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FRANCESCO: ? Papa regnante ? - !! Papa ausiliario !!

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Capitolo 1

> Pontefice Massimo di Sacra Roma Chiesa <

?Papa regnante? <> ?Papa ausiliario?

Nell'articolo precedente avevamo usato una metafora legata al gioco degli scacchi, intitolandolo

< Le Divine Partite a Scacchi >

< Papa Benedetto >< Gesù>< Papa Francesco >

Ma l'esito di questa divina "Partita a scacchi" terminata al primo round, con ' apparente sconfitta di

> Benedetto XVI <

non è chiaro se si risolverà in modo altrettanto negativo anche per il suo successore, che di

"errori simbolici " e "mosse avventate"

ne ha già commesse diverse, come le modifiche ingiustificate e affrettate dei simboli del suo  "stemma" e del "pallio pale" che - in netto contrasto con i suoi desideri - ha portato nell’arco di una settimana a proporne

"due distinte versioni"

ma può ancora correre ai ripari e forse riuscire a raddrizzare questo

"match divino"


dove i simboli non sono altro che le "pedine" di un'immensa "scacchiera",  in cui si muovono a comando

"folle di esseri umani"

che attendono impazienti l'indicazione della loro

"Guida spirituale"

sulla  direzione giusta da intraprendere.

altrimenti anche Francesco sembra avviato ad un secondo inevitabile e definitivo

"Scacco Matto"

Lo si capirà sicuramente osservando le prossime

"mosse"

 

e soprattutto il mancato cambio di stato e di giurisdizione, di cui sembra che pochi si siano resi conto, anche dopo le sue

> apparenti dimissioni <

Basta osservare con attenzione l'evolversi del suo stemma nell'arco degli otto anni ufficiali del suo pontificato, che - è bene ribadirlo - "non si è mai interrotto", né tanto meno "esotericamente concluso", perché Papa Ratzinger non si è mai effettivamente dimesso dal suo

"ruolo iniziatico"

unico e insostituibile, secondo l'impostazione secolare del papato, in quanto è sua ferma convinzione che della sua elezione a Papa nel 2005 c'è qualcosa che resta

"per sempre"

 

 

Benedetto XVI anticipò enigmaticamente il senso di questa sua decisione nell'ultima delle sue udienze generali da papa, il 27 febbraio 2013, vigilia della sua effettiva abdicazione:


"Chi assume il ministero petrino non ha più alcuna dimensione privata. […] La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro".


Del resto il giorno dopo, il 28 febbraio, don Georg Gaenswein, segretario di Ratzinger, in una intervista all’ “Avvenire”, dette la risposta vera che Benedetto non poteva o non voleva dare di persona. Ecco come don Georg ha spiegato perché egli ha tenuto il titolo di

> Papa Emerito <

“Ritiene che questo "titolo" corrisponda alla realtà”

Chiunque capisce che questa affermazione è di eccezionale importanza. Significa che Ratzinger si veste da Papa perché

“è”

< il vero ed unico >

>Papa<

Appare sempre più evidente che

< Benedetto XVI >

> non si è dimesso dal "ministero petrino", ma solo dal suo “esercizio attivo”.


Se ne è avuta una prova tangibile, anche se indiretta, nel cortese, ma fermo rifiuto opposto da Papa Ratzinger al Cardinale Montezemolo, a cui nel 2005 aveva affidato il compito di elaborare il primo stemma, poi modificato personalmente dallo stesso Pontefice in altre tre distinte versioni

Le differenze diventeranno sempre più marcate nei successivi tre anni di pontificato, acconsentendo Papa Ratzinger alla modifica, in documenti e atti ufficiali, dei colori del suo stemma, inizialmente giallo senape e rosso scuro, resi più chiari e intensi e dei "simboli" come l'inserimento del Pallio a croci kadosh e il ritorno al Triregno

Il cardinale Cordero ha provato a togliere quest'ultimo  stemma ufficiale al Papa Emerito, convinto che egli debba rinunciarci perché con l'abdicazione è venuta meno la "dignità" pontificale.

