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Il "CODICE MITRAICO" di Padre Penev e Frate Elia velato ri-velato

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Capitolo 1

< Il linguaggio dei simboli >

I filosofi o alchimisti si sono sempre dilettati nel celare nelle poesie, nelle favole, nelle opere musicali, nei quadri, nelle sculture, ed in vari testi ...

> i segreti del Magistero Alchemico <

L'esoterismo comincia con l'origine delle razze umane, con l'origine delle lingue, ed ha una storia e una sua propria archeologia. Ha un suo

linguaggio <

che, di volta in volta, è stato codificato e cifrato nelle varie Culture e Civiltà (geroglifici Egizi, lingua sanscrita, Cabala ebraica, esoterismo arabo, animismo, sciamanesimo, etc.).

In ogni corrente misterica di qualsiasi cultura, ognuna conosce le chiavi del trascendente e traduce i messaggi destinati agli iniziati. Così gli Dei antichi, donatori della conoscenza originaria "prendono forma" ovvero non sono più dei miti o delle semplici immagini, ma

“indirizzi di vita, di pensiero, di obiettivi”

diventando le forze interiori che spingono gli individui nella loro vita e che si traducono in scelte, desideri, conquiste, creazioni, poteri ecc.

Questo accade anche oggi soprattutto nella moderna civiltà tecnocratica. Si possono incontrare simboli ermetici in ogni schermo, dalla tv alle icone nei computer, dai simboli nei telefonini ai personaggi e le situazioni nei videogiochi, agli ambienti virtuali in cui vivere una “second life”,  nei simboli dei partiti. Tutto è “Glifo” e “Archetipo” nello stesso tempo.

Ci sono quattro maniere per interpretare un testo o un tempio sacro:

> il primo è morale, ossia letterale, che non va oltre il significato scritto;

> il secondo è simbolico, ossia ricerca il significato dei simboli presenti nel racconto;

> il terzo è analogico, che prova con le analogie a comprendere il significato;

> il quarto è anagogico, che trova il vero messaggio spirituale nascosto.

Questi quattro stadi sono equivalenti a stati di coscienza nell’individuo, e vengono utilizzati da ognuno di noi a seconda del livello evolutivo in cui ci troviamo.

Sul sito Esonet.it è pubblicato un articolo di Athos A. Altomonte, che in brevi parole da un'idea chiara dei motivi, che hanno portato tanti Saggi di ogni epoca e cultura a servirsi di particolari "simboli".

"Scoprire se stessi attraverso i simboli"

"Ciò che distingue l'esoterista dal collezionista di citazioni enigmatiche è la sua capacità d'intendere "l'uso" della materia trattata.

Che si tratti di metafora, simbolo, formula alchemica, forma geometrica, numero, suono o colore, l'esoterista s'impegna ad impararne "l'uso", oltre che il significato.

E questo dà valore all'esoterismo, che non è una curiosità folkloristica, né elemento dell'immaginazione ma, piuttosto, un metodo di ricerca basato sull'osservazione.

Esercitare i canoni esoterici significa operare sulla "materia viva" dell'Uomo. Vuol dire essere in grado di agire su "mente" e "coscienza" per raffinarne struttura e capacità. Ed è all'inizio di questo "percorso" che si scopre

< l'interazione tra l'uomo ed il simbolo>

L'esoterismo è lo strumento adatto a penetrare "la parte occulta" (nascosta dall'apparenza) di ogni raffigurazione simbolica. Nel loro significato, apparentemente invisibile, si ravvisa l'aspetto dell'Uomo che "il simbolo" rappresenta. Sia esso fisico, come un sentimento, che metafisico, come il germe di una idea spirituale.

Ecco perché  il Saggio, nel suo "cammino interiore" su questa terra,  "ri-costruisce" spesso un particolare "simbolo", dandogli un'impronta del tutto personale, nel tentativo di "comunicare" ai posteri - con più efficacia e chiarezza - di come sia riuscito, a sua volta, a raggiungere la perfetta "conoscenza" di aspetti fondamentali dell'essenza umana, grazie all'uso esoterico di questo simbolo.

