalla Tradizione Sacra, metastorica e metafisica, alla quale hanno attinto tutti i popoli: così per la letteratura cortese e cavalleresca, dell’Islam dei Sufi, del Medio Evo cristiano e dei Tantra indù.


La Rosa Mystica trova un suo corrispettivo orientale nel



> Loto dai Mille Petali <

Il Loto dai Mille Petali: nella tradizione Induista è conosciuto con il nome di Sahasrara chakra o della corona.



Si trova sulla sommità del capo, è > il chakra < che presiede il contatto con la Conoscenza Divina, determina l'apertura e la dilatazione della coscienza con lo sviluppo dell'intelletto ed uno stato di contatto e comunione con la forza creatrice dell'universo



> il Potere Divino onnipervadente <



Capitolo 13
>
Il Fiore dell’Apocalisse <

Questo tipo di figura radionica è presente in molte opere alchemiche e mistiche medievali.



nonché orientali



Una costruzione simile è presente anche tra i glifi di Giordano Bruno.



Essa rappresenta> l’Apocalisse < nel suo significato di

> Rivelazione del Divino nell’Uomo <

Il fiore (che scaturisce dall’interazione di quattro porzioni di cerchi) ha quattro petali, cioè
i quattro elementi (Fuoco, Acqua, Terra, Aria)



perfettamente armonizzati, che in tal modo rifioriscono per generare
>l’Armonia<



Inoltre ogni petalo ha anche valenza dei >Quattro Esseri< dellApocalisse (Uomo, Aquila, Toro e Leone)

spesso riprodotti ai quattro angoli del "Rosone" posti sulla facciata delle chiese mediovali e le Basilica di San Francesco e di San Ruffino ad Assisi ne sono un classico esempio 



La rosa del Tetramorfo
(i quattro Evangelisti) è una caratteristica dell'Italia Centrale, praticamente assente al nord come al sud dell'Italia.



Ne offre conferma Gioacchino da Fiore nel Liber Figurarum“.



Nelle "Ruote" di Ezechiele paragonabile al simbolo preso in esame, il saggio pone
i quattro cerchi, i quattro evangelisti o i quattro elementi, sui due anelli che rappresentano
la perfezione nel dominio dei due mondi, cielo e terra, acque superiori e acque inferiori.




Una geometria armonica di perfezione della Creazione e dell’
Uomo Divino



Anche nel  "messaggio alchemico-escatologico" ritrovato sul "feretro" di San Francesco e Santa Chiara è possibile osservare > figure  di cerchi< doppi e tripli, legate alle teorie di
Gioacchino da Fiore sul rapporto in natura tra "suoni" e " colori".



Capitolo 14
> il mondo dei suoni e dei colori <

Le scienze
e le religioni orientali
da tempo immemore hanno sempre considerato > la natura < in tutte le sue espressioni animate o presunte inanimate pregna di energia vitale e pensante.

Lo spazio è un‘energia atomica piena di miriadi di forme viventi.
Lo spazio non è vuoto: è pieno di colori, suoni, vibrazioni: forme di una sola sorgente di energia che si differenzia a seconda delle frequenze di vibrazione e del mezzo di conduzione.



Il mondo è intriso di mille colori che si accendono e si spengono ad un ritmo frenetico. L’energia scorre in ogni sostanza, in ogni oggetto, in ogni essere.Le piace aggregarsi e disperdersi nei più svariati colori e ritmi. Qui rallenta e quasi si ferma, li corre e vola via sparendo alla vista e all’udito.



Ogni colore manifesta una parte dell’energia dell’Universo.

Anche l’uomo, come tutto ciò che lo circonda, animato e inanimato, sprigiona suoni e colori,ma non tutti se ne accorgono e li ascoltano.



L’energia ci scorre dentro e vibra di  mille colori e suoni 
che noi non riusciamo a percepire.