Benedetto XVI ha risposto NO grazie, va bene così, nonostante

"la rinuncia all'esercizio attivo del ministero petrino"

Il problema, non di facile soluzione, è che al momento sono exotericamente e esotericamente operativi due Papi, di cui Papa francesco è senza ombra di dubbio un facente funzioni

"il Papa ausiliario di Sacra Romana Chiesa"


sia dal punto di vista del diritto ecclesiastico, che dal punto di vista iniziatico, non essendosi Papa Benedetto mai staccato dall'Eggregore della Chiesa in qualità di Pontefice.

A meno che non si inquadri il rapporto tra i due Pontefici in carica esclusivamente dal punto di vista esoterico (spirituale) e si prenda atto che Benedetto XVI ha mantenuto

< il ruolo mistico esoterico >

che la Chiesa da secoli riconosce a colui che viene elevato al soglio pontificio, per assolvere all'oneroso compito affidatogli.

Decisione, a cui il nuovo Pontefice ha dovuto sottostare, pur essendo diventato il nuovo

< Capo spirituale >

della Chiesa Cattolica, che della simbologia e della ritualità ne ha sempre fatto una ragion d'essere, come mostra il

< linguaggio degli stemmi >


introdotto - come abbiamo messo in evidenza - da Benedetto XVI che se ne è servito ampiamente, indicando il cambio repentino di strategia, modificando i simboli della proprio stemma e del pallio pale, a differenza di Papa Francesco che ha mostrato invece di essere completamente all'oscuro della simbologia occulta e del linguaggio ermetico, consentendo modifiche, che hanno letteramente stravolto il suo messaggio evangelico, legato alla figura di riferimento di

"San Giuseppe"


Atteggiamento che viene confermato anche dall'anello da

"vescovo"


che Papa Bergoglio indossa abitualmente 

a differenza di Benedetto XVI, che da Papa Emerito continua ad indossare

< l'anello del pescatore >


Anello del pescatore che non sarebbe stato distrutto, ma solo “rigato”, come conferma mons.Lombardi:


ROMA - «Ho visto con i miei occhi questa mattina tre sigilli 'biffati', praticamente sono stati annullati»: lo ha annunciato in conferenza stampa il portavoce vaticano Raffaele Lombardi, sottolineando che l'anello del pescatore esiste in due forme e che entrambe sono state «rigate», assieme alla matrice di piombo.

«Il nuovo anello pescatore sarà "identico" a quello precedente, ma cambia il nome del papa che è scritto intorno all'immagine del pescatore con la barca e la rete», ha concluso Lombardi, sottolineando che

«l'anello di Benedetto XVI è stato annullato»

http://italia.diariodelweb.it/italia/articolo/?nid=20130309_284471

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2013/3/6/CONCLAVE-2013-Rigato-l-anello-del-Pescatore-di-Benedetto-XVI/370333/

Il Papa Emerito non si è privato del suo "anello" da pontefice, a differenza di Papa Bergoglio che sembra abbia rinunciato ad indossarlo.

Lo ha portato alle prime Messe da Pontefice, ma da luglio 2013 non lo mette più, neppure nelle messe ufficiali.

< ?! il Papa non porta più l’anello del pescatore !? >


"Questa questione dell'anello d'argento e non d'oro ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro sul presunto amore per la povertà di Papa Francesco.Tutti ne hanno parlato come di una rinuncia alla ricchezza, come se l'anello fosse di Jorge Mario Bergoglio e non del Papa. Ma a proposito di gesto simbolico, sarà bene ricordare che l'oro simboleggia il Sole, la luce, il giorno, attiene al Cielo e si addice a Dio, mentre l'argento simboleggia la Luna, il buio, la notte, attiene alla terra e si addice all'uomo così che ci troviamo al cospetto dell'esaltazione di un simbolismo  invertito, tale che il nuovo Papa non porta al dito un segno del potere spirituale celeste, che viene da Dio, ma un segno del potere temporale terreno, che viene dal mondo.
Una inversione che quasi sempre è foriera di gravi conseguenze sulla conduzione del munus petrino. È risaputo che