In quest'ottica ogni "codice ermetico" posto in forma di metafora, simbolo, formula alchemica, forma geometrica, numero, suono o colore è il “veicolo” di un insegnamento essenziale, trasmesso da un "iniziato" ad un altro, perchè non si disperda e si mantenga "vivo" per tutti i secoli futuri.

Un tramite (ponte) per "ri-conoscere" ciò che di noi ci è ancora sconosciuto."

© copyright by Esonet.it

Molti “esoteristi”, una volta appreso il linguaggio simbolico scelto da un gruppo loro affine, si dilettano a cercare di comprendere quello scelto da altri “gruppi esoterici “ laici o religiosi, i quali spesso, pur servendosi di altri codici o schemi, esprimono gli stessi concetti o principi misterici ed escatologici, che regolano il rapporto tra l’umano e il divino.

Alcuni ricercatori si sono limitati a raccogliere e conservare enigmi del passato. Rari sono quelli che si spingono tanto avanti da scoprirne il recondito significato dei "quadri simbolici", dei "paramenti" e degli "arredi rituali", ma soprattutto il loro pratico impiego.


Per questo, è compito del ricercatore compiere ogni sforzo per capire l'utilizzazione, pratica e reale, d'ogni

ideogramma rituale”


Su questo concetto "l'adepto" di una scuola dei misteri decide del proprio destino.

Diventare o no

> un iniziato <

non è una questione di anzianità e di grado, ma di educazione e di pratica. Penetrare il mutismo dei “misteri simbolici” per diventare ciò che s'impara.

Inoltre, scoprirne l'utilità, vorrebbe dire “rendere giustizia” ai loro ideatori e a quanti li hanno preservati e trasmessi, attraverso una lunghissima

“Catena d'Unione”

Il Libro dell'iniziato - affermava Athos Altomonte, fratello massone, da cui ho ripreso tanti spunti - non è di carta, ma è fatto di pietra. Costruire un edificio sacro in "pietra", significa dare forma materiale ad un'idea Divina.

Il Tempio, le Tre colonne (di cui una invisibile, perché spirituale), il mosaico del pavimento, il cielo e tanti altri segni, per chi sa coglierne il nesso, sono le immagini del

"Libro segreto"

che parla della reintegrazione spirituale (ri-nascita di Hiram)

Sono sempre meno i massoni che sanno leggere la "Volta stellata".  Pochi sanno leggere (dentro) i "simboli"; pochissimi  capiscono che il significato dei colori sono suoni; quasi nessuno conosce appieno la filosofia dei quadri simbolici, delle parole rituali e dei catechismi.

E’ questo il compito che abbiamo cercato di svolgere in questo sito

”SOS COLLEMAGGIO"

un posto dove trovare delle risposte ai piccoli e grandi quesiti che si è in grado di porsi, circa il misterioso mondo interiore della psiche e dell'anima, dedicando la nostra ricerca ai

“simboli”

incisi sulla pietre della Basilica di Collemaggio e di Assisi, cercando di rendere giustizia ad alcune figure storiche, come Elia, Federico II, Celestino V e quella attuale di

"Francesco I"

*

Ad ogni “ideogramma” possono essere attribuiti diversi significati, a seconda della diverse capacità dell'osservatore di comprendere il duplice significato exoterico ed esoterico.

E’ compito dell’interprete valutare se nel messaggio”, prevale l'aspetto puramente "simbolico letterale", legato al significato di una parola, di un‘immagine o quello “misterico escatologicotrasmesso da “ un iniziato ai misteri” tenendo conto che nelle intenzioni iniziatiche,

< l'ideogramma >

è nato come “strumento di trasmissione” di una conoscenza segreta, che non fosse sottoposta alle interferenze dei linguaggi popolari”.

Alcuni “codici” sono stati impressi sulla pietra” di Chiese o Templi; altri su “dipinti” e “affreschi”. Altri sono nascosti e mimetizzati in "stemmi" o simboli nobiliari o ecclesiastici.