Diverse teorie cercano di spiegare scientificamente l’esistenza di questa energia



V
edasi Foto Kirlian, con le quali di riesce a riprendere < l'energia > intorno
> ai polpastrelli della mano <




> alla testa <



ma nessuna riesce ad essere del tutto convincente, il che spinge i teorici ortodossi a confutarle e a schernirle, nonostante si misuri l'energia emanata dal cuore con l'elettrocardiogramma e quella del cervello con
l'elettroencefalogramma.



Basterebbero alcune elementari nozioni di fisica atomica e subatomica per capire che i fenomeni ondulatori e vibratori (luce, elettricità, calore, onde radio, raggi cosmici, energia di ogni specie) non sono situazioni abnormi della realtà, ma anzi > le chiavi < stesse per capire
l'essenza dell'Universo.



Tutta la materia è potenzialmente
energia, non è ferma, anzi è un'eterna vibrazione, un eterno movimento circolatorio osegmantato di particelle di energie, che formano infinitesimali e vastissime reti di stutture atomiche e molecolari.



Non è facile infatti dimostrare ad una persona pragmatica e positivista che tutta la vita è vibrazione e che l’intera scala della vita è > colore < ma soprattutto che l’uomo sia un > essere colorato < ed emetta determinati colori, ma anche > note della scala musicale < e particolari suoni armonici, come da tempo immemorabile molte culture antiche,  riconoscono ed accettano,come i cinesi, che le hanno studiato, individuando note ed arpeggi in ogni parte del corpo, come ben evidenziato nello schema sotto riportato.


Suoni
e colori che si ritrovano in natura e in ogni essere umano - più o meno sviluppati - che i nostri > cinque sensi <, solo se opportunamente educati e  potenziati, imparano a percepire,come cercò di far comprendere Leonardo salendo di "ottava in ottava"

Capitolo 15
> il pentagramma <

Artisticamente ed esotericamente > il cinque < è stato interpretato da Leonardo da Vinci – anch’egli un iniziato - con > il pentagramma <



perfetta fusione fra microcosmo e macrocosmo, concreto e trascendentale.



Il celebre disegno leonardesco Homo ad circulum< meglio conosciuto come > Uomo vitruviano < , può essere letto ed interpretato con > una chiave ermetica < che trascende – meglio sublima – la semplice valenza artistica.



> IL FIORE DELLA VITA <



> La magia del numero «6» <


> I'UOMO COSMOLOGICO <

Leonardo studia le proporzioni del corpo umano e la sua commensurabilità con le forme geometriche perfette (cerchio e quadrato). Si tratta di analisi scientifiche che hanno finalità cosmologiche (corrispondenza tra micro e macrocosmo) e artistiche (rappresentare correttamente la figura umana e progettare architetture basate sulle proporzioni del corpo umano).




Nel famoso disegno di Venezia >
l'Uomo vitruviano <  l'analisi di Vitruvio è sottoposta a una serie di sviluppi originali.
Costruzione geometrica
La chiave massonica per la quadratura del cerchio



Capitolo 16

Geometria Sacra <

> La simbologia dei numeri e dei poliedri platonici <

Il concetto del “numero” come espressione della bellezza fu ereditato da parte dei Padri della Chiesa, dalla più alta antichità, dai Semiti  e dei Greci e non era comunque estraneo all'Antico Testamento. Si pensi ai 318 servitori di Abramo, ai 480 anni computati dall'uscita dall'Egitto, alla costruzione del Tempio di Salomone.







Come tale, simbolicamente, è una rappresentazione del cosmo e si estende in lunghezza dall’occidente all’oriente, in larghezza dal settentrione al meridione, mentre in altezza va dallo zenit al nadir.

Quanto alla > metafisica < di questo simbolismo, i Padri l'avevano ricevuta principalmente dalla tradizione pitagorica largamente diffusa da opere tradotte in latino da Apuleio. come aveva indicato molto tempo prima Platone (427-348 a.C.) nel Timeo attraverso i suoi 5 poliedri.