< non si invertono impunemente le polarità…>

è la stessa cosa che è accaduta con l'inversione dell'orientamento dell'altare e del celebrante nella Messa.
Quanto poi al fatto di preoccuparsi che l'anello “sembrasse” d'oro, senza esserlo, come evitare di pensare che ci si possa trovare di fronte ad una sorta di cifra di questo nuovo papato: di chi realizza cose scadenti e le imbelletta per farle sembrare pregiate… di chi preferisce le cose grigie, ma le presenta come luminose… di chi si volge alla terra dicendo di guardare il Cielo.

In più, questa decisione conferma la volontà del cardinale Bergoglio di rifiutare la funzione di Papa, come essa è intesa dalla Chiesa.

Così facendo, al vertice della Chiesa si introduce una nuova figura: quella di un "vescovo come gli altri" con la prerogativa di sedere a Roma e non a Buenos Aires.
Una sorta di anticipazione della trasformazione della Chiesa da società monarchica a mera democrazia, in perfetta coerenza con la valenza meramente umana e terrena simboleggiata dall'argento."

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV467_Papa_cronaca_L-anello.html


Capitolo 4

"La simbologia occulta"

La Chiesa da secoli, sia in modo attivo che passivo, padroneggia perfettamente questa

<simbologia misterica escatologica >

essendone stata l’artefice e la propagatrice, oltre che una delle poche ancora capace di codificare e decodificare "la simbologia occulta" utilizzata da altri Gruppi esoterici cristiani e mussulmani o dai suoi stessi adepti, a cui insegna a utilizzarli e a difendersi.

Si tratta di "Riti ad alto contenuto esoterico", in cui, nella ritualità cristiana, il Pontefice, una volta elevato al soglio pontificio, viene a  porsi spiritualmente e esotericamente al

"CENTRO dell'EGGREGORE"

Tutto ciò si  identifica con il

"Governo delle Energie dell'Eggregore della Chiesa cattolica "



Per governare delle energie, si necessita di particolari energie (tautologia)

Queste possono essere rappresentate da una serie di componenti emotive, psichiche e sottili che sono il frutto sia della massa dei fedeli, ma anche della continua riproposizione dei riti e delle cerimonie, e del pathos che esse comportano.

Per questo molti hanno  giustamente sostenuto che l'abbandono del messale tradizionale, ha comportato

"un indebolimento della Chiesa stessa"

Pensiamo alle campane che suonano tutte le ore, le messe che quotidianamente, più volte al giorno sono celebrate, oppure le solennità dei riti durante determinate fasi di passaggio o il dramma partecipativo della via Crucis

Purtroppo non sempre la scelta di un Pontefice privilegia la preparazione esoterica del prescelto. Spesso prevalgono fattori più pragmatici, che tengono conto delle esigenze socio economiche e di quelle prettamente politiche e mediatiche. Esigenze che hanno certamente influito nella scelta che ha portato all'elezione di Papa Francesco in cui sembrerebbe abbiano prevalso più ragioni politiche, che mistiche escatologiche. Due differenti modi di pensare un papato moderno, all'altezza dei tempi, per nulla

"esoterico"

come mostra anche il diverso "stile"e "utilizzo" degli indumenti e dei simboli scelti,

"non prendere possesso dell'appartamento destinato al Pontefice"


<occupando una semplice stanza di un albergo>


Regnante ed "emerito". L'enigma dei due Papi

È una novità senza precedenti nella storia della Chiesa. Con molte incognite ancora insolute e con seri rischi già in atto. come ben evidenzia un'analisi di Roberto de Mattei e di Sandro Magister e come conferma questa foto, in cui Papa Francesco non ha ricamato lo "stemma" sulla fascia pendente dalla cintura, come è prassi.