Per un alto "Prelato" infatti l'uso di uno “stemma” viene considerato particolarmente importante per

> simbolo, figura allegorica, espressione grafica <

ma soprattutto perché deve rappresentare, con un’oculata scelta,

" la sintesi simbolica”

del  messaggio apostolico ed ecumenico che intende dare del proprio

> Ministero Pontificio <

Questa scelta viene normalmente modificata via via che il sacerdote di romana Chiesa assume incarichi più elevati. Pertanto “i simboli” scelti per lo “stemma vescovile, possono venire modificati per lo “stemma cardinalizio” e soprattutto per quello “papale.

Ne è un classico esempio la scelta fatta da

"Papa Luciani"

> Giovanni Paolo I <

che

> da Vescovo di Vittorio Veneto inserì nel suo scudo

> Tre stelle d'argento a otto raggi <

> da Patriarca e Cardinale le trasformò in

> Tre stelle d'oro a sei raggi <

> da Papa... le cambiò ancora in

> Tre stelle d'oro a 5 raggi <

Tre stelle caricate in uno scudo ecclesiastico nelle varie positure –  in fascia, in banda, in sbarra, bene ordinate, male ordinate - simboleggiano

> le Tre Virtù Teologali <

< la Fede, la Speranza e la Carità >

Esaminando gli stemmi autentici a colori di Papa Luciani da Vescovo, da Patriarca-Cardinale e infine da Papa, si possono notare oltre agli "ornamenti" specifici del grado, la scelta ad alto contenuto esoterico dei simboli e in particolare del

simbolo della stella a cinque punte”

Non vi era quindi alcun motivo perché il nuovo Pontefice accettasse di modificare questo

"simbolo"

essendo fermamente intenzionato a mantenere gli

"stessi simboli"


da Lui scelti nel lontano 1992, quando fu nominato Vescovo di Aucain Argentina,

"Lo stemma concepito e mai nato di Papa Francesco"

A meno che, avendo deciso di presentarsi come "Vescovo di Roma" e non come "Papa" abbia deciso di

"seguire al contrario"


il percorso simbolico scelto da Papa Luciani, tornando dalla

> stella a "cinque punte" a quella a "otto punte" <

Ma forse la modifica dello stemma papale è la conseguenza di una scelta di fondo, che hanno ben compreso solo i Francescani di Assisi, i più sensibili al vero messaggio apostolico ecumenico di Papa Francesco, come è avvenuto per la Basilica di San Francesco ad Assisi, con una piccola, ma sostanziale

"differenza simbolica"

rispetto a quella inizialmente scelta da Papa Bergoglio

Stemma posto in tutte le Basiliche papali senza alcuna ulteriore modifica. Infatti nello stemma realizzato da Padre Penev sono stati dipinti di bianco due piccoli

< fiorellini di nardo>

Capitolo 2

"La contraddittoria simbologia degli stemmi pontifici"

Nei capitoli dedicati ai "simboli" scelti da Papa Francesco per le due versioni, succedutesi nell'arco di una paio di due settimane dalla sua elevazione al soglio pontificio, abbiamo cercato di dare una nostra personale interpretazione sulla complessa e contraddittoria simbologia dello stemma papale

"L'insostenibile leggerezza dei simboli di Papa Francesco"

Papa Bergoglio, quando si è trovato di fronte ad un bivio simbolico mistico religioso, ha mostrato di non sapere sempre scegliere, al momento opportuno,

< il simbolo giusto >

quasi sempre il più difficile, il più controverso, come si è evidenziato in modo inequivocabile nella doppia scelta del suo

"stemma"

a cui ha mostrato di non dare alcun peso specifico, come dimostra l'avventata e superficiale

"scelta dei simboli"


del suo stemma, che per due volte consecutive ha approvato, mostrando di non averne a pieno compreso il loro effettivo

"significato gnostico templare"

né tanto meno quello "esoterico", a cui è sembrato non dare eccessiva importanza, pur essendo diventato il nuovo

< Capo spirituale >

della Chiesa Cattolica, che, della simbologia e della ritualità, ha sempre fatto una ragion d'essere.