Solo questi cinque -numero sacro a Pitagora- e nessun altro, con tutte le loro facce formate da poligoni regolari ed angoli uguali possono essere contenuti in "una sfera"


L'interesse alchemico per il > numero < e per i > rapporti numerici < in Frate Elia, stimolato in lui da San Bernardo ( progettista della famose Abbazie cistercensi  a cui Elia si era sicuramente ispirato nella progettazione della Basilica di Assisi) assume un'importanza fondamentale.

Nel portico dell'Accademia di Atene, dove Platone impartiva le sue lezioni, si trovava scritto un avvertimento:
" Non entri chi non conosca la Geometria "

Platone
era particolarmente ossessionato dal dodecaedro e dall'icosaedro, per l'ingegnosa distribuzione delle loro facce, ma soprattutto dal dodecaedro, che contiene sia
> il numero sacro "5"
che il numero fondamentale "12"<

L'icosaedro può essere iscritto nel dodecaedro, negli incroci della maglia che si viene così a formare si possono posare i vertici dei
> cinque poliedri platonici <

Ponendo in essere > Il Poliedro di Metatron < che li contiene tutti e cinque.



Il dodecaedro
forma la base della > rete di energia sottile < del nostro pianeta. Platone ne aveva un tale rispetto che non osava nominarlo direttamente. Riteneva infatti che vi fosse uno stretto rapporto tra il dodecaedro ed  il globo terracqueo, tesi condivisa da molti studiosi di ogni epoca.

L'icosaedro può essere iscritto nel dodecaedro. Negli incroci della maglia, che si viene così a formare, si possono inserire gli altri > poliedri platonici "Il compito  dell'uomo", che raggiunge la Terra è appunto quello di rimettere in moto “la sfera” che ha assunto il nome dell'Arcangelo Metatron e che contiene i
>"5 poliedri platonici"<



I cinque poliedri sono la rappresentazione in chiave geometrica dei quattro principali elementi chimici, che compongono il nostro corpo e rappresentano il 96,5 % del peso di un organismo


1)    Idrogeno  ( H )
2)    Ossigeno  ( O )                                 
3)    Carbonio  ( C )
4)    Azoto         ( N)


La maggior parte degli atomi di ossigeno è combinata a formare molecole di acqua perché, come sappiamo, organismi e cellule sono fatti per circa il 70% da acqua e la dinamica della vita e la salute emergono da reazioni chimiche ed interazioni fisiche, che si verificano in soluzioni acquose.
Forme geometriche che ruotano secondo determinati ritmi ( vedi sopra) esattamente come le varie energie nel nostro corpo. 


5 poliedri, uniti nel > Poliedro di Metatron < ruotano secondo determinati ritmi > esattamente come le varie > energie < nel nostro corpo. 


Il Poliedro di Metatron non è altro che la rappresentazione simbolica dell’ > energia che scorre nei nuclei viventi < metaforicamente rappresentata dai 5 poliedri platonici.


Il Dialogo nel Timeo di Platone contiene la piu’ antica descrizione conosciuta dei 5 solidi regolari.
Vale la  pena riprendere le Sue  parole..
Quando Dio prese a ordinare l’Universo, da principio il fuoco e l’acqua e la terra e l’aria …..erano tuttavia in quello stato come conviene che sia ogni cosa dalla quale dio e’ assente, ….Dio le compose nel modo piu’ bello e piu’ buono che potesse, mentre prima non era cosi’, questo da noi sia detto d’ogni cosa per sempre ….. che fuoco e terra e acqua e aria siano corpi e’ chiaro a ognuno …..ora bisogna dire quali siano ... i quattro bellissimi corpi dissimili tra loro, dei quali alcuni sono capaci, dissolvendosi, di generarsi reciprocamente...... e se lo scopriamo abbiamo la verita’ intorno all’origine della terra e del fuoco, e dei corpi che secondo proporzione stanno in mezzo. perche’ non accorderemo a nessuno che vi siano corpi visibili piu’ belli di questi, che formano ciascuno un genere a se’. convien dunque di comporre queste quattro specie di corpi insigni per bellezza e allora diremo d’aver compreso sufficientemente la loro natura”.