Risposte, che ad un anno di distanza, cominciano ad essere rese pubbliche nei vari articoli da Noi richiamati, tra i quali spicca sicuramente quello

< Dal "Gran Rifiuto" al "piccolo rifiuto" >

in cui viene citata la "risposta" all'autore del suo primo stemma ufficiale, in cui il

"Pontefice Emerito"

ha preferito, come riconosce lo stesso Montezemolo, esprimere«vivo gradimento e sentita gratitudine per l'interessante studio fattogli pervenire», ma ha fatto sapere che

«preferisce non adottare un emblema araldico espressivo della nuova situazione venutasi a creare con la rinuncia al Ministero Petrino».

Perciò nel libro si conferma, in modo chiaro e inequivocabile, la volontà del dimissionario pontefice di

> "non  dimettersi" <

“Per volere di Benedetto il suo stemma non viene adattato alla sua nuova situazione ma....

"rimane lo stesso”

E non solo si è tenuto tutto lo stemma come riporta Vatican Insider, ma addirittura dice:

“Voglio scudo, chiavi, pallio e tutto il resto...

"Sono Papa Emerito, ma lo scudo lo voglio da

"Papa regnante"


L'articolista conclude sostenendo, dietro il rifiuto del Papa Emerito, ci sarebbero considerazioni storiche, teologiche, canonistiche, ma forse anche umane.

"Esclusivamente INIZIATICHE ed ESOTERICHE"

sembra rispondere il gruppo di iniziati, nascosti dietro Panev Penev, che cerca invano di avvertire il Nuovo Pontefice, usando un "codice simbolico" per lui del tutto incomprensibile:

> Bada che "l'Emerito" non si è affatto dimesso!!!

Ha cambiato infatti per tre volte i colori e i simboli del suo stemma, "nati" e "tramontati" per tre volte, ma non

"la quarta volta"

ma è ancora Lui il Pontefice spiritualmente al

"CENTRO dell'EGGREGORE"

"il mozzo di una ruota dagli infiniti raggi"

E' in atto un durissimo scontro tra questi due modi di intendere il ruolo del

< Pontefice Massimo >

e la cosa interessante che la partita in corso è stata anticipata proprio dallo stemma di Papa Francesco, posto nel protiro della Basilica Inferiore di Assisi

Padre Penev nella sua punteggiatura sembra seguire infatti un preciso

< schema numerico colorato >

 


dando risalto ai punti arancioni e a quelli "rossi", che inserisce in modo intermittente e uniforme, fatta eccezione per la "terza riga" partendo dal basso, in cui stranamente non viene dipinto il seriale

"puntino rosso"

dando la stura a inevitabili interpretazioni di stampo misterico, che sembrano svelare il codice segreto per comprendere l'inizio e la successiva evoluzione di questo

< incontro><scontro >

tra la terra e il cielo, tra l'umano e il divino, tra  la nascita e la morte di una stemma, metaforicamente espressa con i colori dell'alba (arancione) e del tramonto (rosso)


Appare evidente che siamo di fronte ad una metaforica "partita di scacchi" tra un

<"Papa mai nato" e un "Papa", il cui ciclo non è ancora "tramontato">

Ma per prendere veramente in mano la partita, che si avvia purtroppo ad una sonora sconfitta, non è certo sufficiente per José Mario Bergoglio, cambiare il pallio, lo stemma e tanto meno l'effige, essendosi dimostrato - almeno in questi primi anni di pontificato - un vero "casinista argentino" in fatto di simboli, incapace di competere con l'imbattibile, teutonico e scaltrissimo

"Benedetto"


da cuore a cuore

avv. Giovanni Salvati

Un uomo non può cambiare il mondo
ma può diffondere un messaggio
che può cambiare il mondo

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