Capitolo 3

"Il Codice criptato dello stemma di Assisi"

Abbiamo deciso di dedicare quest'articolo allo stemma di Papa Francesco, inserito sul protiro della Basilica Inferiore di Assisi


 

e alle modifiche fatte apportare all'esecutore materiale


< Padre Vladimiro Penev >


http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/foto/lo-stemma-di-papa-francesco-dipinto-da-padre-vladimiro-1919#.Vn7rcYZ0xkQ

riteniamo su precise indicazioni di un

< gruppo iniziatico >


che da secoli opera in gran segreto all'interno dell'Ordine Francescano, utilizzando un inequivocabile

"codice ermetico"


che sembra servirsi in chiave moderna dello stesso

“codice simbolico”

lasciato da Frate Elia sulla Basilica di San Francesco ad Assisi e all'interno della sua tomba, codice ermetico che svela la vera natura di questo grande, immenso Maestro Sufi, che questo "iniziato" agli antichi misteri ha cercato di far conoscere ai posteri, lasciando un preciso ed inequivocabile

> messaggio criptato <

attraverso una serie di simboli posti sopra e intorno al corpo di San Francesco

A questo riguardo invito alla lettura del

IL CODEX FRATE ELIA

I suoi "simboli" coincidono spesso in maniera impressionante con quanto possiamo leggere nei trattati alchemici eurasiatici e arabi "Arti" o “Scienze” in senso lato, che concorrono a formare quelle che vengono chiamate

"Scienze Occulte"

dal ché

> “occultare” <> “ nascondere” <

L’occultismo è un qualcosa noto a pochi, trattato con linguaggio da iniziato e che usa simboli, allegorie, analogie, rituali, noti solo a coloro che sono instradati nell’arte propria

"Arte Regia"


Un alfabeto alchemico tramandato sin dai tempi di Ermete Trismegisto e che anche oggi trova un suo proseguimento simbolico al punto che, secondo quanto racconta il defunto Pier Carpi - scrittore e giornalista, direttore responsabile della Rivista "l'Occulto" e autore di alcuni libri esoterici tra i quali spicca

http://forum.tntvillage.scambioetico.org/index.php?showtopic=396425

Il libro raccoglie le profezie enunciate nel 1935 da Angelo Roncalli, allora delegato apostolico in Turchia, che sarebbe poi divenuto Papa con il nome di Giovanni XXIII. Introdotto, dopo una serie di esperienze supernormali, in una società segreta iniziatica, Angelo Roncalli dettò le sue profezie, che vennero scritte dal gran Cancelliere e sarebbero dovute rimanere segrete, ma ricevute da Pier Carpi, sono state parzialmente rese pubbliche. Ebbene secondo questo acuto ed esoterico giornalista, passato all'Oriente eterno nel 2000, vi sarebbero tutt'oggi dei

< discepoli segreti >

di San Francesco, iniziati  come Lui all'Arte Reale.

Discepoli, che non sembra abbiano esaurito il compito loro  affidato dal questo

"Maestro spirituale"

creando appunto  un primo gruppo esoterico, formato da 12 fraticelli, i

< 12 cavalieri della tavola rotonda >


come amava chiamarli, che rese partecipi delle esperienze vissute insieme a frà Elia in Egitto e in Terra Santa e del loro incontro con le Fratellanze musulmane e soprattutto con Gruppi esoterici sufici, da cui appresero le antiche tecniche per favorire

"l'avvicinamento a Dio"

Tecniche che Francesco, una volta assimilatele, molto probabilmente praticò e a sua volta trasmise quando decise di ritirarsi nell'Eremo di La Verna.

Discepoli tutt'ora operativi, i quali sono usi intagliare i Tau - simbolo della conoscenza divina - dallo stesso ulivo piantato tanti secoli prima da

< Frate Francesco >

al fine di trarne, ora come allora, l'energia raccolta ed emanata dal Santo Patrono e concentrata in alcuni punti strategici

 

> "la cima del Monte Averna" <

>" il loculo" <

 

dove sono rimaste per quasi 600 anni le spoglie mortali del fondatore dell'Ordine

> "il fiore d'oro" <

 

posto in cima all'abside, esattamente sulla perpendicolare della tomba.


“SAN FRANCESCO – la fiaba infinita di Frate Sole”

http://www.soscollemaggio.com/index.php/it/san-francesco-la-fiaba-infinita-di-frate-sole.html


Non è quindi casuale che Francesco abbia adottato la mistica Tau, croce arcana, simbolo esoterico e magico del popolo degli spirituali e degli spiriti liberi....