C'è chi sostiene che tutte le sue opere siano legate al numero > 12 < e che le abbia composte seguendo > un codice segreto < puntualmente ripreso da Frate Elia nel disegno sul feretro di San Francesco.

Sebbene Platone sia stato il primo a descrivere ufficialmente queste figure, esse già rappresentavano 
"gli arcani"
de
lle conoscenze segrete nella scuola pitagorica, dove egli fu iniziato, ma la loro origine è ancora più antica
.



In Gran Bretagna sono state scoperte numerose pietre scolpite nella forma di questi cinque solidi, con dei solchi lungo gli spigoli, entro cui si trovavano resti di corde in pelle. Alcune risalgono al 1.500 a.C. - cioè 1000 anni prima di Platone - o, in altri giacimenti, addirittura a 12.000 anni prima di Cristo. L'ipotesi ufficiale è che venissero usate come "bolas" per la caccia, ma molto probabilmente avevano significati legati  a
> riti misterici <ormai dimenticati ed inconprensibili.


La tendenza a penetrare e a dominare la Natura attraverso la conoscenza delle forze che agiscono in essa, ebbe nuovo impulso nel periodo rinascimentale, ma certamente il Medio Evo non gli fu da meno, sia nel mondo occidentale, che in quello arabo mussulmano di cui  Maestri come Avicennadal cui
"l'insegnamento esoterico"
trasse notevoli spunti lo stesso Leonardo da Vinci, che nei suoi disegni si avvalse spesso  della
"Quercia"



Capitolo 17
> L'Albero della vita <

Pianta che ha valenze simboliche profonde, legate all' Albero
della vita e alle 10 Sephiroth, sottolineando l'indissolubile rapporto tra l'Uomo e la Natura e tra l'energia maschile e quella femminile.





Leonardo aveva studiato a lungo la natura in tutte le Sue espressioni e spesso ha riprodotto nei Suoi dipinti l'intrecciarsi dei rami, trasformandoli in preziosi ricami o in splendide allegorie, disegnand
o l'interfaccia geometrica, al quale tutta
> la Natura < si ispira per palesarsi.



A  cercare > le forze elementari occulte < si accinse l’alchimia che studiava la combinazione dei corpi; a scrutare l’influsso delle stelle, si applicò l’astrologia, con lo scopo di predire l’avvenire, osservandone l’aspetto, le posizioni e gli influssi dei corpi celesti; a penetrare nella virtù delle parole e dei riti, si accinse
la mistica pratica o teurgia <

Capitolo 18
> Elia Alchimista e Teurgo <

Frate Elia
come interessato alla pratica e alla teoria dell'alchimia, campo nel quale, secondo Salimbene, avrebbe subito l'influenza profonda di Bartolomeo da Iseo al periodo in cui fu parte della cerchia sveva, gli vengono attribuite alcune opere alchemiche, tra cui anche un trattato in sei libri, dal titolo "Lumen luminum", ispirato al Libro degli allumi e dei sali e ai formulari del "Corpus Hermeticum" di Ermete Trismegisto, lo stesso retroterra di fonti a cui si era rifatto Michele Scoto, altro alchimista della corte federiciana.


In effetti da più parti Frate Elia è considerato il vero progettista del castello federiciano di Castel del Monte, insieme a Michele Scoto, a Fibonacci e gli altri componenti del "circolo esoterico" costituito da
Federico II.