< Antigua Tau >

un simbolo che riassumeva in sé (essendo presente in tutti gli alfabeti sacri ed in tutte le dottrine mistiche segrete)  la Trinità delle tre religioni del Popolo del Libro, (la Bibbia ) - giudaica, cristiana e musulmana – sintesi della comune

< tradizione esoterica sotterranea >

(“T” è anche la lettera simbolo della Torah - o Pentateuco - i cinque primi e più antichi libri della Bibbia).

http://www.angolohermes.com/Simboli/Tau/Tau.html

Fin dagli albori della civiltà, si sono costituiti liberi movimenti e confraternite segrete per custodire e, quando e dove possibile, diffondere la

>verità<

e l’antica conoscenza spirituale tramandata dai Padri e dai Maestri dell’umanità.

Secondo la sua leggenda, l’Antigua Tau, era uno di questi arcaici movimenti spirituali, che nel medioevo divenne una "confraternita segreta" della quale è possibile, in parte, seguire   le tracce nel passato ma mai nel presente, dove si dice, che serpeggi soggiacente alle società ed alle culture moderne come il

.... fiume sotterraneo carsico ....

che resta nascosto per secoli  per poi improvvisamente ricomparire, come il metaforico e profondamente esoterico racconto fiabesco incentrato sul

"Fiore d'Oro"


racconto che si compone e  scompone anche sui fianchi delle sei architravi, che dal basso confluiscono verso l'alto,

dove Elia sembra aver posto l'epicentro ed il finale del

> messaggio esoterico <

che ha voluto lasciare ai posteri, gli unici che avrebbero potuto scoprirlo e interpretarlo, anche perché del tutto invisibile e inaccessibile dai suoi contemporanei, che a stento potevano intravedere questo

"Fiore d'Oro"

al cui interno nascono e muoiono " trifogli dorati" da una

"Mano divina con 6 dita"


“Il FIORE D’ORO - Francesco e il Drago morte e rinascita”

E' un messaggio che - ne siamo sempre più convinti - non può essere più taciuto e tenuto nascosto, ma soprattutto crediamo vadano decriptati gli oggetti e le sculture che svelano la vera natura di questo grande, immenso Maestro Sufi, che Frà Elia - un esoterico, iniziato agli antichi misteri, e quindi perfettamente padrone della linguaggio ermetico - ha cercato invano di far conoscere ai posteri, lasciando un preciso ed inequivocabile

> messaggio alchemico<

attraverso una serie di simboli posti sopra e intorno al corpo di San Francesco

Messaggio criptato < velato >< ri-velato > com'era nello stile

< Frate Elia >

Frate Elia che, quasi  presagendo  il Suo amaro destino, ha lasciato sulle "pietre" della Basilica di Assisi una serie di piccoli e apparentemente insignificanti segni, camuffati da

> animali <


spesso immaginari e mostruosi, come Draghi, Basilischi, Lievatani, ma in particolare "Aquile""Grifoni", che raccontano > i passaggi essenziali < del > cammino spirituale < di Francesco, che l'hanno portato da uomo comune ad essere osannato come il Santo dei Santi, tanto da essere scelto, a differenza di altri forse più meritevoli, come l'indiscusso Patrono d'Italia.

Elia ha utilizzato infatti "la lingua degli uccelli", quella in uso tra i costruttori di cattedrali gotiche, altrettanto

> segreta e indecifrabile<

che si esprime attraverso particolari  "simboli in codice" conosciuti e compresi solo da iniziati ai misteri dell'Ars Regia, come riteniamo sia anche Padre Penev, che - a differenza di Frate Elia - ha utilizzato puntini cromatici anziché figure allegoriche

Come del resto sembra confermare "cassa di legno" trovata da Fra Bigaroni, di cui abbiamo ampiamente il messa ggio misterico - escatologico" inciso a fuoco sulla parlato nei capitoli

“FRATE ELIA E I FRATI TRE SCIMIETTE"

"IL"BARDO THODOL" DI FRATE ELIA"

Messaggio incentrato sul "Fiore della vita” come  manifestazione dell’azione dell’Energia primordiale

IL MESSAGGIO MISTERICO ESCATOLOGICO DI ELIA”


Messaggio altrettanto criptico e alchemico, realizzato in chiave moderna dal gruppo di discepoli, che mi piace pensare si aggirino da secoli tra le colonne della Sua Basilica, sempre pronti a trovare l'espediente per inserire nuovi indizi e segnali criptici e lo stemma posto nel protiro della Basilica Inferiore è sicuramente uno di questi.

Capitolo 4

>Il "linguaggio iniziatico" di Padre Penev<

La Magia ed il linguaggio iniziatico sono usati senza che la maggioranza comprenda effettivamente cosa “legge” davvero quando osserva quei "simboli" che divengono parte della sua

"mente-coscienza"

Diventa decisamente ancora più difficile quando le modifiche sono apportate da un

< frate >

che sembrerebbe del tutto all'oscuro del

"linguaggio iniziatico"

come viene tramandato nei catechismi esoterici, riuscendo - a quanto sostiene - ad utilizzarlo senza assolutamente conoscerlo  per la

< Mitria pontificia >


un preciso schema numerico, come ci tiene a sottolineare in questa foto, in cui indica appunto i fatidici

"puntini bianchi"

Ci permettiamo di pubblicare il commento inviatoci dal prof. Lunghi perché conferma quanto comunicatoci telefonicamente dallo stesso

> Padre Penev <

"Giovanni. Tre giorni fa ho parlato con p. Vladimiro -  che mi ha detto che aveva già parlato con te - chiedendogli ragioni dello stemma papale da lui dipinto. Saprai già che

!non ha attribuito alcun significato!

per quelle che ritiene semplici parti ornamentali:

?! "non voleva buttare via alcuni bottoncini bianchi" !?

in suo possesso e li ha utilizzati finché gli è riuscito.  Per quanto conosca poco Vladimiro,  mi sembra una risposta convincente. Non vorrei deluderti, ma temo che accada sovente per le immagini che gli artisti seguano il proprio estro senza darsene una ragione, e che siano piuttosto i committenti a premettere un programma o i critici a spiegare un risultato. Vale anche per l'arte contemporanea, quando esista la distinzione tra chi fa e chi spiega. Spesso funziona.

Buona domenica

Elvio Lunghi

?! "non voleva buttare via alcuni bottoncini bianchi" !?

Abbellimento quindi - secondo l'autore - puramente estetico

> "senza secondi fini occulti "<


Ci è sembrata una giustificazione del tutto inconsistente, non trattandosi di semplici

"bottoncini bianchi"

attaccati sulla Mitria, come quelli che una brava moglie cuce sulla giacca o su un pantalone del marito, "bottone" spesso di un altro colore rispetto all'originale, perché purtroppo  introvabile.

> "i puntini" <

di diverso colore, appaiono infatti dipinti, uno per uno, a mano, mentre quello "rosso" è restato, non certo per dimenticanza, sulla punta del pennello, come è del resto confermato dalle tre versioni debitamente pubblicate dalla stessa rivista dei frati .

>Versione originale dipinta da Padre Penev <

> con 14 puntini bianchi <

E questa foto sembra avvalorare questa tesi, contradetta dalle successive, tratte dallo stesso link.

http://media.sanfrancescopatronoditalia.it/immagini/mediacenter/fotogallery/homeAT2T8085.jpg

Lo Stemma di Papa Francesco dipinto da padre Vladimiro

09 aprile 2013


http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/foto/lo-stemma-di-papa-francesco-dipinto-da-padre-vladimiro-1919#.VP8jHzx0y1s

in cui è scomparso nel tragitto dal Convento al portale il fatidico

> puntino rosso <

e i puntini bianchi sono diventati improvvisamentee

< 14 puntini verde pastello >


Il Gruppo iniziatico che fa capo all'Ordine Francescano non si è limitato a questa apparentemente modifica puramente estetica. L'intervento sullo stemma installato sul protiro della Basilica Inferiore, nasconde infatti un preciso

"messaggio occulto"

abilmente inserito tra le strisce della

< Mitra >

Gruppo che, una volta resosi conto che il primo messaggio era stato compreso e decodificato