Mariano da Firenze (morto nel 1523) scrive: "Helias de Corthona (14), frater Minor, in ipsa arte architecturae famosus, mirabilem Ecclesiam cum Conventu Sanctii Francisci de Assisio et de Corthona extruxit, ac arces plurimas et fortalitia per regnum Siciliae ab rogatu Frederici Imperatoris, postquam ei adhesit cui familiaritate nimia, tam ex hac arte, quam ex sapientia sua, et familiaritate quam habuerat cum beato Francisco, erat coniunctus".

Da tutta questa serie di riferimenti  alla cultura esoterica e alchemica si dovrebbe convenire che  sia stato lo stesso Elia e il gruppo esoterico, che a Lui faceva capo, a  far riprodurre il misterioso > disegno < sull'alzata del feretro di Francesco e poi di Chiara e quindi acquisire > nuove chiavi di lettura< per interpretare
> il valore simbolico <
di molti particolari architettonici e simbolici posti scientemente all'interno del
> Sarcofago di pietra < e nella > Basilica di Assisi <

> Codex Frate Elia <



E di che natura fossero i rapporti tra Frate Elia, Francesco e Federico II sarà sicuramente la rilettura sistematica dei suoi "messaggi in codice", lasciati in tutti > i monumenti < dallo stesso progettati su incarico dell'Imperatore, ma soprattutto quelli fatti inserire nella Basilica di Assisi, di difficile interpretazione, non essendoci alcun testo, che ne dia una spiegazione chiara, essendo i suoi appunti andati quasi tutti  dispersi o distrutti.


Di conseguenza anche tutto ciò che avrebbe potuto in qualche modo accomunare il francescanesimo con lo scomunicato Federico II, venne accuratamente celato o distrutto, al fine di non turbare, attraverso i secoli, 
"le coscienze" dei più.



Sarebbe del resto difficile far comprendere l'equazione "San Francesco - Frate Elia - Federico II" senza mettere in discussione gli stereotipi di una agiografia fino ad oggi contrabbandata come l'unica delle verità.



Per fortuna non tutto è andato disperso.

Nella Biblioteca Riccardiana di Firenze, nel > manoscritto 119 < troviamo scritto: "Fr. Eliae liber Alchimiae. Incipit liber alchimicalis quem frater Helyas edidit apud Federicum imperatorem. Liber lumen de luminum transactus de sarraceno ac arabico in latinum a fratre Cypriano ac compositus in latinum a generali fratrum minorum super alchimicis" (per una completa ed accurata bibliografia delle opere attribuite a Frate Elia cfr. C. Rossetti, Frate Elia di Assisi: sintesi biografica e bibliografica, in "Labrys", anno III, Perugia 1982; pp. 35-48).

Parimenti nella Biblioteca Vaticana, tra i codici provenienti dal fondo Reginense, si legge un'opera divisa in tre libri e composta da 256 fogli intitolata "Liber Fratris Rev. Eliae Generalis Ordinis Minorum praecepta artis chymicae ad Federicum Imperatorem"
(
Città del Vaticano, Bibl. Apost. Vat., ms. Reg. lat. 1242, cc 1r. - 11v; Ravenna, Bibl. Classense, ms. LVII; cfr. "Les manuscrits de la reine de Suède au Vatican. Réédition du catalogue de Montfaucon et cotes actuelles". Studi e Testi - 238, Città del Vaticano, Bibl. Apost. Vat., 1964)



Capitolo 19
> Linguaggio simbolico e iniziatico <

Trascinati dalla meravigliosa figura del Elia nella nostra analisi  potremmo essere incorsi negli stessi errori  e aver travalicato involontariamente l’autenticità dei fatti. Ma in tal caso - come sottolinea il dott. Calzolari -  facciamo nostre le considerzioni di Sant’Agostino, il quale, nell’indicare un metodo eccellente per avvicinarsi all’universo dei simboli disse:

L’importante è meditare
> il significato di un fatto <
e non discuterne l
’autenticità

L’autenticità dei fatti appartiene al regno della storia e della morte, mentre la ricerca del significato di ogni cosa è > il primo passo < dell’uomo che si incammina verso > la via della conoscenza < anche perché, come scrisse Victor Hugo in Notre-Dame de Paris”:
Il genere umano non ha pensato mai nulla d’importante senza scriverlo sulla pietra

Soltanto il ritorno ad una profonda onestà intellettuale può permettere il recupero della comprensione del > codice simbolico < di tanti antichi monumenti, permettendo all'uomo di oggi di proiettarsi e dilatarsi verso alte e superiori dimensioni già simbolicamente presenti nella pietra di per sé trasparente.




Molti storici dell’arte o esperti di arte romanica o gotica hanno commesso
> l’errore <
di dare una lettura o unilaterale o parziale di questo  >Sacro Tempio < non tenendo in alcun conto >le valenze esoteriche < e > i messaggi simbolici < segnati sul pavimento intorno all’altare maggiore o sulla pareti della facciata o all’interno della navata centrale e del transetto.




Lo scrivente, occorre specificarlo chiaramente, non è neppure uno storico dilettante, come intende precisare  in un interessante articolo di Arcangelo Papi sulla "facciata profetica del Duomo di San Rufino ad Assisi" dal quale abbiamo preso alcuni spunti e considerazioni.



Ci ha indubbiamente favorito in questa ricerca la conoscenza del "linguaggio simbolico", acquisita in vent'anni di esperienza massonica, cosa che ha facilitato l'interpretazione dei "simboli" lasciati di proposito da Frate Elia, che ha inteso raffigurare sulla pietra e sul legno
>  il percorso iniziatico <



compiuto da Francesco attraverso un tipico "bestiario" mediovale, che ritroviamo puntuali in tante chiese umbre dell'epoca
> Draghi <> Basilischi <> Leviatani <



"
mostri , alcuni dal > volto umano < posti sotto il cornicione della facciata



o alla base dell'altare papale al centro della navata 



E nei disegni ermetici legati al > Fiore della vita < incisi sul fianco della cassa di legno che ha conservato i corpi di San Francesco e di Santa Chiara ne danno un'indiretta conferma. Disegni molto simili a quelli di orgine templare, riprodotti sulla facciata di San Gregorio in Sardegna, che sembrano parlino
> lo stesso linguaggio <



altrettanto incomprensibile e indecifrabile se non se ne conosce
> lo schema <
> il codice segreto <



seguito dai templari, ripreso chiaramente anche da Elia o da colui che ha impresso a fuoco il messaggio sull'alzata del feretro di Francesco e di Chiara.



Per riuscire a "decodificarlo" sarebbe necessario e indispensabile analizzare con cura ogni particolare dal vivo. Solo cosi si potrebbe riuscire a  comprenderne > il significato misterico-escatalogico< , cosa che ci riserviamo di fare se ci sarà consentito di poter vedere e toccare
con mano questa fantastica
> scatola magica <



che mostra oggetti e simboli sconosciuti, di altri tempi e altre epoche, come quelli ritrovati da alcuni archeologi sulle pareti di un tempio egizio, dove appaiono aereoplani e elicotteri del XX secolo!!??



Si tratta, chiaramente, di un metodo indiziario, che abbisogna di un pò di fantasia e di tanto intuito, oltre che ad una perfetta padronanza della simbologia esoterica e alchemica del medioevo e dei templari in particolare.


Crediamo che solo l'applicazione di questo metodo alla storia di questo personaggio, come ci viene tramandata, può portare a conclusioni diametralmente opposte, molto più coerenti e prossime alla " verità" sulle varie esperienze vissute da Francesco, che lo hanno portato, attraverso incontri con mistici e iniziati, ai livelli umani più alti, aprendo la sua
> anima all'aldilà <



come ci racconta Frate Elia usando lo stesso
"codice segreto",
con fantasia e infinita arguzia, con

> la fiaba infinita di Frate Sole <



avv. Giovanni Salvat
i

Cuore a
Cuore

Un uomo non può cambiare il mondo

ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo